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Operazione Erostrato - Enrico Valentini e Angelo Di Silvio, legali della della famiglia Camilli, chiariscono quanto accaduto relativamente all'inchiesta sulla mafia viterbese e annunciano azioni legali contro chi strumentalizza e infanga

“Mai ceduto a tentativi di estorsione e minacce…”

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Sport - Calcio - Viterbese - Piero Camilli

Piero Camilli

L'avvocato Enrico Valentini

L’avvocato Enrico Valentini

Angelo di Silvio

Angelo di Silvio

Viterbo – “Mai ceduto a tentativi di estorsione e minacce. Mai pagato nessuno e tantomeno Casertano. Sempre denunciato ogni fatto delittuoso”. I legali della della famiglia Camilli, Enrico Valentini e Angelo Di Silvio, dopo le notizie apparse sulla stampa, chiariscono quanto accaduto relativamente all’inchiesta sulla mafia viterbese.  

“I Camilli – spiegano i legali – hanno sempre denunciato alle competenti autorità giudiziarie e di polizia ogni episodio delittuoso di cui sono stati vittime. Con risultati insoddisfacenti tanto che sono stati costretti a istallare in maniera più efficace in tutti i luoghi di lavoro e non solo strumenti di video-sorveglianza e ad assumere personale di guardiania notturna sia stabile che itinerante”.

I Camilli sono parte offesa in tutta la vicenda che visto svilupparsi l’inchiesta del carabinieri operazione Erostrato

“Va sottolineato – continuano gli avvocati Valentini e Di Silvio – che Piero Camilli e i suoi familiari sono stati indicati come parti offese nel procedimento in quanto obiettivi di un sodalizio criminale che voleva far “punire” il rifiuto di assoggettarsi a qualsiasi forma di ricatto o di estorsione. È infatti ovvio che, se Camilli avesse pagato, non sarebbe stato assolutamente bersaglio di minacce, di tentativi di aggressione e/o di sequestro. Tant’è vero che sino al momento dell’arresto Camilli e i suoi familiari erano monitorati da dagli uomini dell’associazione criminale. L’unica colpa di Camilli è stata quella di rifiutarsi di pagare, come forse tanti altri hanno fatto. I fatti emergono chiari e lampanti anche dalla lettura degli articoli di stampa e dell’ordinanza, fatti inquietanti hanno visto i Camilli ignari obiettivi dei malviventi”.

I legali affrontano la questione dei terreni contesi ed escludono qualsiasi pagamento di “mazzette”.  

“Per quanto concerne la vicenda Vinci , è di solare evidenza come furono gli stessi Camilli a denunciare il Vinci all’autorità giudiziaria per minacce, falso e truffa. È altrettanto evidente che la vertenza civile davanti al tribunale ha avuto un suo percorso processuale che ha portato ad attribuire il possesso dei terreni ai Camilli da parte del giudice di Viterbo in quanto legittimi proprietari. Ogni speculazione su presunte mazzette è frutto di pura fantasia. Deve essere chiaro che la famiglia Camilli non ha mai soggiaciuto e mai soggiacerà a ricatti ed estorsioni criminali tanto dirette quanto mascherate. Per quanto concerne le presunte somme pagate da Camilli va detto che nessuna somma è stata mai corrisposta ad alcuno, tantomeno al Casertano. Personaggio totalmente sconosciuto da Camilli”.

I due avvocati infine annunciano azioni legali per chi ha strumentalizzato la vicenda per infangare i Camilli.

“Certi di aver chiarito la posizione dei nostri assistiti, preannunciamo azioni legali nei confronti di tutti coloro che strumentalizzando le notizie emerse tentino di infangare ingiustamente il nome di una famiglia di imprenditori che ha costruito con il lavoro la propria posizione dando occupazione centinaia di persone.  La famiglia Camilli non può consentire di essere oggetto di una fuorviante interpretazione, a volte esasperata dolosamente da certa stampa, avendo rischiato e subito ritorsioni per non aver voluto soggiacere a ricatti ed estorsioni varie”.

 


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2 febbraio, 2019

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  123. "Un consiglio comunale aperto per parlare di legalità e sicurezza"
  124. "Viterbo mai colpita da organizzazioni criminali e questo ci preoccupa"
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  126. "Ti ammazzo, brutto figlio di troia. Infame. Ti sparo int' 'a capa"
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  128. Denunciare! Denunciare! Denunciare!
  129. "Al fianco di vittime di racket e usura"
  130. "Mafia, è la prima volta a Viterbo"
  131. "Io ti sbudello, io me la prendo anche con un bambino"
  132. "Violenza e terrore, intimidazioni ed estorsioni"
  133. "Grazie alle forze dell’ordine che lavorano per garantire sicurezza"
  134. Auto bruciate, teste di maiale mozzate e buste con proiettili
  135. 13 arresti per associazione a delinquere di stampo mafioso

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