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Tribunale - Bomarzo - Fermato dai carabinieri dà in escandescenze e si spoglia per strada

Si cala i pantaloni e mostra i genitali davanti a due minori, condannato

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Viterbo - La procura

Viterbo – La procura

Bomarzo – (ma.ma.) – Fermato dai carabinieri per un controllo reagisce calandosi i pantaloni.

L’uomo finisce a processo per aver mostrato i genitali in presenza delle forze dell’ordine e di altri giovani, tra cui due minori. In tribunale l’altro venerdì il giudice Gaetano Mautone ha deciso di condannare l’imputato a quattro mesi di reclusione e al pagamento delle spese processuali.

L’episodio è avvenuto a Bomarzo il 28 agosto 2012. In aula a raccontare il fatto il maresciallo della compagnia speciale dei carabinieri di Roma, all’epoca in servizio presso la stazione di Bomarzo. 

“Quella sera abbiamo notato l’imputato parcheggiare contromano. Abbiamo fermato il sospettato e abbiamo sentito subito che inveiva in generale contro gli abitanti della zona. Il suo tono di voce era alto e abbiamo intuito subito che fosse in uno stato alterato – ha detto il testimone per poi aggiungere – si lamentava anche nei nostri confronti per via dei continui controlli a cui era stato già sottoposto. A quel punto gli abbiamo chiesto come mai si lamentasse in quel modo e lui ha reagito tirandosi giù i pantaloni”.

L’imputato si sarebbe denudato in pubblico in strada. All’episodio erano presenti anche due minori, particolare confermato anche in aula dal maresciallo.

Il testimone ha poi aggiunto che per lui l’imputato con quel gesto voleva soltanto dimostrare di non aver nulla di sospetto addosso perché “era convinto per me che si trattasse di una perquisizione”. L’intenzione quindi non sarebbe stata quella di compiere atti osceni in luogo pubblico, ma il voler mostrare di non aver nulla di compromettente con sé. 

Il pm in aula ha chiesto quattro mesi di reclusione in quanto per l’accusa non è possibile valutare la volontarietà o meno del gesto, ma piuttosto soltanto appurare che il fatto sia stato compiuto e per di più in presenza di due minori. 

Per la difesa invece bisogna valutare la differenza tra atti osceni fatti con dolo e quelli per colpa. Pertanto il legale ha chiesto l’assoluzione perché “il fatto non costituisce reato”. 

Il giudice Gaetano Mautone ha deciso al termine della discussione di condannare l’imputato a quattro mesi di reclusione e al pagamento delle spese processuali. 


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11 febbraio, 2019

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