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Celleno - Appuntamento domenica 24 febbraio alle 10 con l'iniziativa realizzata da Banda del racconto per il comune in collaborazione con la scuola

Memorie di terre”, i ragazzi della media raccontano il borgo fantasma a genitori e nonni

di Antonello Ricci
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Memorie di terre”, i ragazzi della media raccontano il borgo fantasma a genitori e nonni

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Memorie di terre”, i ragazzi della media raccontano il borgo fantasma a genitori e nonni

Memorie di terre”, i ragazzi della media raccontano il borgo fantasma a genitori e nonni

Memorie di terre”, i ragazzi della media raccontano il borgo fantasma a genitori e nonni

Celleno – Riceviamo e pubblichiamo – “Memorie di terre”. Ragazze e ragazzi della scuola media di Celleno raccontano il borgo fantasma a genitori e nonni. Un’iniziativa realizzata da Banda del racconto per il Comune di Celleno in collaborazione con la locale scuola media. Appuntamento domenica 24 febbraio alle 10.

A seguire, nei locali del vicino Convento, proiezione del cortometraggio “La memoria in scena. Vita, ricordi, racconti di Celleno Vecchio atto II” (10’ per la regia di Marco D’Aureli). Ancora protagonisti i ragazzi della scuola media, con una sorpresa per gli ospiti del gemellaggio tematico-istituzionale di Ceresara (Mantova)

Celleno: Memorie di terre
Ragazze e ragazzi della locale scuola media raccontano il fascino di Celleno Vecchio nel corso con una passeggiata-racconto assolutamente inedita.

Dopo domenica 24 febbraio, nessuno – ne sono convinto – potrà più esprimere dubbi su che cosa intendiamo quando parliamo di narrazioni di comunità. Di comunità narranti. Altro che visite guidate e mediazioni del patrimonio culturale…
Pillole storico-didascaliche in “prosa”.

Alcuni articoli dal prezioso statuto quattrocentesco locale. Certi brevi e pittoreschi brani dalle memorabili “rosse” (le guide turistiche Tci dal 1923 al 1981). Scenette drammatizzate a partire da un vecchio fumetto storico. Poesie in dialetto locale. Un poker di splendide ottave cantate al modo popolare e dedicate al paesaggio di Celleno (tratte da un poema di Giovanni Panzadoro composto al tempo della repubblica giacobina). E molto-molto altro ancora: il ricordo di una grazia della Madonna a Sant’Angelo di Roccalvecce, per esempio, ma anche Camus a Tipasa e il Kipling di Kim.

“Memorie di terre” è un’iniziativa fermamente voluta dal Comune di Celleno (dal sindaco Marco Bianchi in primis e dal suo vice Ylenia Proietti). Realizzata da Banda del racconto in stretta collaborazione con la locale scuola media. Protagonisti assoluti in scena – per la puntigliosa e amorevole regia di Pietro Benedetti – ragazze e ragazzi delle classi prima e terza. Appuntamento ai piedi di Celleno Vecchio, domenica 24 febbraio alle ore 10, per la degna conclusione di un’inedita e assolutamente sperimentale avventura formativa avviata nel dicembre scorso nelle aule scolastiche dal sottoscritto e da Marco D’Aureli.

Avventura destinata a pieno successo esclusivamente grazie all’ardore e alla competenza del corpo docente e non docente locale, la splendida prof. Federica Viola (vera “pasionaria” delle radici culturali) in prima linea. Domenica mattina, itineranti per strade e piazze del più suggestivo Ghost Town dell’Alto Lazio, i ragazzi di Celleno racconteranno in prima persona le comuni radici identitarie a un pubblico attento e commosso di genitori e nonni. Tutti gli altri, ovviamente, potranno considerarsi i benvenuti. Partecipazione gratuita.

Ma non finisce qui. Alle 11.30 (circa) la comunità narrante si sposterà indoor nei locali del vicino “Convento” per la proiezione del cortometraggio “La memoria in scena. Vita, ricordi, racconti di Celleno Vecchio atto II” con interviste ai nonni cellenesi (regia Marco D’Aureli; realizzato con finanziamento della Regione Lazio). A contorno del tutto, altre suggestive letture a cura dei ragazzi della scuola media (sempre coordinati dalla prof. Viola) e una sorpresa per gli ospiti del gemellaggio tematico-istituzionale con Ceresara (Mantova).

L’iniziativa è inserita nelle attività dell’VIII modulo didattico del master di I livello Dibaf – Unitus per “Narratori di comunità”.

Antonello Ricci


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21 febbraio, 2019

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