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Operazione Erostrato - Depositati ieri gli ultimi ricorsi - Nei prossimi giorni le udienze davanti ai giudici romani

Mafia viterbese, è corsa al tribunale del riesame

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Mafia a Viterbo - Luigi Forieri

 Luigi Forieri – Ha riposto alle domande del gip

Mafia a Viterbo - Martina Guadagno

Martina Guadagno – Ha riposto alle domande del gip

Mafia a Viterbo - Shklezen Patozi

Shklezen “Gas” Patozi – Ha rilasciato spontanee dichiarazioni

Viterbo – Mafia viterbese, gli arrestati puntano al Riesame.

Tredici gli indagati raggiunti da altrettante misure di custodia cautelare nel corso del blitz scattato all’alba di venerdì 25 gennaio, denominato operazione “Erostrato”, che ha smantellato una pericolosa organizzazione criminale italo-albanese, attiva a Viterbo da almeno un paio d’anni, finita nel mirino della Direzione distrettuale antimafia di Roma in seguito a una serie di attentati incendiari e gesti intimidatori ai danni di numerose vittime. 

Ieri anche gli ultimi difensori hanno depositato i rispettivi ricorsi presso il tribunale della libertà di Roma, che nei prossimi giorni fisserà le udienze durante le quali saranno discusse le richieste di alleggerimento o revoca delle misure di custodia cautelare, agli arresti domiciliari per due indagati, in carcere per gli altri undici.

Gli interrogatori di garanzia si sono svolti tra il 26 e il 28 gennaio. Il bilancio è di 11 indagati che hanno fatto scena muta e due che si sono difesi. 

Sabato sono comparsi davanti al giudice per le indagini preliminari di Viterbo, che li ha sentiti per rogatoria, i nove uomini reclusi nel carcere di Mammagialla.

Nel carcere di Viterbo sono reclusi: Giuseppe “Peppino” Trovato, 43 anni, il titolare di tre Compro oro del capoluogo, originario di Lamezia Terme, residente da una quindicina di anni a Viterbo, ritenuto ai vertici dell’organizzazione; Ismail “Ermal” Rebeshi, albanese, di 36 anni, gestore a Viterbo di un autosalone e un locale notturno, anche lui con un ruolo di vertice nel sodalizio, già in carcere per droga dal 26 novembre; Luigi “Gigi” Forieri, 51enne residente a Caprarola, titolare a Viterbo del bar di via Genova; i fratelli albanesi Spartak “Ricmond” Patozi e Shkelzen “Zen” Patozi, 31 e 34 anni, operai, Ricmond  residente a Vitorchiano  e Zen a Viterbo; Sokol “Codino” Dervishi, operaio albanese di 33 anni, residente a Viterbo; Gazmir “Gas” Gurguri, anche lui albanese, operaio 35enne di Canepina; il viterbese Gabriele “Gamberone” Laezza, operaio 31enne; l’unico romeno, Ionel Pavel, di 35 anni. 

Tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, tranne il titolare del bar di via Genova, Luigi “Gigi” Forieri, 51 anni,  che ha riposto alle domande del magistrato, mentre ha rilasciato spontanee dichiarazioni uno dei cinque albanesi arrestati, il falegname 35enne Gazmir “Gas” Gurguri, residente a Canepina. 

Lunedì è stata la volta degli altri quattro, due uomini, entrambi ai domiciliari e le due donne, tradotte nel carcere femminile di Civitavecchia.

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere il parrucchiere 29enne Manuel Pecci, titolare di un salone di bellezza in via Maria Santissima Liberatrice, e l’artigiano Emanuele “Lele” Erasmi, cinquantenne, di Bagnaia. 

Si è avvalsa della facoltà di non rispondere anche una delle due donne, Fouzia “Sofia” Oufir, 34enne d’origine marocchina, compagna e dipendente di Giuseppe Trovato. ha invece risposto a tutte le domande del gip la 31enne viterbese Martina Guadagno, commessa in uno dei Compro oro gestiti da Trovato. 

Mafia a Viterbo - I tredici arrestati


Gli indagati

1. TROVATO Giuseppe, detto “Peppino”, 43enne originario di Lamezia Terme, da anni trasferitosi a Viterbo, dove gestisce tre Compro oro, con un ruolo di vertice nell’associazione smantellata;

2. REBESHI Ismail, detto “Ermal”, cittadino albanese di 36 anni, domiciliato a Viterbo, dove gestisce una rivendita di autovetture ed un locale notturno, anche questo con ruolo di vertice nel sodalizio;

3. PATOZI Spartak, detto “Ricmond”, cittadino albanese di 31 anni, residente a Vitorchiano, operaio, partecipe dell’associazione;

4. DERVISHI Sokol, detto “Codino”, cittadino albanese di 33 anni, residente a Viterbo, operaio, partecipe dell’associazione;

5. GURGURI Gazmir, detto “Gas”, cittadino albanese di 35 anni, residente a Canepina, operaio, partecipe dell’associazione;

6. LAEZZA Gabriele, detto “Gamberone”, 31enne, residente a Viterbo, operaio, partecipe dell’associazione;

7. OUFIR Fouzia, detta “Sofia”, cittadina marocchina di 34 anni, residente a Viterbo, compagna e dipendente di Trovato, partecipe dell’associazione;

8. GUADAGNO Martina, 31enne residente a Viterbo, dipendente di Trovato, partecipe dell’associazione;

9. FORIERI Luigi, detto “Gigi”, 51enne residente a Caprarola, titolare di un bar, partecipe dell’associazione;

10. PATOZI Shkelzen, detto “Zen”, cittadino albanese di 34 anni, residente a Viterbo, operaio, partecipe dell’associazione;

11. PAVEL Ionel, cittadino romeno di 35 anni, concorrente in alcuni delitti-fine;

12. PECCI Manuel, 29enne residente a Viterbo, titolare di un centro estetico, concorrente in un delitto-fine;

13. ERASMI Emanuele, 50enne residente a Viterbo, artigiano, concorrente in un delitto-fine.


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Multimedia: Fotocronaca: Mafia a Viterbo – I tredici arrestati – Operazione Erostrato, gli arrestati – Scacco alla Mafia nel Viterbese – Video: Prestipino e Palma spiegano come agiva l’organizzazione mafiosa – 13 arresti per associazione a delinquere di stampo mafioso – Scacco alla Mafia nel Viterbese


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2 febbraio, 2019

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