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La quarta guerra mondiale

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Renzo Trappolini [4]

Renzo Trappolini

Viterbo – Può darsi che la terza guerra mondiale sia in corso da anni, come sostiene papa Francesco, con le centinaia di conflitti innnescati in ogni continente da chi, proclamando di esportare democrazia, importa ricchezze sottratte e lascia disastri, dittature peggiori e milioni di morti.

Non se ne vede la fine ma pare si sia alla ricerca della location idonea (Corea, Taiwan, Giappone?) all’ok corral per il dominio del mondo dove il monoimpero Usa deve fare i conti con la potenza finanziaria, commerciale e militare della Cina.

Ci sono analisti, però, che già intravedono una nuova guerra, la quarta, in un teatro di operazioni illimitato: tutto quello che terra, mare e cielo nascondono e conservano. Guerra planetaria senza armi e pure senza le pietre e i bastoni che prevedeva Einstein.

Anzitutto sul fronte delle risorse naturali giuridicamente di proprietà dell’intera umanità, ma che ingorde multinazionali private contendono agli Stati. Poi, il cyberspazio, con forze che agiscono nella rete e contro le reti, le quali oggi mostrerebbero solo una infinitesima parte dei dati e documenti che vi si muovono, a fronte di un enorme sommerso oscuro il cui possesso o furto equivarrà a potere e ricchezza.

Con eserciti e armi invisibili di organizzazioni supertecnologiche, non di rado criminali. Se ne vedono vagare le prime schegge tra un’elezione presidenziale e l’altra a Washington, con propaggini a Mosca e Pechino.

Ma anche nei piccoli villaggi della provincia mondiale, come l’Italia, dove c’è chi gioca la propria sporca guerra dei bottoni cibernetici per colpire la politica (e Dio non voglia la democrazia) magari attraverso le immagini privatissime di una qualsiasi deputata che, nell’etere, corrono da un telefonino all’altro forse per affondare tramite lei le istituzioni di cui è parte.

Diceva Lenin “un prete cattolico che violenta una bambina è molto meno pericoloso per la democrazia di un prete ideale e democratico, perché smascherare il primo è facile, ma il secondo no”.

Auguriamoci che ce ne siano di questo tipo di secondi a vigilare e difendere le persone e l’umanità, perché tanti di noi, le masse, rischiano sordità e stordimento per i petardi vicini di polemiche pretestuose che i media amplificano sui temi del giorno imposti dalle élites.

Le quali, mentre l’orchestra che dirigono suona, disegnano le strategie della quarta guerra mondiale, lasciando noi a ballare come sul Titanic prima dell’iceberg. Però, disquisendo di camere da letto, seppure parlamentari. Una soddisfazione, no?

Renzo Trappolini


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