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Operazione Erostrato - Rigettate le richieste di revoca o alleggerimento delle misure di custodia di Forieri, Pecci e Gurguri - Disposti i domiciliari col braccialetto per l'artigiano bagnaiolo Emanuele Erasmi - Strada in salita per le difese

Mafia viterbese, primi tre “no” del tribunale del riesame

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Mafia a Viterbo - I tredici arrestati

Mafia a Viterbo – I tredici arrestati

Mafia a Viterbo - Manuel Pecci

Mafia a Viterbo – Manuel Pecci

Mafia a Viterbo - Luigi Forieri

Mafia a Viterbo – Luigi Forieri

Mafia a Viterbo - Gazmir Gurguri

Mafia a Viterbo – Gazmir Gurguri

Viterbo – (sil.co.) – Mafia viterbese, rigettati i primi tre ricorsi al tribunale del riesame. Alcuni degli altri dieci indagati arrestati il 25 gennaio nell’operazione Erostrato, quelli accusati di associazione di stampo mafioso, articolo 416 bis del codice penale, sarebbero ora orientati a rinunciare alle discussioni dei ricorsi fissate per giovedì 14 febbraio.

Nel frattempo sono stati disposti i domiciliari col braccialetto per l’artigiano Emanuele “Lele” Erasmi, presunto concorrente in un delitto-fine, titolare di una falegnameria, classe 1969, di Bagnaia. Il difensore del cinquantenne, avvocato Giuliano Migliorati, è tra coloro che a San Valentino si giocheranno la carta del riesame.

I giudici capitolini intanto si sono presi 45 giorni per le motivazioni, dopo il no alle richieste di revoca o alleggerimento delle misure di custodia cautelare presentate dai difensori di Manuel Pecci, il parrucchiere ai domiciliari, del barista di via Genova, Luigi Forieri e del falegname albanese residente a Canepina, Gazmir Gurguri, nel frattempo trasferito in isolamento nella sezione di alta sicurezza del carcere di Genova.

I pubblici ministeri Giovanni Musarò e Fabrizio Tucci, in occasione dell’udienza “collettiva” di venerdì scorso, hanno depositato a sorpresa ulteriori atti relativi alle posizioni delle tredici persone arrestate a vario titolo per associazione di stampo mafioso lo scorso 25 gennaio. Si tratterebbe, in particolare, di ulteriori atti di indagine – l’inchiesta non è ancora chiusa – svolti dopo l’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare, tra cui annotazioni, sommarie informazioni testimoniali, commenti dei pm e intercettazioni.


Gli indagati

1. TROVATO Giuseppe, detto “Peppino”, 43enne originario di Lamezia Terme, da anni trasferitosi a Viterbo, dove gestisce tre Compro oro, con un ruolo di vertice nell’associazione smantellata;

2. REBESHI Ismail, detto “Ermal”, cittadino albanese di 36 anni, domiciliato a Viterbo, dove gestisce una rivendita di autovetture ed un locale notturno, anche questo con ruolo di vertice nel sodalizio;

3. PATOZI Spartak, detto “Ricmond”, cittadino albanese di 31 anni, residente a Vitorchiano, operaio, partecipe dell’associazione;

4. DERVISHI Sokol, detto “Codino”, cittadino albanese di 33 anni, residente a Viterbo, operaio, partecipe dell’associazione;

5. GURGURI Gazmir, detto “Gas”, cittadino albanese di 35 anni, residente a Canepina, operaio, partecipe dell’associazione;

6. LAEZZA Gabriele, detto “Gamberone”, 31enne, residente a Viterbo, operaio, partecipe dell’associazione;

7. OUFIR Fouzia, detta “Sofia”, cittadina marocchina di 34 anni, residente a Viterbo, compagna e dipendente di Trovato, partecipe dell’associazione;

8. GUADAGNO Martina, 31enne residente a Viterbo, dipendente di Trovato, partecipe dell’associazione;

9. FORIERI Luigi, detto “Gigi”, 51enne residente a Caprarola, titolare di un bar, partecipe dell’associazione;

10. PATOZI Shkelzen, detto “Zen”, cittadino albanese di 34 anni, residente a Viterbo, operaio, partecipe dell’associazione;

11. PAVEL Ionel, cittadino romeno di 35 anni, concorrente in alcuni delitti-fine;

12. PECCI Manuel, 29enne residente a Viterbo, titolare di un centro estetico, concorrente in un delitto-fine;

13. ERASMI Emanuele, 50enne residente a Viterbo, artigiano, concorrente in un delitto-fine.


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Multimedia: Fotocronaca: Mafia a Viterbo – I tredici arrestati – Operazione Erostrato, gli arrestati – Scacco alla Mafia nel Viterbese – Video: Prestipino e Palma spiegano come agiva l’organizzazione mafiosa – 13 arresti per associazione a delinquere di stampo mafioso – Scacco alla Mafia nel Viterbese


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13 febbraio, 2019

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