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Viterbo - Presentato il piano sociale atteso da 20 anni - L'assessora Troncarelli: "Mettiamo al centro la persona"

Povertà, famiglia e minori, la regione investe più di 600 milioni

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Daniela Donetti e Alessandra Troncarelli

Daniela Donetti e Alessandra Troncarelli

Viterbo - Piano sociale - La presentazione

Viterbo – Piano sociale – La presentazione

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Daniela Donetti e Alessandra Troncarelli

Daniela Donetti e Alessandra Troncarelli

Viterbo - Piano sociale - La presentazione

Viterbo – Piano sociale – La presentazione

Viterbo – (g.f.) – Anziani, minori, povertà, giovani, famiglie e migranti, la regione ha un piano. Quello sociale e ci investe. Più di seicento milioni a sostegno delle fasce più deboli. Una rivoluzione. Attesa da quasi venti anni.

“Cambia il sistema del welfare – sottolinea l’assessora regionale a Welfare e Politiche sociali Alessandra Troncarelli – con la certezza del finanziamento”. Dal 1996 si è arrivati al 2019. “All’epoca – ricorda il consigliere regionale Enrico Panunzi – è partita una legge avveniristica e sperimentale, istituì 38 distretti. Solo uno la sperimentò.

Oggi la regione ha il merito d’avere ripreso in mano il tema del sociale, stanziando fondi in un momento in cui occorre contare anche il centesimo. Un piano approvato senza voti contrari. Non all’unanimità, ma nessuno ha votato contro”.

Che fosse atteso, lo dimostra la presenza all’incontro in provincia questo pomeriggio. Sala conferenze gremita. Al tavolo, oltre a Troncarelli e Panunzi, il direttore sanitario Asl Daniela Donetti e il consigliere comunale Francesco Serra, a coordinare l’iniziativa. In sala, sindaci e amministratori, fra cui l’assessora ai Servizi sociali di Viterbo Antonella Sberna.

“Al centro – spiega Troncarelli – c’è il benessere della famiglia, benessere nel suo significato più ampio. La regione su questo investe con un impegno economico destinato ai distretti e quindi alle persone”.

Il raggio d’azione del piano è ampio. Partendo da un’emergenza. La povertà. “Adesso parte il reddito di cittadinanza – osserva Troncarelli – ma non tutti riusciranno a beneficiarne. Manteniamo il reddito d’inclusione, finché avremo risorse. Sono state stanziate a fine 2018 e sono ancora in piedi”.

Quindi, il dopo di noi. “Ma anche il durante – osserva Troncarelli – nel 2017 la regione ha varato un provvedimento per il piano immobiliare, ma sono arrivate solo 15 adesioni. Abbiamo ridotto l’arco temporale da 20 a 10 anni e messo a disposizione il patrimonio Ipab, con fondi per la ristrutturazione”. Portando al centro la persona. “Un emendamento approvato prevede che dove possibile, siano ascoltati il soggetto interessato e i familiari”.

Gli anziani. “Ogni comune può presentare domanda, dove esistono centri anziani e dove non ci sono è possibile istituirli. Lo abbiamo previsto, ottenendo un buon successo. Alla provincia di Viterbo sono arrivati 360mila euro e una folta adesione. Cinquecentomila euro andranno al terzo settore per progetti obiettivo e la prevenzione, cioè, evitare l’isolamento, cui può seguire la depressione”.

Poi, gli asili nido e il sostegno alla genitorialità, con dieci milioni e mezzo l’anno agli enti locali per la gestione degli asili e 23 milioni per riqualificazione degli edifici nella scuola dell’infanzia, asili. Quindi, contributi alle famiglie per ridurre il costo delle rette e per i figli con il disturbo dello spettro autistico.

Ancora i minori: “Attenzione alle case famiglia – spiega Troncarelli – e all’affido familiare. Vogliamo far sì che gli enti locali siano nelle condizioni di gestire al meglio le situazioni, con l’obiettivo di evitare dove più possibile, l’inserimento in strutture, favorendo gli affidi. Oggi, ogni mille affidi, duemila vanno in strutture. Abbiamo previsto maggiori risorse nel piano di zona. Da 31 a 35 milioni”.

Versante stranieri, con 2 milioni e 300mila euro per l’inserimento scolastico di minori e 3 milioni destinati all’apprendimento della lingua italiana anche per gli adulti.

Per i giovani, il piano sociale guarda anche al bullismo e cyberbullismo, gioco d’azzardo patologico, trovando forme per contrastare questi fenomeni.

Un piano che programma: “In relazione – spiega Daniela Donetti – al bisogno del cittadino, in una dimensione sociale totale, integrata con quella sanitaria”.


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8 febbraio, 2019

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