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Viterbo - Economia - Daniele Sabatini, ideatore di Tusciaexport, commenta i dati Istat riferiti al quarto trimestre dello scorso anno e auspica che le istituzioni sappiano contestualizzare le reali necessità delle imprese e promuovere attività

“Lazio maglia nera per le esportazioni nel 2018”

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Daniele Sabatini, ideatore di Tusciaexport

Daniele Sabatini, ideatore di Tusciaexport

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’export nazionale riferito al quarto trimestre 2018, secondo i dati Istat pubblicati questa mattina, pare in netta ripresa e in controtendenza rispetto alle rilevazioni precedenti, con particolare riferimento all’ultima diffusione relativa al mese di ottobre 2018.

Se da un lato può essere considerata una buona notizia, anche in riferimento alle esportazioni dell’Italia centrale che registrano un segno positivo, a stonare risultano le performance delle aziende esportatrici del Lazio per le quali si segnala un saldo negativo importante, e per molti osservatori inaspettato, che si attesta al -4,3%.

Il Lazio registra quindi una delle perdite più significative dell’intero panorama delle regioni italiane attestandosi al sesto posto per ripartizione territoriale delle esportazioni italiane dopo, nell’ordine, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Toscana, vera regione trainante delle esportazioni dell’Italia centrale.

“Si tratta di una perdita di competitività grave del nostro sistema regionale oltre a un calo significativo dei fatturati delle nostre aziende – spiega Daniele Sabatini, titolare di Eurostudio Sabatini, ideatore di Tusciaexport e docente di Commercio estero e internazionalizzazione d’impresa che aggiunge – questi dati sono solo l’inizio di un’osservazione molto allarmante che non vede soluzione di continuità alle rilevazioni già preoccupanti dello scorso anno.

Infatti – prosegue Sabatini – se per quanto riguarda le esportazioni delle aziende laziali verso il più facile mercato comune dei paesi dell’Unione Europea si registra un incoraggiante +3,7%, è sui mercati globali extra Ue che il Lazio è addirittura fanalino di coda, rispetto a tutte le altre regioni d’Italia, con una perdita percentuale del 15,7% rispetto al contributo regionale alla variazione delle esportazioni del Made in Italy nel mondo.

Un crollo estremamente allarmante che mette in luce tutte le difficoltà delle nostre aziende nel tornare ad essere di nuovo competitiva anche su quei mercati internazionali che certamente necessitano di imprese non solo orientate alla qualità dei prodotti ma anche a tutte le competenze internazionali e quelle caratteristiche di problem solving necessarie per poter navigare nelle acque di mercati sempre più complessi ed esigenti.

Auspico – conclude Sabatini – che anche le istituzioni che stanno producendo molti sforzi in questo settore sappiano contestualizzare le reali necessità delle imprese e promuovere attività volte a recuperare saldi in termini economici e di occupazione che non possono far crollare il nostro territorio a livelli che la sua apprezzata e riconosciuta vocazione agricola, manifatturiera e artistica di certo non merita”.

Eurostudio Sabatini per l’export
Tusciaexport


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12 marzo, 2019

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