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Carnevale 2019, vince il Regno di madre natura

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Civita Castellana – Vince Madre natura e poi danno fuoco a Cappuccetto rosso. Civita Castellana, ultimo giorno di carnevale. Ieri sera. Terzo e ultimo appuntamento di una delle feste più grandi e imponenti della Tuscia. Ventuno gruppi mascherati e quattro carri. A vincere l’edizione del carnevale civitonico 2019 è il Regno di madre natura.


MultimediaFotogallery: L’ultimo giorno di carnevale a Civita Castellana [5] – Carri, maschere e colori [6]Il carnevale per le vie del centro [7] – Video: Il Puccio viene bruciato [8] – Il carnevale di Civita Castellana [9] 


E alla fine la festa si chiude con il Puccio bruciato in piazza Matteotti, davanti alla sede del municipio. Quest’anno è toccato a Cappuccetto rosso, messo lì l’ultima domenica di febbraio quando a Civita è iniziato il carnevale. Tre metri di pupazzo. Dargli fuoco significa chiudere una stagione e aprirne una nuova. Buttarsi alle spalle l’inverno e aprirsi alla primavera.


Civita Castellana - L'ultimo giorno di carnevale [10]

Civita Castellana – L’ultimo giorno di carnevale


In piazza una città intera. L’ultimo giorno è tutto per Civita. Gruppi e carri, anche se è il giorno della premiazione del migliore, passano in secondo piano. Per strada c’è di tutto, qualsiasi maschera. E tutti si incanalano per via della Repubblica, il ponte Clementino e infine le vie strette del centro storico, dove poi la gente si sparpaglia, tra pizza e birra, subito dopo la festa.


Civita Castellana - L'ultimo giorno di carnevale [11]

Civita Castellana – L’ultimo giorno di carnevale


Niente alcolici fino alle 22, come previsto. E ha funzionato. In giro non c’era una bottiglia di vino, neanche una Tennent’s. I baristi ci stanno attenti e aspettano fino alla fine. Solo bicchieri di plastica. Chi vuole la bottiglia resta dentro il locale. Anche i carabinieri, sempre in gruppo, sono di meno rispetto al primo dei tre giorni di festa.


Civita Castellana - Il Puccio bruciato [12]

Civita Castellana – Il Puccio bruciato


Ragazze e ragazzi sono tantissimi. Di fatto ci sono soltanto loro, a raccontare e testimoniare una città giovane, e dagli accenti che si sentono, sempre più proiettata verso Roma.

Arabi, pagliacci, soldati, uomini vestiti da donna. Trucchi e contrasti. Martedì grasso all’insegna della tradizione. Mancava Zorro, passato ormai di moda. C’era invece una gattara. Uguale. Simile a quelle che sbucano fuori dai quartieri di periferia col pigiama la mattina presto.

Un carnevale che non si smentisce e che diverte. Fino all’ultimo giorno. Fino all’alba. Con le persone in piazza almeno per una volta in festa.

Daniele Camilli


Articoli: Il carnevale va a gonfie vele [13] – Un uragano di carri, maschere e colori… [14]


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