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“L’illegalità non può avere la precedenza, entro tre mesi avvieremo le procedure di sfratto”

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Viterbo – “L’illegalità non può avere la precedenza. L’illegalità non può prevalere, perché se questo accade allora diventa il farwest. E la nostra azienda non se lo può permettere. Entro tre mesi avvieremo le procedure di sfratto e se le utenze sono state di nuovo allacciate abusivamente allora si va a finire sul penale”. La risposta Ivan Grazini non si fa attendere. La vicenda è quella della famiglia di Sonia Gardini e Massimo La Rosa che abitano al “serpentone” di Bagnaia, case popolari, senza luce né acqua e con tre figli a carico, di cui una disabile. Una situazione che va avanti da un mese.

Ivan Grazini è il commissario straordinario dell’Ater, l’azienda territoriale per il diritto residenziale, Regione Lazio, proprietaria degli immobili in via Cardinal Ridolfi dove Gardini e La Rosa abitano.


Multimedia: Vivere senza luce né acqua [5]Video [6]


“Ho visto il reportage di Tusciaweb – dice Grazini -. I signori sono occupanti abusi e la legge Lupi parla chiaro”.

La legge citata dal commissario è la numero 80 del 2014. All’articolo 5 sta scritto: “Chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge”.


Viterbo - Il "serpentone" di Bagnaia [7]

Viterbo – Il “serpentone” di Bagnaia

Viterbo - Gli alloggi popolari in via dei Pellegrini [8]

Viterbo – Gli alloggi popolari in via dei Pellegrini


“Se la signora Gardini pensa di cavalcare la tigre perché ha una situazione familiare difficile – riprende la parola Grazini – si sbaglia di grosso. Mi dispiace per quanto sta passando. Ma ci sono altre situazioni analoghe. Persone che stanno nelle graduatorie per l’assegnazione delle case popolari e seguono le regole. Se la famiglia che oggi occupa abusivamente la casa in via Ridolfi avesse seguito questa strada probabilmente, con la situazione familiare che ha, avrebbe già ottenuto un alloggio. La prepotenza non paga”.


Viterbo - Il commissario Ater Ivan Grazini [9]

Viterbo – Il commissario Ater Ivan Grazini

Viterbo - Ivan Grazini assieme a dirigenti e funzionari Ater [10]

Viterbo – Ivan Grazini assieme a dirigenti e funzionari Ater


Una situazione, quella del “serpentone”, che tira in ballo anche il comune di Viterbo. “Nel 2016 – spiega il commissario Ater – cinque famiglie vennero spostate da via dei Pellegrini, dove ci sono alloggi di proprietà comunale, in altrettante abitazioni in via Ridolfi a Bagnaia, proprietà Ater. Questo perché in via dei Pellegrini dovevano essere fatti dei lavori all’interno delle abitazioni. Sono passati più di due anni e le famiglie si trovano ancora in via Ridolfi. In una di queste abitava il signor Cesare Romano che a un certo punto ha dato ospitalità alla famiglia dei signori La Rosa e Gardini. Poi Romano se ne è andato, senza dire niente a nessuno, e dentro sono rimasti tutti gli altri. Ancora oggi non sappiamo dove Romano sia finito. E non lo sanno neanche i carabinieri. Sta scritto nero su bianco in un fonogramma che ci hanno mandato”.

Per quanto riguarda poi le utenze, Grazini è tassativo. “La legge prevede che, in caso di occupazione abusiva di un alloggio, non vengano date né la residenza né gli allacci. E ho diffidato tutti gli enti a farlo. Per noi la signora è una occupante senza titolo e non daremo mai l’assenso ad allacciare le utenze. Ci faremo passare spesso le nostre squadre, tutti i mesi, e laddove le utenze sono state attaccate le faremo staccare. La signora rischia. Se le utenze sono state riattaccate illegalmente si va a finire sul penale. Faremo partire le denunce”.


Viterbo - Sonia Gardini [11]

Viterbo – Sonia Gardini

Viterbo - La casa di Sonia Gardini e Massimo La Rosa [12]

Viterbo – La casa di Sonia Gardini e Massimo La Rosa


Ivan Graziani punta il dito anche nei confronti del comune di Viterbo. “Di questa situazione – dice il commissario – è responsabile il comune. Il problema lo hanno creato loro, anzi, nello specifico lo ha creato l’ufficio patrimonio del comune. Devono sistemare via dei Pellegrini e lo devono fare il prima possibile. Altrimenti, entro tre mesi, faremo partire le procedure di sfratto e oggi le cinque famiglie che si trovano in via Ridolfi, e che avrebbero dovuto ritornare da tempo in via dei Pellegrini, rischiano anch’esse di diventare occupanti senza titolo con la conseguenza di uscire dalle graduatorie per l’assegnazione degli alloggi. Manderemo una diffida anche al comune che, fra l’altro, dovrà pagare tutti i debiti che ci sono da pagare. Perché è con il comune che vogliamo avere un rapporto non con gli inquilini. L’Ater è un’azienda che vive di autonomia, non un ente di beneficenza”.

Daniele Camilli


Articoli: Al “serpentone” di Bagnaia senza luce né acqua [13]


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