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Cultura - Le viterbesi hanno presentato una tesina dal titolo "Una virtù ingenita" che si è piazzata tra i primi sette lavori di ricerca

Colloqui fiorentini, menzione d’onore per quattro studentesse del Buratti

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Cultura - Il concorso "I colloqui fiorentini"

Cultura – Il concorso “I colloqui fiorentini”

Viterbo – Con la loro tesina dal titolo “Una virtù ingenita”, quattro studentesse del liceo classico Mariano Buratti hanno ottenuto una lusinghiera menzione d’onore alla 18esima edizione del concorso nazionale “I colloqui fiorentini” dedicata a Giacomo Leopardi.

Un riconoscimento importante, se si pensa che il loro saggio si è piazzato tra i primi sette lavori di ricerca in un concorso che ne vedeva in gara almeno cinquecento.

Marta Capati, Flavia Maurizi, Benedetta Proietti e Viola Segantini, guidate da Gianluca Zappa, hanno prodotto una pregevole tesina che si è focalizzata sulla sensibilità del grande recanatese, su quello che il poeta pensava di una virtù da lui definita, appunto, ingenita, dono prezioso (in quanto capace di vedere nel profondo della realtà, di concepire e percepire l’infinito, di produrre poesia, di generare il prezioso sentimento dell’amore) e allo stesso tempo doloroso, difficile da gestire, legato all’infelicità: “Vivi, e sii grande e infelice”, dice la Natura all’Anima in una delle più celebri Operette morali.

“Di tutte le diverse sfaccettature della poesia di Leopardi – scrivono le quattro autrici -, l’acuta sensibilità che fuoriesce dalle sue parole è quella che più ci ha colpite. Ha catturato la nostra attenzione perché ci ha fatto sentire vicine a lui: condividiamo la timidezza, i mille pensieri, i ragionamenti complessi e profondi che le persone comuni non fanno e che rendono le nostre relazioni sociali molto più difficoltose. Le emozioni accentuate che ci costringono ad assorbire le sensazioni degli altri, fino a piangere se qualcuno piange e ridere se qualcuno ride. È una tematica importante per noi anche perché oggi, come al tempo del poeta, la sensibilità ha un significato diverso da quello che aveva nell’antichità, tanto che le persone ne parlano come se fosse un difetto”.

La menzione d’onore ha coronato un’esperienza esaltante per più di cinquanta studenti del Buratti che hanno partecipato quest’anno ai colloqui fiorentini, accompagnati, oltre che da Zappa, da Lorella Alparone. Gli interventi di Maddalena, ordinario di filosofia dell’università del Molise, dello scrittore Alessandro D’Avenia, dei poeti Gianfranco Lauretano e Davide Rondoni hanno accompagnato gli studenti alla comprensione di Leopardi. I lavori seminariali hanno dato loro la possibilità di confrontarsi con colleghi di tutta Italia; un incredibile flash mob, con più di settecento studenti in piazza della Signoria, li ha visti recitare in gruppo le più famose poesie di Leopardi.

Grazie a questa esperienza – ha scritto una delle vincitrici – è nata in me una passione per Leopardi che non credevo mi appartenesse“. Ma questa è proprio la “magia” dei colloqui fiorentini, un concorso che ogni anno coinvolge 3500 studenti di tutta Italia facendoli appassionare ai grandi autori della letteratura in un modo del tutto nuovo. 


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12 marzo, 2019

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