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Dentista scappato in sudamerica, per la difesa non fu appropriazione indebita

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Il dentista Gianfranco Fiorita [3]

Il dentista Gianfranco Fiorita

L'avvocato Roberto Alabiso [4]

L’avvocato Roberto Alabiso

Viterbo – Dentista scappato col malloppo in sudamerica il 14 ottobre di nove anni fa. Per l’avvocato Roberto Alabiso, che ieri pomeriggio ha chiesto l’assoluzione di Gianfranco Fiorita, non ci sono i presupposti per l’appropriazione indebita.

L’accusa, all’inizio di gennaio, aveva chiesto la condanna a un anno e dieci mesi. la sentenza è stata rinviata al prossimo 28 marzo, per dare possibilità di repliche alle parti. Oltre sessanta le parti civili, tra cui gli ex soci dell’odontoiatra viterbese, che hanno chiesto provvisionali per oltre 120mila euro. 

Nel corso di una lunga arringa difensiva, durata oltre due ore,  il legale ha spiegato come semmai si riscontrino evidenze di natura civilistica, non di rilevanza penale. E’ quindi tornato a chiedere perché, pur essendo la clinica odontoiatrica Dental Action del Pilastro una “snc”, cioè una società di persone, solo Fiorita sia finito sotto processo e non i soci, che dopo appena 48 ore dalla scomparsa, nell’ottobre 2010, hanno chiuso lo studio dentistico, nonostante nulla si sapesse della sorte di Fiorita. 

Alabiso ha quindi ricordato al giudice Giacomo Autizi come, al momento dello sfratto, lo studio fosse stato svuotato di tutto, perfino delle tende. E, ancora, come Fiorito sia scappato con 700 euro e non con 600mila, in un paese dove con quella somma avrebbe potuto fare una vita da nababbo, dal momento che un giudice guadagna160 euro al mese e un avvocato appena 70 euro. 

Il legale ha insistito sulle tante questioni di natura più tecnico professionale emerse nel corso del lungo processo, ribadendo infine che sul conto della società c’erano 9mila euro e che Fiorita, dopo 58 giorni trascorsi agli arresti, non solo si è visto restituire quella somma dalla banca, ma anche altri soldi. 

Fra una settimana la sentenza. 

Silvana Cortignani


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