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Viterbo - Coldiretti lancia l'allarme: "Anche nella Tuscia pastori preoccupati per il prezzo"

“Latte, subito tavoli di concertazione e risposte dall’industria per i nostri associati”

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Mauro Pacifici

Mauro Pacifici

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Anche nella Tuscia si respira un’aria di forte preoccupazione per l’andamento del prezzo del latte ovino, che sta investendo tutto il settore a livello nazionale, così come più volte denunciato da Coldiretti in questi mesi.

Nonostante l’anno passato abbia alla fine visto chiudere il prezzo a saldo in modo migliore rispetto alle premesse, si stanno verificando una serie di condizioni per le quali non è più possibile pensare di portare avanti un settore con così tante incertezze a livello remunerativo. Il latte ovino, infatti, vive da troppo tempo in modo incerto con prezzi al produttore incerti ed altalenanti. Il settore, tra l’altro, è già falcidiato dal problema dei lupi e canidi, che stanno decimando le greggi e dai costi di produzione delle materie prime sempre più elevati a causa di siccità, gelate e cinghiali che radono al suolo i raccolti.

Commenta il presidente di Coldiretti Viterbo Mauro Pacifici: “Da pastore in primis e da presidente di Coldiretti poi, sono arrabbiato, indignato e preoccupato per l’andamento del settore ovi-caprino; abbiamo risolto il problema dei pagamenti in annoso ritardo sul biologico e sul benessere animale, abbiamo fatto sbloccare i risarcimenti dei danni da ungulati selvatici, abbiamo fatto inserire in regione la ripartenza della misura del benessere animale ovi-caprino anche dal 2019, abbiamo fatto mettere a bilancio 300mila euro per il piano lupo, ma questo non basta, perché non c’è cosa più frustrante per un imprenditore, che non riuscire a vedere adeguatamente remunerato lo sforzo ed il sacrificio messo in campo per ottenere un prodotto sano, buono e di alta qualità.

Saremo a fianco dei nostri colleghi nel trovare soluzioni veloci, valide e remunerative per i nostri pastori, così come fatto in passato per il late bovino tramite l’etichettatura obbligatoria di provenienza della materia prima, perché l’industria deve dare risposte e deve darle subito, noi non vogliamo più che i nostri prodotti vengano declassati per far spazio all’ingresso di materie prime da fuori, di dubbia qualità e provenienza; il settore ovi-caprimo è un settore trainante e va difeso a trecentosessanta gradi. Non arretriamo di un millimetro.”

 

Federazione Provinciale Coldiretti di Viterbo


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12 febbraio, 2019

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