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Tuscania - 48esimo anniversario del sisma del 1971 - L'avvocato Luigi Pierdomenico ricorda l'ingegnere Otello Testaguzza, fra i fautori della ricostruzione, a cui ieri è stata dedicata una targa al parco Torre di Lavello - Il sindaco Bartolacci: "Coinvolgete far partecipare i ragazzi, la memoria è loro"

“Restituì in poco tempo la dignità di vivere a una popolazione terremotata”

di Paola Pierdomenico
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Tuscania - Le celebrazioni per l'anniversario del terremoto

Tuscania – Le celebrazioni per l’anniversario del terremoto

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Tuscania – Le celebrazioni per l’anniversario del terremoto

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Tuscania – Le celebrazioni per l’anniversario del terremoto

Tuscania – “Fu l’esempio di come sia possibile restituire, in poco tempo, una casa, una intera città e soprattutto la dignità di vivere a una popolazione terremotata”. L’avvocato Luigi Pierdomenico ricorda l’ingegnere Otello Testaguzza, fra i fautori della ricostruzione di Tuscania dopo il terremoto. A lui ieri è stata dedicata una targa al parco Torre di Lavello.

Sono passati 48 anni da quel 6 febbraio del 1971 quando, improvvisamente, la tranquilla vita di Tuscania e dei suoi abitanti venne sconvolta da una vera tragedia: un tremendo terremoto che fece 31 vittime, un centinaio di feriti e lasciò più di 5mila persone senza una casa. Erano le 19,09 quando la terrà tremò senza che nessuno potesse farci nulla. Una scossa di 5.6 della scala Richter.

La strada si apriva, la gente scappava e non c’era possibilità di riparo, perché i pericoli venivano da ogni parte. Dal cielo e dalla terra. Macerie ovunque e gente coperta di polvere, facce disperate e tutt’intorno distruzione. Devastazione.

Oggi quello è un ricordo che, per alcuni, ancora fa male. Per altri, è invece il racconto da parte di chi lo ha vissuto, ma comunque un evento che è entrato a far parte della storia del paese. 

Ieri l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Fabio Bartolacci, ha celebrato questo anniversario, con due messe in suffragio delle vittime del terremoto. A quella della mattina, al Duomo, hanno partecipato anche le scuole. “E’ stata una cerimonia coinvolgente e belissima – ha detto Bartolacci – a cui hanno preso parte i ragazzi delle elementari, delle medie e del liceo e ringrazio le dirigenti scolastiche che lo hanno permesso. La memoria deve rimanere a loro, i nostri giovani, perché il terremoto è un evento da conoscere visto che è una pagina della storia delle loro origini”.

Inoltre, è stata scoperta una targa al parco Torre di Lavello in commemorazione dell’ingegnere Otello Testaguzza, allora responsabile capo del Genio civile.

Nell’occasione, lo ha ricordato l’avvocato Luigi Pierdomenico che, in quegli anni vicesindaco, con lui collaborò per un lungo periodo. “Nel 2003 – dice Pierdomenico – l’allora sindaco Peruzzi conferì a Testaguzza la cittadinanza onoraria, appagando così, dopo 30 anni, il comune sentimento di profonda gratitudine dei tuscaniesi per questo nostro concittadino.

Oggi, ringrazio, a nome di tutti, il nostro sindaco Bartolacci, perché, con la sua sensibilità e intelligenza, ha saputo interpretare la volontà dei tuscaniesi, con una targa al parco Torre di lavello in commemorazione dell’ingegnere Testaguzza.

Sono convinto che le nuove generazioni, che hanno vissuto il il disastro del terremoto soltanto nel racconto dei loro padri, e così le generazioni future, hanno il diritto di conoscere la trama della immensa tragedia che colpì la nostra Tuscania 48 anni fa. Ma soprattutto hanno il dovere di conoscere i protagonisti che ebbero la forza, la capacità e la dedizione, dapprima di alleviare gli affanni e le tribolazioni di una intera popolazione prostrata e smarrita, e poi di reinserire questa popolazione nello splendore di una città nuova e completamente ricostruita, che oggi è motivo di vanto e ammirazione per la il mondo.

Ebbene, queste generazioni devono sapere che il regista e protagonista in questa tragedia è stato l’ingegnere Testaguzza che è riuscito in un’impresa coniugando la bravura e le capacità del tecnico a un grande affetto per la nostra città. Per restituirci Tuscania come è oggi, non sarebbe stata mai sufficiente la sola capacità del funzionario inviato qui per applicare una legge speciale, occorreva anche il cuore e l’amore che solo un cittadino nato in questa terra può avere. Un amore che, per miracolo, nell’ingegnere è sbocciato subito, a prima vista, come un colpo di fulmine.

Fu questa la sua intuizione geniale e cioè trasformare la devastazione di un tremendo evento naturale in una occasione eccezionale per riscoprire un gioiello d’arte alterato e nascosto sotto le opere dell’uomo che Testaguzza chiamava ‘superfetazioni’, restituendo così ai tuscaniesi e al mondo un capolavoro unico. Un risultato che è sotto gli occhi di tutti”.

Ricorda Pierdomenico: “chi ha partecipato a questa impresa, come il sottoscritto, il sindaco Leonardi, gli amici Brunori, Fiorini, Goldoni e Carocci, i tecnici Mencancini Marinozzi e Lancioni, l’avvocato Salvatori e Alberto Arieti, il Canapeo, mente della ricostruzione e ombra dell’ingegnere, tanto per citarne alcuni, sapeva di essere stregato dalla passione di questo grande personaggio. 

Le convinzioni e le certezze dell’ingegnere avevano determinato un miracolo irripetibile e fantastico ed era riuscito con sforzi sovrumani a eliminare le barriere di partito e ideologia, forgiando un gruppo di amministratori e cittadini tanto diversi ma uniti da uno scopo: la resurrezione di Tuscania.

Quanti pomeriggi domenicali ho passato con lui che, come per avere il conforto istituzionale del giovane vicesindaco, mi portava tra i tanti cantieri e mi mostrava e spiegava le sue ardite decisioni. E che dire della diplomazia che adoperava per ore nell’intento di convincere.

Mi auguro che queste poche pennellate abbiano potuto delineare i contorni della grandezza professionale e umana dell’ingegnere Testaguzza e dell’importanza che questo nostro concittadino onorario ebbe nelle vicende della ricostruzione del terremoto.

L’audacia dell’uomo, la forza morale, la lucida genialità che guidarono l’ingegnere tra mille insidie, problemi e invidie di ogni genere in definitiva portarono a un risultato eccezionale. Ancora oggi- conclude l’avvocato – la sua opera rimane alta testimonianza e unico esempio in Italia di come sia possibile, restituire in poco tempo una casa, una intera città e soprattutto la dignità di vivere a una popolazione terremotata. Viva l’ingegnere”.

Il sindaco Bartolacci ha ringraziato la famiglia Testaguzza, presente alla cerimonia: “E’ stato il fautore della ricostruzione del nostro paese – ha detto il primo cittadino . L’impegno e l’amore per Tuscania è dimostrato per come oggi ce la ritroviamo, una bellezza apprezzata in tutto il mondo”.

In molti, tra cittadini e autorità civili e militari, hanno partecipato alle celebrazioni.

 

Paola Pierdomenico


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7 febbraio, 2019

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