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Montefiascone - Duro scontro tra maggioranza e opposizione

Aumento di Irpef e Tari, bagarre in consiglio comunale

di Michele Mari
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Montefiascone - Il consiglio comunale - Bagarre tra Sandro Leonardi e Augusto Bracoloni

Montefiascone – Il consiglio comunale – Bagarre tra Sandro Leonardi e Augusto Bracoloni

 

Montefiascone - Il consiglio comunale - Bagarre tra Luciano Cimarello e la maggioranza

Montefiascone – Il consiglio comunale – Bagarre tra Luciano Cimarello e la maggioranza

 

Montefiascone - Il consiglio comunale - Augusto Bracoloni

Montefiascone – Il consiglio comunale – Augusto Bracoloni

 

Montefiascone - Il consiglio comunale - Bagarre tra Sandro Leonardi e Augusto Bracoloni

Montefiascone – Il consiglio comunale – Bagarre tra Sandro Leonardi e Augusto Bracoloni

 

Montefiascone - Il consiglio comunale - Bagarre tra Sandro Leonardi e l'opposizione

Montefiascone – Il consiglio comunale – Bagarre tra Sandro Leonardi e l’opposizione

 

Montefiascone – Aumento di Irpef e Tari, bagarre in consiglio comunale.

Nel consiglio comunale di venerdì sera, in notturna con inizio nel tardo pomeriggio come le più importanti partite di calcio, lo scontro tra maggioranza e opposizione si è acceso sull’aumento di Irpef e Tari.

Tra i più attivi nelle file della minoranza Augusto Bracoloni (Lega), Luciano Cimarello (La città nuova) e Rosita Cicoria (M5s). Assente Luca Bellacanzone (Centro destra).

Alla fine l’incremento delle due imposte è stato approvato dall’amministrazione guidata da Massimo Paolini, mentre l’opposizione composta dai consiglieri de La città nuova, della Lega e del Movimento cinque stelle ha votato contro.

Nuove tasse quindi sulle spalle dei cittadini di Montefiascone. Nello specifico un aumento per la Tari dovuto all’incremento della tariffa dello smaltimento del secco residuo mentre l’Irpef è passata dallo 0,4% allo 0,7%. Rimaste invece invariate Imu e Tasi.

La discussione sull’aumento delle tasse è iniziata quando il capogruppo di maggioranza Sandro Leonardi ha illustrato le motivazioni, sostenute dalla maggioranza, che avrebbero portato a questo incremento dell’Irpef per le tasche dei cittadini.

“Oggi la priorità è mettere i conti in sicurezza evitando una fase di predissesto. All’inizio 2019 – ha detto Leonardi – ci sono arrivate richieste di denaro da istituzioni pubbliche e da privati, per un importo di oltre un milione e mezzo di euro. Debiti fatti dalle precedenti amministrazioni. Questo enorme debito non risulta neanche agli atti”.

“Durante le precedenti amministrazioni lei dove era e che cosa ha fatto? – ha tuonato Rosita Cicoria -. Sono trent’anni che è qui in consiglio”.

Per la maggioranza questi importi riguarderebbero il trasporto pubblico locale, la Tari, l’ostello della gioventù, e molto altro. Leonardi infine ha chiesto al sindaco di istituire una commissione interna e di inviare tutta la documentazione alla corte dei conti e alla procura della repubblica.

Augusto Bracoloni (Lega) ha subito ribattuto a Leonardi la veridicità delle cifre.

“Stai attento – ha detto il leghista – che le cifre che stai dicendo non sono veritiere. Le stanno ancora verificando. Poi dopo tre anni di amministrazione ve ne accorgete adesso? Se volevate fare una cosa giusta dovevate chiedere, appena insediati, un consultivo e prendere atto delle situazione. Dopo tre anni di amministrazione è troppo facile dare la colpa agli altri”.

Poi è intervenuto Luciano Cimarello (La città nuova) che ha analizzato le cifre dichiarate da Leonardi spiegando nel dettaglio la provenienza di alcuni dei presunti debiti.

“O è falso quello che dice Leonardi – ha detto il capogruppo de La città nuova – rispetto al bilancio o è falso il bilancio consultivo approvato nel 2018 perché le cifre evidenziate già dovevano essere emerse. Con queste cifre, quando approveremo il consultivo 2018, sicuramente ci dovrà essere un disavanzo. Oggi viene aumentata l’addizionale Irpef. Non c’è cosa più iniqua che aumentarla in maniera secca e lineare per tutti. Con le difficoltà economiche delle famiglie togliere anche qualche centinaio di euro all’anno per chi ha redditi bassi non è moralmente giusto. Si colpiscono dai pensionati minimi alle famiglie più ricche”.

Dai banchi dell’opposizione anche la consigliera Rosita Cicoria ha ricordato il primo punto del programma dell’amministrazione Paolini della passata campagna elettorale: “Ridurre il debito senza aumentare le tasse”.

Dopo le varie bagarre si è proceduto all’approvazione del primo punto all’ordine del giorno, la modifica del regolamento generale delle entrate tributarie con nove voti della maggioranza mentre contrari i cinque dell’opposizione.

Stessa votazione per il regolamento Tari, Imu, aliquota Irpef portata dalla 0,4% al 0,7%, aliquote Imu e Tasi rimaste invariate e la tariffa della Tari. Quest’ultima aumentata di circa sessantamila euro dovuta alla differenza di prezzo dello smaltimento del residuo secco, secondo le linee guida della Regione Lazio.

Infine è stata approvata l’alienazione di una porzione di un’area pubblica in località Zepponami con dieci voti a favore, tre contrari e un astenuto; la rettifica delibera consigliare sulla riduzione della zona di rispetto del cimitero approvata con nove voti a favore, quattro contrari e un astenuto.

Inoltre il decimo punto è stato ritirato, la mozione per richiedere l’annullamento della delibera della Asl numero 2447 è stata respinta con nove contrari, due astenuti e due favorevoli. Anche la mozione sui fondi messi a disposizione dal dipartimento per affari interni territoriale è stata bocciata con nove voti contrari e infine l’ultimo punto sulla schema di convenzione della gestione associata dei servizi sociali è stata votata all’unanimità.

Un consiglio comunale dai toni accesi, che sicuramente influirà sulle tasche dei cittadini e che produrrà ancora diatribe tra maggioranza e opposizione.

Michele Mari


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31 marzo, 2019

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