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Montalto di Castro - I soldi pubblici usati per banchetti, alberghi e funerali - Indaga anche la corte dei conti per il danno erariale

Parco di Vulci, spese pazze per 91mila euro

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Sergio Caci, Alessandro Fiordomi e Carmelo Messina

Sergio Caci, Alessandro Fiordomi e Carmelo Messina

Guardia di Finanza

Guardia di Finanza

Montalto di Castro – Secondo la procura di Civitavecchia con i soldi del parco di Vulci sarebbero state fatte spese pazze per 91mila euro. Il magistrato inquirente contesterebbe a Carmelo Messina, presidente della Fondazione Vulci, di aver utilizzato 35mila euro di fondi pubblici per scopi personali. Ad Alessandro Fiordomi, liquidatore della Mastarna srl e direttore amministrativo della Fondazione, invece la somma di 55mila euro. Mentre al sindaco di Montalto di Castro, Sergio Caci, il totale di entrambe le contestazioni: 91mila euro.

Messina, Fiordomi e Caci sono indagati per peculato. I primi due in qualità di “responsabili”, rispettivamente, della Fondazione Vulci e della Mastarna srl, società “totalmente partecipate dal comune di Montalto di Castro e che si sono occupate della gestione del parco naturalistico e archeologico di Vulci”. La Mastarna fino al 2015, la Fondazione dal 2016 in poi.

Sergio Caci è invece indagato in qualità di sindaco, ovvero di “rappresentate dell’ente socio” (il comune di Montalto) della società che gestisce il parco di Vulci. Come lui stesso ha spiegato in un comunicato stampa, “risulterebbe coinvolto nella vicenda giudiziaria per aver approvato dal 2012 al 2017 i bilanci di Mastarna e di Fondazione Vulci, all’interno dei quali sono ricomprese le spese contestate”. Oltre ad “aver partecipato a pranzi a spese delle due società e ad aver acquistato beni con i fondi del parco”.

Le indagini sono state condotte dai militari della Guardia di finanza di Tarquinia guidati dal capitano Antonio Petti che hanno scoperto l’utilizzo, da parte degli indagati, di fondi pubblici per propri interessi personali. I soldi del parco di Vulci, tra i più importanti siti dell’Etruria meridionale, sarebbero stati spesi per comparare olio extravergine d’oliva, caffè e bibite. Ma anche per pagare funerali, alberghi, pranzi e cene. Il tutto dal 2012 al 2017.

L’operazione, durante la quale sono stati sentiti numerosi testimoni e sono stati esaminati migliaia di documenti, ha portato al sequestro di oltre 182mila euro, tra beni patrimoniali, conti correnti e polizie assicurative. Le fiamme gialle hanno eseguito il decreto del gip di Civitavecchia, che ha accolto la richiesta del pubblico ministero, martedì scorso. Ora spetterà ai magistrati della Corte dei Conti del Lazio accertare se ci sia stato anche un danno erariale.

Sul caso, oltre agli indagati che dichiarano di non aver “mai usato i soldi del parco per scopi personali”, sono intervenuti anche i consiglieri del comune di Montalto di Castro, Quinto Mazzoni ed Eleonora Sacconi. “Il nostro tanto monitorare su Fondazione Vulci ha prodotto i risultati sperati – fanno sapere -. Sapevamo che tante cose non quadravano nella società partecipata di fondazione Vulci e i numerosi accessi agli atti, che non trovavano quasi mai risposta, ce ne davano conferma. Abbiamo lavorato con ostinazione, presentando esposti su esposti alla procura di Civitavecchia, al prefetto di Viterbo e alle forze dell’ordine. Finalmente, per tutti i cittadini, la giustizia potrà iniziare il suo corso”.


Articoli: Forza Italia: “Piena solidarietà e vicinanza a Sergio Caci e Carmelo Messina” – Battilocchio: “Gli indagati sapranno dimostrare la loro estraneità ai fatti” – Il senatore Battistoni (FI): “Caci e Messina sapranno dimostrare la loro estraneità ai fatti contestati” Carmelo Messina e Alessandro Fiordomi e il sindaco Sergio Caci si difendono: “I soldi del parco di Vulci? Mai spesi per scopi personali” – Il sindaco Caci: “Indagato per aver fatto il mio dovere di sindaco” – Indagati Caci, Messina e Fiordomi – I consiglieri Mazzoni e Sacconi: “Nostre denunce hanno avuto esito, ora la giustizia faccia il suo corso” – Pranzi, alberghi e funerali pagati coi soldi per il parco di Vulci


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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14 febbraio, 2019

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