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Viterbo - Alle spalle della dirigente scolastica dell'istituto superiore la bandiera italiana e un passo dell'articolo 34, soltanto che c'è un errore

La costituzione che il liceo classico ha dimenticato

di Daniele Camilli
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Viterbo - Il liceo classico Mariano Buratti

Viterbo – Il liceo classico Mariano Buratti

Viterbo - La bandiera italiana alle spalle della dirigente scolastica

Viterbo – La bandiera italiana alle spalle della dirigente scolastica

Viterbo - La bandiera italiana alle spalle della dirigente scolastica

Viterbo – La bandiera italiana alle spalle della dirigente scolastica

Viterbo – Privi di “mezzo”? Non c’avete la macchina, il motorino e nemmeno l’autobus che vi passa sotto casa? Non vi preoccupate, perché a farvi “raggiungere i gradi più alti degli studi” ci pensa il liceo classico Mariano Buratti. Liceo dedicato a un partigiano fucilato dai nazifascisti a Roma, che probabilmente starà girando nella tomba. 

Sta scritto nero su bianco alle spalle della dirigente scolastica Clara Vittori. Dietro la sua cattedra, proprio sotto il tricolore verde, bianco, rosso, dove campeggia una scritta. Costituzionalmente inquietante. “…I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzo, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. Articolo 34 della Costituzione italiana. Sì, proprio quella nata dalla resistenza antifascista, che però recita “mezzi”, intesi come mezzi economici, e non “mezzo”, vale a dire una macchina qualsiasi. Il diritto allo studio per tutti. Pure per i figli dei lavoratori. Una delle conquiste democratiche più importanti. E meno male che siamo al classico.

Un errore così sta lì. Alle spalle della preside. Ormai da qualche annetto. E nessuno, personale docente e ata, sembrerebbe proprio essersene accorto.

Siamo al classico, liceo di punta della città dei papi, un tempo, prima della repubblica democratica, casa del balilla dove venivano educati i fascisti in erba. Lì hanno insegnato Mariano Buratti, partigiano fucilato a Forte Bravetta alla fine di gennaio del 1944, e studiato Luigi Petroselli, primo sindaco comunista di Roma, nato a Pianoscarano. Amatissimo, al punto che la capitale gli ha dedicato una delle principali vie della città, probabilmente una delle più importanti al mondo. Quella che collega il Campidoglio con il teatro Marcello. Via Luigi Petroselli, sindaco di Roma, 1979-1981. E pure lui, sicuramente, si starà girando nella tomba.

 

Daniele Camilli


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28 marzo, 2019

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