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Bolsena - Lo spettacolo sabato 6 aprile alle 17

Al Piccolo teatro Cavour “Pensieri e Parole”

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Bolsena - Il teatro Cavour

Bolsena – Il teatro Cavour

Bolsena – Riceviamo e pubblichiamo – Una antologia di 50 poeti da tutta Italia.

Nel bando di raccolta dei testi, per la presente antologia, abbiamo citato due musicisti, due richiami poetici. “Sii sempre come il mare, che infrangendosi contro le rocce trova sempre la forza di riprovarci” di Jim Morrison James Douglas Morrison, detto Jim (Melbourne, 8 dicembre 1943 – Parigi, 3 luglio 1971), è stato un cantautore e poeta statunitense.

Scomparso giovanissimo a soli 27 anni. Fu il leader carismatico della band statunitense The Doors, dal 1965 al 1971. Cavalcando la rivoluzione culturale degli anni Sessanta, fu tra i più grandi cantanti di rock psichedelico. Impetuoso “profeta della libertà” e poeta maledetto, è ricordato come una delle figure di maggior potere seduttivo nella storia della musica e uno dei massimi simboli dell’inquietudine giovanile. La nozione romantica di maledizione del poeta appare già nel 1832 nell’opera di Alfred De Vigny “Stello” che espone il problema dei rapporti tra poeti e società.

La narrazione è divisa in tre settori, dai quali emerge che il poeta, in qualunque periodo storico, è fatalmente infelice, anzi è vittima. Figura tragica spinta agli estremi, sprofondata non di rado nella demenza, l’immagine del poète maudit costituisce il vertice insuperabile del pensiero romantico. Esso domina una concezione della poesia caratteristica della seconda metà del XIX secolo. L’espressione «poète maudit» (poeta maledetto) ha superato i limiti di un’epoca, e può oggigiorno qualificare altri autori oltre a quelli che designava in origine, gli amici di Verlaine. Essa designa in generale un poeta (ma anche un musicista, o artista in Autori Vari 4 genere) di talento che, incompreso, rigetta i valori della società, conduce uno stile di vita provocatorio, pericoloso, asociale o autodistruttivo (in particolare consumando alcol e droghe), redige testi di una difficile lettura e, in generale, muore ancor prima che al suo genio venga riconosciuto il suo giusto valore. Questo appellativo di maledetto lo attribuì Verlaine a se stesso, ma esso avvolge in un alone indefinibile autori di epoche diverse come Cecco Angiolieri, François Villon, Thomas Chatterton, Aloysius Bertrand, Gérard de Nerval, Charles Baudelaire, Lautréamont, Petrus Borel, Charles Cros, Germain Nouveau, Guy de Maupassant, Antonin Artaud, Émile Nelligan, Armand Robin, Olivier Larronde o ancora, John Keats Edgar Allan Poe e il grande pittore Vincent van Gogh, e il famoso cantante Jim Morrison.

Altro richiamo poetico “Che ne sai di un bambino che rubava e soltanto nel buio giocava…” dalla canzone, appunto, “Pensieri e Parole” di Lucio Battisti e Giorgio Rapetti in arte Mogol. Lucio Battisti (Poggio Bustone, 5 marzo 1943 – Milano, 9 settembre 1998) è stato un cantante, compositore, arrangiatore e produttore discografico italiano. Tra i più grandi, influenti e innovativi cantanti e musicisti italiani di sempre, è considerato una delle massime personalità nella storia della musica italiana sia come compositore e interprete dei suoi brani, sia come compositore per altri artisti.

In tutta la sua carriera ha venduto oltre 25 milioni di dischi.  “Quel che brucia non sono le offese” canta Lucio Battisti. Ciò che ci fa stare più male, proviene da dentro di noi, costringendoci ad una solitudine che è difficile da accettare. I pensieri del poeta, suggellati sulla carta, decodificati in parole diventano espressione di sentimenti, discorsi, versi liberi. Tutto quello che vediamo, sentiamo, che proviamo ci trasmette emozioni poetiche, William Faulkner definisce appunto “La poesia è l’intera storia del cuore umano su una capocchia di spillo”. Una raccolta poetica con oltre 40 autori, da tutta Italia, per continuare a testimoniare la poesia in modalità attuali e diverse, ciascuno con le proprie tematiche aspirando a suo modo alle varie grandi percezioni.

Accademia Barbane


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25 marzo, 2019

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