Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Sutri - Il processo riprenderà a giugno

Cani e pappagalli maltrattati, un allevatore difende l’imputato

Condividi la notizia:

Sutri - Una cane che sarebbe stato maltrattato in una casa a Fonte Vivola

Sutri – Un cane che sarebbe stato maltrattato in una casa a Fonte Vivola

Sutri - Cane e cuccioli che sarebbero stati maltrattati in una casa a Fonte Vivola

Sutri – Cane e cuccioli che sarebbero stati maltrattati in una casa a Fonte Vivola

Sutri - Una cane che sarebbe stato maltrattato in una casa a Fonte Vivola

Sutri – Un cane che sarebbe stato maltrattato in una casa a Fonte Vivola

Sutri - Una cane che sarebbe stato maltrattato in una casa a Fonte Vivola

Sutri – Un cane che sarebbe stato maltrattato in una casa a Fonte Vivola

Sutri – (sil.co.) – “Cani e pappagalli abbandonati in casa, senza cibo e tra gli escrementi”. Così lo scorso 18 giugno la vicepresidente dell’associazione animalista “Incrociamo le zampe”, Nunzia Casini, testimoniava al processo per maltrattamenti agli animali a carico di un allevatore di Sutri. 

I fatti risalgono al febbraio 2013, e sarebbero avvenuti nella frazione Fonte Vivola di Sutri. I cani, una ventina, insieme a un centinaio di pappagalli sarebbero stati abbandonati in casa dal proprietario sotto sfratto. “Come associazione – denunciava all’epoca la onlus animalista – abbiamo presentato querela per maltrattamento e inadempienze nei confronti di chi ha e aveva l’obbligo di tutelarli. Nella casa degli orrori ci sono decine di cani usati per la riproduzione e detenuti in condizioni disumane”.

Il processo è ripreso giovedì davanti al giudice Giacomo Autizi con la testimonianza di un professionista, un allevatore di canarini ottantenne, che ha detto di occuparsi di uccelli fin da bambino.

“Sono entrato diverse volte in casa del mio collega che allevava pappagalli, uccelli da riproduzione, per cui dovevano stare bene, era suo interesse che fossero in buone condizioni di salute. E lo erano. Nè al buio, né in troppa luce, perché l’ideale è la penombra. Nutriti e accuditi”, ha detto il testimone.

“I cani erano come tutti i cani, facevano canizza quando arrivavo, poi mi facevano le feste quando mi riconoscevano. Non erano malnutriti, né avevano lesioni. Avevano a disposizione un ampio giardino e avevano dei locali dedicati a loro in casa, se fuori era troppo caldo, troppo freddo, tirava vento o pioveva. Sicuramente microchippati”.

“In quella casa, piena di pipì ed escrementi, c’erano più di venti cani. Magrissimi, perché non avevano né acqua né cibo. E talmente affamati che si mordevano tra loro ed erano costretti a mangiare i topi che passavano di lì. Poi c’erano i pappagalli, rinchiusi in gabbie piccole e sporche. E anche loro non avevano mangime”, il drammatico racconto fatto in aula nove mesi fa dall’animalista Nunzia Casini.

L’imputato, sempre a giugno, ha invece rilasciato spontanee dichiarazioni, difendendosi. “Amo gli animali – ha detto al giudice Autizi – ed è per questo che sono un allevatore di pappagalli. Ma all’epoca l’attività non andava, e la situazione economica in cui mi trovavo ero pessima. Poi, quasi quotidianamente, c’era chi incatenava i cani al cancello di casa mia e io li prendevo e li accudivo. Gli volevo bene, gli davo da mangiare e alcuni dormivano addirittura in camera mia o di mia madre. Non ci lucravo su, e alcuni erano stati separati dagli altri perché tra di loro litigavano. Quando ero sotto sfratto, durante il periodo pasquale, un vicino di casa mi ha chiamato dicendo che uno dei cani era morto. Insomma, alla fine sono stati gli animalisti ad abbandonarli a se stessi…”.

Il processo riprenderà 24 giugno. 


Condividi la notizia:
9 marzo, 2019

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR