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Infilza le labbra alla moglie per zittirla, dopo l’interrogatorio resta a Mammagialla

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Viterbo – Lega la moglie con lo scotch e le infilza le labbra con una spilla da balia per zittirla, si giustifica dicendo che lei gli chiedeva sempre soldi.

La difesa ha presentato istanza di revoca della misura di custodia cautelare in carcere dopo l’interrogatorio di garanzia a Mammagialla, ma la richiesta è stata rigettata. 

Per il momento resta quindi recluso dietro le sbarre della casa circondariale sulla Teverina il noto pluripregiudicato 39enne viterbese che è stato arrestato alla fine della settimana scorsa dalla polizia per maltrattamenti in famiglia in seguito alla denuncia della vittima, trasferita nel frattempo in una struttura protetta assieme ai figli di 7 e 11 anni.

La donna, che sarebbe stata picchiata più volte dal compagno nel corso di oltre dieci anni di convivenza, una delle tante volte che l’uomo è stato arrestato ed è comparso in tribunale per la convalida e il processo per direttissima,  è giunta al palazzo di giustizia con una gamba rotta e la stampella, sembra dopo avere cercato di scappare dalla finestra in seguito a una delle tante aggressioni da parte dell’uomo. 

Tra le prime cose ad essere state acquisite, i referti che i medici hanno rilasciato alla donna per quelle botte subite dal convivente. In alcuni le prognosi arrivavano fino a 30 giorni, ma al pronto soccorso la giovane avrebbe sempre giustificato quelle ferite e quelle lesioni come conseguenza di incidenti domestici.

Gli agenti, in audizione protetta e alla presenza di uno psicologo, hanno ascoltato anche i figli della coppia. I bambini avrebbero confermato il racconto della madre e quindi le violenze del 39enne, di cui non sarebbero stati solo spettatori ma pure vittime. L’uomo, sottolineano gli investigatori, “ha soggiogato il proprio nucleo familiare facendolo vivere per anni in una situazione di umiliazioni e sopraffazioni continue”. I piccoli sarebbero stati costretti a subire questa situazione addirittura dalla nascita.


Tusciaweb ha deciso di non rendere pubbliche le generalità e il luogo di residenza dell’uomo arrestato, a tutela della convivente e dei figli minorenni. Ulteriori particolari sull’uomo renderebbero, inevitabilmente, riconoscibili anche la donna e i bambini, già vittime di fatti assolutamente gravi.


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