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Montalto di Castro - Carmelo Messina, Alessandro Fiordomi e il sindaco Sergio Caci si difendono dall'accusa di peculato - Il primo cittadino: "Contestazioni poco chiare"

“I soldi del parco di Vulci? Mai spesi per scopi personali”

di Raffaele Strocchia

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Montalto di Castro - Il sindaco Sergio Caci

Montalto di Castro – Il sindaco Sergio Caci

Carmelo Messina

Carmelo Messina

Alessandro Fiordomi

Alessandro Fiordomi

Montalto di Castro – “I soldi del parco di Vulci? Mai spesi per interessi personali”. Carmelo Messina e Alessandro Fiordomi si difendono. Insieme al sindaco di Montalto di Castro, Sergio Caci, sono indagati dalla procura di Civitavecchia per peculato. Secondo l’accusa avrebbero fatto spese pazze con i fondi pubblici del sito archeologico e naturalistico: dall’acquisto di olio extravergine d’oliva, caffè e bibite al pagamento di funerali, alberghi, pranzi e cene.

Carmelo Messina è il presidente della Fondazione Vulci. “Ma – dice – il mio mandato è scaduto a fine 2018”. Alessandro Fiordomi, invece, stando al curriculum pubblicato online, è stato liquidatore della Mastarna srl e direttore amministrativo della Fondazione Vulci. “Oggi – spiega – non sto nell’organigramma della fondazione, di cui sono solo un consulente esterno”. I militari della Guardia di finanza di Tarquinia nel condurre le indagini hanno ricostruito che la “Mastarna srl e la Fondazione Vulci, totalmente partecipate dal comune di Montalto di Castro, si sono occupate della gestione del parco di Vulci”. La Mastarna fino al 2015, la Fondazione dal 2016 in poi.

Carmelo Messina: “Sono una persona onesta, la mia coscienza è a posto”
“Sono una persona onesta e corretta, non ho mai speso i soldi della Fondazione Vulci per interessi personali – dichiara Carmelo Messina, presidente della Fondazione Vulci, a Tusciaweb -. Anzi, all’azienda ho più dato di quanto abbia incassato. Non ho scheletri nell’armadio e la mia coscienza è a posto. Come presidente mi sono mosso sempre e solo con un intento: quello di onorare il mio impegno con lealtà, correttezza e trasparenza. Ma, a quanto pare, tutto questo ha dato fastidio a qualcuno. A Montalto sono famoso per non far pagare mai niente a nessuno. Figurarsi se usavo i soldi della fondazione per i miei pasti privati…”.

Secondo gli inquirenti invece i fondi del parco di Vulci non solo sarebbero stati spesi per pranzi, cene e alberghi ma anche per pagare un funerale. “Con il permesso del consiglio d’amministrazione della fondazione – sottolinea Messina – ho pagato il funerale di un mio dipendente morto a 53 anni in condizioni di indigenza. Sul posto di lavoro ho infatti voluto creato un clima di solidarietà, come se i colleghi fossero una seconda famiglia. Gli alberghi? Quando inglesi e americani vengono nel nostro parco a fare gli scavi a carico loro, senza che la fondazione ci metta un euro, non c’è il dovere di ospitarli per qualche giorno? Mi contestano anche i pasti. Ma io sono il presidente, ho un controllo limitato, non è che posso vedere pure i pranzi che fanno i miei collaboratori. Per altro a prezzi modici. 10, 15 euro l’uno. Non è che andavano a scialare con lo champagne. Nel 2017, infine, abbiamo allestito il villaggio di Natale a Vulci. Mia moglie, seppur sulla sedia a rotelle dopo essersi rotta una gamba per un incidente sul lavoro, è venuta comunque a costruirlo. Per il villaggio di Natale servono infatti tecnica ed esperienza. Mi è sembrato un atto necessario portarla a mensa, a soli 10 euro al giorno”.

Alessandro Fiordomi: “Sono caduto dalle nuvole, è tutto così assurdo e campato per aria”
“Non ho mai speso i soldi del parco di Vulci per interessi personali, e tutte le azioni e le attività sono state realizzate solo ed esclusivamente in funzione del sito – afferma a Tusciaweb, Alessandro Fiordomi -. Sono caduto dalle nuvole, mi sembra tutto così assurdo e campato per aria. Voglio capire perché mi hanno indagato. Credo che mi contestino il peculato perché fino al 2015 sono stato il liquidatore della Mastarna srl, che ha gestito il parco prima di Fondazione Vulci. La Fondazione Vulci non è cosa che mi riguarda, perché oggi non sto nell’organigramma ma sono solo un consulente esterno”.

Sergio Caci: “Io già condannato, ma ho fatto solo il mio dovere di sindaco”
Il primo cittadino di Montalto di Castro, a differenza degli altri due indagati, ha preferito intervenire con un comunicato stampa. “Risulterei coinvolto in questa vicenda giudiziaria per aver approvato, dal 2012 al 2017, quale rappresentate dell’ente socio, i bilanci di Mastarna e Fondazione Vulci, all’interno dei quali sono ricomprese le spese contestate, e per aver partecipato in alcuni casi a pranzi istituzionali. Mi ritrovo indagato per aver fatto il mio dovere di sindaco e per aver dato il mio parere favorevole a dei bilanci che, al momento dell’approvazione, non presentavano alcun elemento ostativo. Ne prendo atto e vado avanti, consapevole della correttezza del mio operato”.

La procura di Civitavecchia contesterebbe al sindaco Caci, stando a quanto lui stesso riporta, anche “l’aver partecipato ‘direttamente’ a pranzi\situazioni conviviali”. “Non ho mai pranzato a titolo personale a spese della Mastarna e della Fondazione Vulci, né ho mai acquistato beni con gli stessi fondi – sottolinea il primo cittadino -. Dal 2012, per quanto mi è dato vedere, avrei partecipato a soli quindici pranzi. Tutti ovviamente istituzionali, come potrò dimostrare, e unitamente ad altri rappresentati dell’ente. Nel corso di tutti i miei anni da sindaco non ho mai utilizzato un solo euro di soldi pubblici per i miei scopi personali”.

Il primo cittadino si dice “rammaricato per questa vicenda difficile da comprendere. Mi sembra di essere stato già condannato – conclude Caci -, senza aver avuto ancora la possibilità di difendermi dalle accuse, certamente poco chiare. Il mio impegno per il parco di Vulci, il suo sviluppo e la salvaguardia dei posti di lavoro, è sotto gli occhi di tutti. Se il premio è subire questo stillicidio mi chiedo: chi me lo fa fare? In ogni caso sono e resto fiducioso. Mi affido alla magistratura, che sicuramente farà chiarezza su questa annosa vicenda”.

Raffaele Strocchia


Articolo: Il sindaco Caci: “Indagato per aver fatto il mio dovere di sindaco” – Indagati Caci, Messina e Fiordomi – I consiglieri Mazzoni e Sacconi: “Nostre denunce hanno avuto esito, ora la giustizia faccia il suo corso” – Pranzi, alberghi e funerali pagati coi soldi per il parco di Vulci


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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14 febbraio, 2019

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