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Comune - Quota di genere non rispettata, Giacomo Barelli (Viva Viterbo) scrive al difensore civico della regione e sottolinea: "Da prefetto e segretario generale nessuna risposta"

“Giunta illegittima e il sindaco Arena approva pure delibere importanti”

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Viterbo - Giacomo Barelli

Viterbo – Giacomo Barelli

Viterbo – (g.f.) – “Giunta illegittima e il sindaco Arena approva importanti delibere”. Giacomo Barelli, consigliere Viva Viterbo, non si ferma.

Da quando sono uscite le assessore Claudia Nunzi e Laura Allegrini, non sono più rispettate le quote di genere nella giunta Arena. La giunta deve avere almeno il 40% di donne (o uomini).

Questa è la percentuale minima per ciascuno dei generi, come prevede la legge 56 del 2014. Così non è da qualche settimana e dopo avere scritto a prefetto e segretario generale, Giacomo Barelli ha inviato una lettera ad Alessandro Licheri, difensore civico della regione Lazio.

“Anche perché – sottolinea Barelli – la precedente comunicazione a prefetto e segretario non ha sortito nulla. A fronte della segnalazione non hanno nemmeno risposto”.

Da qui la scelta di rivolgersi altrove. Spedendo la stessa lettera già recapitata ai due.

“A oggi tale lettera è rimasta senza riscontro da parte dei soggetti interessati – rimarca Barelli – la giunta di Viterbo è composta da cinque uomini, sindaco compreso e due donne, non rispettando la percentuale del 40% prevista dalla legge.

Ciò è aggravato dal fatto che lo stesso sindaco in tale situazione d’illegittimità palese e conclamata continua ad approvare importanti delibere di giunta, come ad esempio l’appalto igiene urbana e si appresta, come da sue dichiarazioni, ad approvare addirittura il bilancio”.

Barelli chiede un intervento al difensore civico, ricordando come nel 2012, il comune si trovò nella stessa situazione.

Era sindaco Giulio Marini e una sentenza del Tar condannò palazzo dei Priori, proprio per la non sufficiente presenza di assessore nella giunta dell’epoca.

Avevano presentato il ricorso i consiglieri Sposetti, Ciambella, Coscarelli, Natalini, Ricci, Fersini, Guancini, Insogna, Quintarelli e Serra. I giudici lo avevano accolto, condannando il comune a rifondere le spese di giudizio, tremila euro.

Era il 2012. E non c’era ancora la norma, ancora più stringente che sarebbe stata approvata due anni dopo, nel 2014.


– “Giunta illegittima, intervenga il prefetto”


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17 marzo, 2019

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