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Sutri - Il sindaco Vittorio Sgarbi replica alle critiche di Edoardo Gugliotta

“I visitatori di una mostra non sono solo quelli che pagano il biglietto…”

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Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi

Sutri – Riceviamo e pubblichiamo – Niente. Una malattia. Un altro malinconico. Sono segnali tristi che vengono dai dintorni di Sutri. Per il puro gusto della maldicenza, senza mai entusiasmo, con la proiezione di umani fallimenti. È l’ora di Edoardo Gugliotta, incapace di vedere la realtà com’è.

I visitatori di una mostra non sono soltanto quelli che pagano il biglietto, come i lettori di un libro non sono solo quelli che lo comperano.

Nella sala di palazzo Doebbing, dov’era esposto “l’Idillio verde” di Giuseppe Pellizza da Volpedo, hanno parlato Furio Colombo, Nuccio Ordine, Pietrangelo Buttafuoco, Pasquale Chessa, Roberto D’Agostino, Piergiorgio Odifreddi, Walter Siti, Luca di Montezemolo, Armando Spataro, Luca Doninelli, Massimo Moratti, Giorgia Meloni, Arnaldo Colasanti, Matteo Collura, e molti altri, e sono entrate ogni volta centinaia di persone. E salendo hanno fatto il percorso di visita, e non hanno pagato il biglietto.

Non c’è nulla da “sbandierare”: sono le cifre reali delle persone, con i loro occhi e con la loro anima, caro Gugliotta. Non le cifre “ufficiali” (cioè dei soli paganti) fornite dal non-Movimento Popolare. Chi è venuto a Sutri per ascoltare quelle persone dotate d’intelletto, non ha “transitato” per le strade, ma è entrato in palazzo Doebbing.

Capisco che uno che, con lingua sciatta, parla di “fruizione culturale” sia poco interessato alle condizioni spirituali di chi si muove per godere della bellezza e dei concetti. Non sapendo cosa dire, Gugliotta desolatamente propone di “aprire un dibattito”. Non c’è dibattito da “aprire” per chi, come Gugliotta, pensa che sia un vero problema l’inversione di un senso unico, per ripristinare il senso giusto e il decoro della città, che meriterebbe non un senso o l’altro, ma la chiusura alle automobili del centro storico, come tutti i luoghi civili.

Ma il vaniloquio di Gugliotta è in concetti ridicoli del tipo “cultura come infrastruttura complessa della memoria, della identità, della inclusione e della socialità, in grado di connettere i soggetti della comunità per rafforzare il legame tra visitatori e museo per la crescita culturale della cittadinanza”. Concludendo che il “museo deve diventare una risorsa della comunità e del territorio e non solo un “contenitore’ culturale””.

Ma non si vergogna Gugliotta a scrivere tante banalità e insensatezze? Affetto dalla stessa malattia del non consigliere Vettori, si pone il problema dei costi e delle perdite. Sarà bene che sappia che il museo di palazzo Doebbing non è costato un euro alle casse del comune. Non uno. E che comunque la manutenzione di un bene, anche vuoto, è un dovere dell’amministrazione, come sa ogni casalinga, per evitarne il decadimento, la svalutazione, e nuovi costi di restauro.

Per quello che riguarda le mostre, le spese sono state divise tra la fondazione Roma, che ha garantito il suo contributo anche per i prossimi anni, e il gestore “Sistema museo” che avrà ben valutato il rapporto costi/benefici. Aggiungo che, esercitando io il mio mandato di sindaco gratuitamente, ho istituito un fondo di riserva per destinare quegli emolumenti alle attività culturali, con buona pace del signor Gugliotta, che non s’intende cosa abbia mosso a scrivere, insieme a confuse e velleitarie considerazioni, di problemi che non esistono.

Se poi non gli vanno bene Tiziano, Scipione Pulzone, Pirandello, Guttuso, Bacon e Ligabue, si candidi lui sindaco per (pensate!) “passare a forme di collaborazione e di governance tra pubblico e privato, a meccanismi di co-progettazione e co-gestione per garantire la fruizione sociale e civica del bene museo mettendolo in connessione col territorio e con le tante realtà culturali che animano Sutri”.

Entusiasmante! E continua, confusamente: “Questo approccio deve portare alla produzione di nuova cultura e allo sviluppo della creatività, deve creare senso di appartenenza e relazioni, ed è compatibile con lo sviluppo di elementi di imprenditività (sic!) nelle realtà associative esistenti o di stimolo alla nascita di organizzazioni non profit, imprese sociali e cooperative e forme di partecipazione attiva dei cittadini”.

Bene, Gugliotta. Preferisco Tiziano. Per dire la coerenza. Riporto quello che mi scrisse Gugliotta per la prima serie di mostre a palazzo Doebbing. Vedi come sono mutevoli gli uomini: “Ringrazio per l’invio del programma completo degli eventi legati all’apertura del museo. Complimenti, un programma veramente notevole, sicuramente mai visto prima a Sutri. Parafrasando Massimo D’Azeglio possiamo dire: fatto il museo, ora dobbiamo fare il pubblico. Non vorrei essere frainteso e sminuire la grande portata dell’inaugurazione del museo e degli eventi in esso ospitati, ma il più grande risultato di questa iniziativa sarebbe quello di accrescere stabilmente l’interesse dei sutrini per l’arte, la cultura e la bellezza”. Ma guarda!

Vittorio Sgarbi
Sindaco di Sutri


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19 marzo, 2019

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