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Roma - Venerdì 8 marzo dalle 9,30

Contrattazione di genere, all’Umberto I la conferenza “Si chiamerà Futura”

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Roma

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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Come tutti gli anni, si avvicina l’8 marzo, data che ci spinge a una riflessione profonda sui temi che riguardano il mondo femminile.

Quest’anno in particolare è sempre più tangibile e concreta la necessità di avviare una profonda riflessione su quanta strada c’è ancora da fare per difendere diritti che davamo già acquisiti e lottare per ottenerne di nuovi.

Le pagine dei giornali ci gridano giornalmente notizie che fanno male: dalla mancata applicazione di accordi a tutela della maternità e del lavoro femminile, alla condanna a 16 anni di pena per un femminicidio giustificato da una “soverchiante tempesta emotiva e passionale”, fino a episodi di violenze, stalking ed aggressioni di ogni genere che sempre più frequentemente terminano con l’uccisione della compagna, madre o sorella.

A tutto questo si aggiungono i preoccupanti dati su inoccupazione, disoccupazione e discriminazione femminile, che vedono le donne come i primi soggetti a perdere il posto di lavoro, o a rinunciare a cercarne uno, in periodi di crisi economica o quando aumentano i carichi di cura all’interno del nucleo famigliare.

Proprio a tale riguardo il 4 marzo a Roma c’è stato un interessante convegno organizzato dall’ufficio della consigliera regionale di Parità intitolato “8 marzo tutti i giorni – donne e uomini, lavoro e discriminazioni nel Lazio”: durante i lavori è stato presentato un dossier con i dati aggiornati sul mercato del lavoro prevalentemente in un’ottica regionale, con un focus sul lavoro discontinuo, quello domestico e il legame tra lavoro e maternità.

Inoltre, le tre confederazioni sindacali Cigl, Cisl e Uil hanno organizzato una grande iniziativa unitaria su “La contrattazione di genere protagonista del cambiamento”, per rilanciare la contrattazione di genere come fattore di traino nella promozione della parità e delle pari opportunità nei diversi contesti produttivi e sociali, oltre che nella prevenzione e contrasto delle forme di discriminazione che molto spesso favoriscono e alimentano segregazione e segmentazione di genere.

La conferenza si terrà venerdì 8 marzo al policlinico Umberto I di Roma, a partire dalle 9,30 fino alle 13 circa. L’iniziativa s’intitola “Si chiamerà Futura”, perché è nel presente che siamo tutte/i chiamate/i a costruire il futuro, anche in un territorio come quello del Viterbese dove le donne sono sempre le prime a subire discriminazioni lavorative, ad essere costrette a lasciare il posto di lavoro o a faticare a trovarne uno, con la presenza femminile che sfiora il 40,7% sul totale degli occupati.

Donne che sono prevalentemente occupate nel settore dei servizi (in cui rasentano il 50% di presenze), fenomeno conosciuto come “segregazione orizzontale del mercato del lavoro” e che rivela una non equa distribuzione tra uomini e donne e attesta la prevalenza femminile in aree a minore remunerazione comparativa, cosa che associata ad un maggiore uso del part time si riflette sul versante retributivo, andando ad incidere sul famoso “gap salariale” contro cui come Cisl di Viterbo lottiamo da sempre in prima linea.

Elisa Durantini
Cisl Viterbo


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5 marzo, 2019

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