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Tarquinia - Al palazzo comunale si è svolto il dibattito pubblico organizzato da Sib Tarquinia, Italia Nostra sezione Etruria, Assotur, Associazione per il Lido di Tarquinia più, Forum ambientalista, Wwf e Grig

Sette associazioni lanciano la petizione per salvare il fiume Marta e il mare

di Daniele Aiello Belardinelli
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Marzia Marzioli

Marzia Marzioli

Tarquinia - L'incontro nella sala consiliare

Tarquinia – L’incontro nella sala consiliare

Chiara Frontini

Chiara Frontini

Silvia Blasi

Silvia Blasi

Tarquinia – Parte dalla sala consiliare del palazzo comunale di Tarquinia il riscatto ambientale del fiume Marta.

Con un’iniziativa organizzata il 23 febbraio dalla presidente del Sib Tarquinia Marzia Marzoli, insieme a Italia Nostra sezione Etruria, Assotur, Associazione per il Lido di Tarquinia più, Forum ambientalista, Wwf e Grig, per illustrare lo stato di salute del corso d’acqua e per lanciare la petizione online “Salviamo il fiume Marta”.

La petizione sarà sulla piattaforma change.org. Quando avremo raggiunto un numero consistente di firme le invieremo alle istituzioni preposte – afferma Marzoli, aprendo il convegno –. Avere paura dei dati sul fiume Marta è sempre stato un problema. Li pubblichiamo perché i cittadini li vedano e inizi un percorso di cambiamento. Non è più pensabile che ogni stagione balneare ci ritroviamo a parlare delle stesse cose“.

I depuratori rappresentano la principale criticità. Gli impianti non sono in grado di depurare tutte le acque provenienti dalle fognature dei comuni, per una popolazione complessiva di circa 130mila abitanti. Dal depuratore di Viterbo realizzato 40 anni fa che va ammodernato per far fronte alla crescita demografica della città; al Cobalb, il depuratore di Marta che riceve le acque reflue di nove comuni del lago di Bolsena e i cui lavori di potenziamento non sono ancora finiti.

Dall’impianto di Tuscania, dimensionato al numero degli abitanti ma meno efficiente in estate per l’aumento della popolazione; a quello di Tarquinia, più che adeguato al numero di utenti ma nei quali non sono però compresi i residenti di Marina Velca e del Lido durante la stagione balneare.

Altra problematica le attività agricole e industriali e gli allevamenti presenti sul bacino idrografico del fiume.

Le soluzioni per risanare il Marta ci sono e vanno solo applicate. Il contratto di fiume sottoscritto l’11 dicembre 2018 con il “Manifesto d’intenti del contratto del lago di Bolsena, del fiume Marta e della costa tirrenica”.

L’aumento degli investimenti da parte della Talete per migliorare gli impianti di depurazione e più trasparenza nella pubblicazione dei dati delle analisi microbiologiche e chimiche della qualità delle acque in uscita dai depuratori. Un maggiore coinvolgimento dell’Arpa nelle attività di controllo, con l’installazione di nuove centraline a valle dei depuratori. Il potenziamento delle pompe di sollevamento di Vallegato e Tarquinia Lido.

“Le nostre richieste sono una sconfitta delle istituzioni politiche – sottolinea la presidente del Sib -. Ci devono infatti pensare i cittadini a fare pressione sugli enti che hanno la competenza per intervenire. Noi in quest’occasione ci concentriamo sulla depurazione, ma un’altra emergenza è la plastica trasportata dal fiume. Le nostre spiagge sono purtroppo piene di oggetti di plastica”.

Tra i presenti al dibattito la consigliera comunale di Viterbo (Viterbo 2020) Chiara Frontini: “Talete è soggetta al controllo analogo. Il comune di Viterbo è socio di maggioranza relativa. Per questo fin da subito solleciterò la commissione specifica per richiedere i dati”.

La consigliera regionale (M5s) Silvia Blasi punta il dito contro la scarsa efficienza dei depuratori: “Questo è uno dei punti centrali. La Regione Lazio si è dotata di un piano di tutela delle acque, ma mancano gli investimenti nel settore. Abbiamo il diritto di fare il bagno d’estate in un mare pulito. Servono più controlli e più trasparenza nella pubblicazione dei dati”.

A concludere il referente locale della Lega Alessandro Giulivi: “Chiedo al nuovo sindaco di Tarquinia d’intraprendere una causa ai comuni che scaricano nel fiume Marta per danni alla salute, all’ambiente e all’economia. Il mare è di tutti. Se sarò sindaco è un impegno che porterò avanti”.

All’incontro hanno partecipato anche una delegazione della Capitaneria di porto, associazioni culturali e ambientaliste del territorio.

Daniele Aiello Belardinelli


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25 febbraio, 2019

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