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“La ringraziamo a nome di tutta quanta la Chiesa”

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Viterbo – “La voglio ricordare com’era, quand’eravamo giovani. Scusate. Grazie”. E poi le braccia che si aprono. Un gesto commosso. Un momento inteso. Lei è Elisa Calabrò, e il suo ricordo è per Maria Grazia Bugiotti, sepolta ieri. Nel primo pomeriggio ci sono stati i funerali, alla chiesa di Santa Maria del Paradiso.


Multimedia – Fotocronaca: I funerali di Maria Grazia Bugiotti [5] – Video: Il ricordo di chi l’ha conosciuta [6]


A celebrarli, don Egidio Buongiorno e monsignor Carlo Bellocchio. “A nome della Chiesa – ha sottolineato più volte Bellocchio – “per dire grazie, non soltanto da parte del vescovo, ma di tutti i vescovi che l’hanno incontrata, stimata, apprezzata. Grazie a nome della Chiesa”.


Maria Grazia Bugiotti - Foto Mariella Zadro [7]

Maria Grazia Bugiotti – Foto Mariella Zadro


“Grazie” a un’insegnante che è stata parte integrante di un movimento nato dalla spinta data dal concilio Vaticano II e dalla volontà di trasformare il mondo nel nome di Cristo. Ma dalla parte degli ultimi. Assieme a “uomini e donne di buona volontà”. E ieri pomeriggio, oltre al sindaco della città Giovanni Arena e al sindaco di Bassano in Teverina Alessandro Romoli, a salutare la maestra Bugiotti c’era proprio quella Chiesa lì. Quel mondo cattolico che ha creduto nella possibilità di trasformare il mondo, in un mondo migliore. Il più importante dei comandamenti, “ama il prossimo tuo come te stesso”. L’affetto che alla chiesa del Paradiso ha circondato anche Carlo, Antonio, Mattia, Edoardo, la famiglia di Maria Grazia.


Viterbo - I funerali di Maria Grazia Bigiotti [8]

Viterbo – I funerali di Maria Grazia Bugiotti


In chiesa c’erano tante persone. Tutte in silenzio. Ad ascoltare due sacerdoti che, insieme e in continuo dialogo tra loro, hanno tenuto messa. Scambiando, e scambiandosi con chi li stava ad ascoltare. Più volte sono scesi in assemblea, per salutare i parenti. Oppure, come ha fatto monsignor Bellocchio, per prendere la mano di Elisa Calabrò portandola con sé all’altare, per il suo ricordo. “Quando eravamo giovani”.

Quando “erano giovani” anche il filosofo Aurelio Rizzacasa e Renzo Salvatori delle Acli, seduti ai banchi, che alla fine degli anni ’60 fecero scelte radicali. Come tanti, molti, altri cattolici di allora.

Maria Grazia Bugiotti in Landi è morta il 17 marzo all’ospedale di Belcolle. Aveva 79 anni. Insegnante e consigliera provinciale della Democrazia cristiana nel 1978. È stata poi candidata alla regione per il Nuovo Psi. Scrittrice, ha pubblicato molti libri.


Viterbo - Elisa Calabrò [9]

Viterbo – Elisa Calabrò


Elisa Calabrò, per anni coordinatrice degli asili nido e punto di riferimento assoluto nell’ambito delle politiche sociali, ha ricordato Maria Grazia Bugiotti “com’era, quand’eravamo giovani”. E la loro gioventù è stata quella della “stagione del rinnovamento della scuola. In cui – ha ricordato Calabrò – abbiamo creduto entrambe”.

Erano gli anni ’60 e ’70. Una generazione di giovanissime maestre e professoresse chiamate a confrontarsi con un paese dalle campagne, come quelle viterbesi, preda dell’ignoranza e dell’analfabetismo. Preda dello sfruttamento e della povertà.

Se molte, e molti, giovani braccianti impararono, per la prima volta nella storia delle loro famiglie, a leggere e a scrivere lo devono a questa generazione di giovanissime maestre e professoresse che con coraggio cambiarono i destini di molti futuri uomini e donne. Nel nome di un credo. E della costituzione democratica italiana.


Viterbo - Don Egidio Bongiorni e monsignor Carlo Bellocchio [10]

Viterbo – Don Egidio Bongiorni e monsignor Carlo Bellocchio


“Abbiamo fatto tante battaglie – ha ricordato Calabrò -. Siamo state sempre affianco. La nostra è stata un’amicizia bella, pulita e senza compromessi. Abbiamo militato nell’associazione dei maestri cattolici e ci siamo spese. Abbiamo avuto tante occasioni e tante opportunità. Oggi la voglio ricordare com’era, quand’eravamo giovani. Scusate. Grazie”.

Parte un applauso. Sentito da tutti. Un battito d’ali.

“Salutiamo una mamma e una grande insegnante – ha detto don Egidio – che ha saputo ascoltare l’altro, il prossimo. E la forza l’ha sempre attinta dalla parola di Dio”.

La cattolicità, “che in Maria Grazia – ha commentato monsignor Bellocchio – è stata al tempo stesso culturale, teologica e spirituale. Ricca di sentimento e di mistica. Dal volto del bambino, al volto di Dio”.


Viterbo - Paola Bugiotti e monsignor Carlo Bellocchio [11]

Viterbo – Paola Bugiotti e monsignor Carlo Bellocchio


Infine Paola Bugiotti, la nipote che ha scelto di seguirne le orme. E’ stata maestra e oggi è dirigente scolastico di un istituto comprensivo viterbese. “Per me – ha detto prima che iniziasse la messa – mia zia è stata un punto di riferimento assoluto”. Poi sull’altare il ricordo. “Chi lavora nella scuola – ha commentato Paola Bugiotti – ha la fortuna di poter gettare tanti semi buoni. E sono sicura sicura che quelli che ha  gettato mia zia hanno dato buoni frutti”. Nel nome del Vangelo, e di un mondo migliore.

Daniele Camilli 


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