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Tribunale - Civita Castellana - Prosciolti dalle accuse l'amministratore della società Prodipi, il tecnico responsabile e il direttore dei lavori

Attività estrattive nella cava di Lucciano, tre assoluzioni

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

L'avvocato Giuliano Migliorati

L’avvocato Giuliano Migliorati

Viterbo – Cava di Lucciano, sono stati assolti Santino Gozzi, Paolo Mandosi e Giovanni Santini, tutti e tre  accusati di presunti reati ambientali risalenti al 2013 attinenti l’attività estrattiva nel sito di Civita Castellana.

Si tratta, rispettivamente, dell’amministratore e legale rappresentante della società Prodipi (Gozzi), del tecnico responsabile (Mandosi) e del direttore dei lavori (Santini) della cava situata nella frazione di Borghetto.

Secondo l’accusa, nella primavera del 2013, i tre imputati, in concorso tra loro, avrebbero effettuato: “Lavori consistenti in attività estrattiva di materiali, di materiali inerti di sabbia e ghiaia in ampliamento e in profondità, per un quantitativo di circa 211.116 metri cubi, nella rispettiva area di circa 54.385 metri quadri ed una attività estrattiva di materiali tufacei in banco in superficie per circa 36.944 metri cubi della rispettiva  area di 11.667 metri quadri, all’interno della cava di Lucciano”.

“In un’area – era la contestazione della procura – sottoposta a vincolo paesaggistico in quanto riconosciuta di notevole interesse pubblico con Delibera della giunta regionale del Lazio 10591 del 5 dicembre 1989 e ricadente all’interno della fascia di rispetto di 150 metri dal corso d’acqua denominato ‘Rio Fratta’ incluso sia nel Piano territoriale paesistico vigente che nel Piano territoriale paesistico regionale della regione Lazio adottato, essendo sprovvisti dell’autorizzazione prevista dalla normativa vigente i  materia e rilasciata dagli organi preposti”. 

Al termine di una lunga e articolata fase istruttoria, oltre ai difensori Paolo Giammarioli e Giuliano Migliorati, la stessa procura ha chiesto l’assoluzione degli imputati. Assoluzione accordata ieri dal giudice Silvia Mattei del tribunale di Viterbo, che con la sua sentenza ha così chiuso il processo di primo grado. 


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9 marzo, 2019

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