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Tribunale - Viterbo - Il pregiudicato 38enne vittima del clan Trovato

Minacce e danneggiamenti, Giovanni Biosa condannato a 10 mesi

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Giovanni Biosa

Giovanni Biosa

Viterbo – È stato condannato ieri a 10 mesi per minacce e danneggiamenti Giovanni Biosa. È il pregiudicato 37enne viterbese, vittima il 18 maggio 2018 di una brutale aggressione “con ripetuti calci e pugni al volto, al torace e alle costole, da più persone e anche quando era inerme a terra”, messa a segno da alcuni dei componenti del presunto sodalizio di stampo mafioso arrestati lo scorso 25 gennaio su richiesta della Dda di Roma.

Per i carabinieri, ad aggredirlo sarebbero stati “GiuseppeTrovato, Sokol Dervishi, Ismail Rebeshi, Spartak Patozi e Gabriele Laezza”. Che lo avrebbero “ridotto a una maschera di sangue”.

Il movente del pestaggio? “Biosa – è scritto nelle carte d’inchiesta – è sospettato di aver danneggiato un tergicristallo dell’auto di Dervishi, ma è soprattuto reo di aver danneggiato la vetrina di un bar in una zona di Viterbo considerata sotto il controllo del sodalizio. Un affronto molto grave per gli indagati, che vogliono sbarazzarsi di tutti coloro che frappongono ostacoli al controllo del territorio”. Intercettato, Trovato afferma: “Lì è zona mia, comando io. Abito io là. Prima di rompere, devi chiedere il permesso mio. Casini non ne devono succedere, perché la polizia vicino a me non la voglio”.

Di Biosa, Trovato dice: “Fa i dispetti. Gli spacco le ossa. Lo smontiamo. Per la faccia ho il cric in macchina. In quattro lo ammazziamo sto fetuso, perché è un bastardo. Ce lo dobbiamo mangiare. Gli spacchiamo gli occhi, il naso. Stasera è morto. Una volta che lo buttiamo a terra… calci e pugni dentro la faccia”. Dopo il massacro, mentre sta raggiungendo il night club di Rebeshi, Trovato afferma: “I pugni sulla faccia, in culo, alle costole. Sulla faccia l’ho picchiato. Il piede gliel’ho messo sulla faccia. Il naso era tutto sfrantumato, gli occhi… Adesso va all’ospedale, speriamo che muore”.

La condanna a dieci mesi, inflitta ieri dal giudice Giacomo Autizi, è relativa a una presunta resa dei conti avvenuta in zona Carmine 13 febbraio 2017.

Biosa era accusato di minacce aggravate, danneggiamenti, porto di arma impropria di un coltello e rapina.

Avrebbe incontrato per chiarimenti un viterbese che lo accusava di avergli rubato dei soldi, la sera prima, e, nel corso di un’accesa discussione, lo avrebbe minacciato e avrebbe anche bucato una gomma con un coltello a serramanico, infranto un finestrino e il parabrezza dell’auto dell’uomo che aveva accompagnato la presunta vittima all’appuntamento chiarificatore.

Il coltello non è stato mai ritrovato. La presunta vittima della rapina ha ritrattato durante il processo e adesso rischia un processo per falsa testimonianza.

Fatto sta che Biosa, assistito dall’avvocato Edoardo Maria Manni, in sostituzione del difensore Remigio Sicilia, è stato assolto dall’accusa più grave, quella di rapina, e condannato a dieci mesi di reclusione e 500 euro di multa, in primo grado per altri capi d’imputazione. Per via dei precedenti, senza sospensione condizionale della pena.

Il giudice Autizi, però, contestualmente alla sentenza, ha revocato
Il divieto di avvicinamento alla presunta vittima disposto il 17 febbraio 2017.


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15 febbraio, 2019

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