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Cronaca - Campo da basket invaso dalla vegetazione, spogliatoi aperti e devastati, spalti distrutti - L'impianto è stato abbandonato a se stesso, nell'incuria più totale

Degrado e sporcizia, il Bucone di Tarquinia è terra di nessuno

di Samuele Sansonetti
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Tarquinia – Varcare l’entrata del Bucone, specialmente per chi ha frequentato la scuola media Luigi Dasti, è un’esperienza toccante.

Posizionandosi nel cerchio centrale del campo sembra quasi di sentire le voci dei vecchi compagni durante l’ora di ginnastica: dal solito “Dai, passala” fino a “Che palle, è già ora di tornare in classe”.


Fotogallery: Degrado e sporcizia al Bucone


Un tempo la struttura ospitava le lezioni di educazione fisica degli studenti e nel pomeriggio veniva occupata da ragazzi che la utilizzavano per le partite di calcetto prima e pallacanestro poi. Il campo era il fiore all’occhiello degli impianti sportivi di Tarquinia ma oggi la situazione è cambiata totalmente: a correre è solamente il degrado.



Pieno di sporcizia. Immerso nell’abbandono. Lasciato a sé stesso. Praticamente la terra di nessuno. Il Bucone è il simbolo dell’abbandono, nonostante una posizione centralissima e a due passi dalle mura cittadine.

D’altronde il passaggio solamente pedonale lo tiene al riparo da sguardi indiscreti e passando in auto tra via Le Rose e Circonvallazione Vincenzo Cardarelli si riesce a osservare solo una piccola parte del complesso. Riqualificato nel 2012 e lasciato marcire subito dopo senza un motivo apparente. Chiuso da una recinzione installata per evitare atti vandalici ma che è facilissima da oltrepassare.



Tra i vari cancelli il principale è stato forzato e consente l’ingresso a campo, spalti e spogliatoi e l’immondizia presente nelle varie zone lascia intuire che più di qualcuno si sia introdotto all’interno nonostante le inferriate.

La vegetazione, logicamente, ha iniziato a intaccare anche il terreno di gioco: la rete che lo contorna è ormai mischiata alle piante rampicanti e il fondo è gravemente compromesso. Stesso discorso per gli spalti: erba e sporcizia ovunque, pezzi di cemento staccati da ogni dove e mattonelle pericolanti lungo tutta l’arena. Uno spettacolo osceno.

Il pezzo forte, però, arriva dagli spogliatoi. Ospitati sia sotto l’impianto che in alcune stanze a monte. I sanitari e le docce, mai utilizzati, sono da buttare. Le porte e le finestre sono state spaccate e in alcuni casi anche distrutte. Così come uno dei cancelletti d’accesso al campo: staccato dagli infissi ed educatamente appoggiato lungo un muro pieno di murales. E ovviamente sommerso dai rifiuti.



E pensare che nel 2015 la penultima amministrazione comunale aveva elaborato una proposta progettuale che preveda l’affidamento dell’area a delle cooperative sociali, per garantire la conservazione della struttura e favorire l’inserimento di persone svantaggiate nella collettività. Una buona idea ma rimasta tale, per un impianto centralissimo che dista appena 200 metri dal piazzale Europa e dalle enormi potenzialità.



Gli unici che hanno provato a mettere il risalto il problema del Bucone sono i volontari dell’associazione Tarquinia nel cuore, che in occasione del World clean up day del 15 settembre hanno effettuato una lunga pulizia della zona, che a metà ottobre è stata visitata dal senatore viterbese Francesco Battistoni (Forza Italia).

Da allora, come prima, il nulla. Qui tutto è fermo, come avrebbe annunciato ancora una volta Vincenzo Cardarelli.

Samuele Sansonetti


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17 marzo, 2019

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