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Viterbo - Detenuto a processo per danneggiamento - Soffrirebbe di una patologia psichiatrica

Devasta la cella per uscire dal carcere…

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Viterbo – Detenuto della casa circondariale di Viterbo dà in escandescenze e distrugge armadietto e sanitari della propria cella. L’uomo finisce a processo per danneggiamento.

Mercoledì in tribunale è stato ascoltato un responsabile interno del carcere. Al termine della testimonianza il giudice Silvia Mattei ha rinviato il processo al 20 novembre.

L’episodio risale al 19 febbraio 2015 quando un detenuto del carcere di Mammagialla, che sembrerebbe essere affetto da patologia psichiatrica, ha distrutto parte della mobilia della propria cella. A raccontare i fatti in aula uno dei responsabili interni del carcere. 

Due gli episodi di violenza da parte del detenuto, avvenuti il 19 febbraio 2015. 

“Mi chiamarono perché il detenuto aveva distrutto l’armadietto della cella – ha detto il responsabile -. Quando mi sono avvicinato ho trovato l’armadietto rotto e il detenuto agitato”. Dietro questo atteggiamento, secondo la testimonianza, ci sarebbe stata la convinzione da parte del detunuto di poter uscire dal carcere.

Il responsabile interno del carcere ha riferito in aula anche di un atteggiamento alle volte aggressivo da parte del detenuto perché non in grado di accettare il suo stato detentivo. 

“Mi sono avvicinato per vedere se si fosse inflitto anche qualche ferita e, appurato che stava bene, ho accostato la cella perché avevo paura che potesse essere pericoloso – ha detto in aula il testimone -. Sono rimasto in attesa che il detenuto si calmasse”. 

Verso le 16,40 dello stesso giorno un altro episodio si è poi verificato. “Sono stato richiamato perché l’imputato aveva distrutto il televisore datogli in dotazione. A quel punto ho controllato dallo spioncino e ho visto che non c’erano atti di autolesionismo – ha detto il responsabile -. Avevamo paura che potesse lanciare oggetti o parti del televisore rotto. Abbiamo deciso di aspettare che si calmasse, monitorandolo la sera e la notte”. 

Il giorno dopo in carcere, stando alla testimonianza, è arrivato lo psichiatra per visitare l’imputato, ma il detenuto per reazione avrebbe distrutto il lavabo e i sanitari del bagno della sua cella. “Urlava e lanciava pezzi – ha aggiunto il testimone -. Non c’era modo di parlarci. Non voleva contatti”. 

Al termine della testimonianza il giudice Silvia Mattei ha rinviato il processo al 20 novembre. 

Maurizia Marcoaldi


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18 marzo, 2019

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