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Maxinchiesta sui rifiuti, un solo processo per otto imputati

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Viterbo - Operazione "Vento di maestrale" - Il blitz di carabinieri e polstrada a Casale Bussi [4]

Viterbo – Operazione “Vento di maestrale” – Il blitz di carabinieri e polstrada a Casale Bussi

Viterbo - Operazione "Vento di maestrale" - Il blitz di carabinieri e polstrada a Casale Bussi [5]

Viterbo – Operazione “Vento di maestrale” – Il blitz di carabinieri e polstrada a Casale Bussi

Viterbo – (sil.co.) – Sarà celebrato un unico processo per gli otto imputati frutto della maxinchiesta sui rifiuti denominata “Vento di maestrale”, sfociata in nove arresti il 3 giugno 2015.

Il collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone ha ieri unificato i due distinti procedimenti a carico del direttore tecnico di Casale Bussi, Massimiliano Sacchetti, e di altri sette imputati. Sono Francesco Zadotti (responsabile amministrativo e gestore dell’impianto di Casale Bussi di Ecologia Viterbo), Bruno Landi (legale rappresentante di Ecologia Viterbo fino al 2014), Daniele Narcisi (responsabile dell’impianto), Massimo Rizzo (responsabile della pesa), Paolo Stella (direttore tecnico di Ecologia Viterbo), Gaetano Aita di Ria&Partners ed Ecologia Viterbo srl, in persona del legale rappresentate pro tempore.

Oltre cento aspiranti parti civili, contro la cui costituzione hanno sollevato eccezioni preliminari i difensori. Il tribunale, che si è riservato, ha rinviato all’udienza del 15 maggio per la decisione. L’ammissione prove è prevista il 12 giugno, mentre i primi testimoni dell’accusa saranno sentiti il 18 settembre e il 16 ottobre.

Due i filoni d’indagine venuti alla luce in seguito al blitz di polizia e carabinieri: Viterbo città sporca e discarica. Dietro, per l’accusa, una presunta truffa da un milione e mezzo di euro a danno dei viterbesi. Costi gonfiati per servizi inesistenti o quasi, come lo spazzamento di strade e giardini da parte della Viterbo Ambiente. E la produzione nulla o di pessima qualità di combustibile da rifiuti da parte di Ecologia Viterbo a Casale Bussi. 

La posizione di Massimiliano Sacchetti, direttore tecnico della discarica gestita da Ecologia Viterbo, era stata stralciata in sede di udienza preliminare davanti al gup del tribunale di Roma, in seguito a un’eccezione sollevata dalla difesa, relativa a un difetto di notifica relativo all’avviso di conclusione delle indagini.

I reati, contestati a vario titolo agli imputati, sono associazione per delinquere, truffa e frode nella gestione dei rifiuti urbani. Ma anche gestione abusiva di ingenti quantitativi di rifiuti e operazioni non autorizzate. Per la procura, i reati sarebbero stati “commessi nell’interesse e a vantaggio di Ecologia Viterbo, proprietaria del terreno” in località Casale Bussi. 

Tra le parti civili, Regione Lazio, Provincia di Viterbo, praticamente tutti i sessanta comuni della Tuscia, a partire da palazzo dei Priori, decine di pubbliche amministrazioni della provincia di Roma e Rieti, tra cui i paesi terremotati di Accumoli e Amatrice.

E ancora Civitavecchia, Santa Marinella, Tolfa e Cerveteri sul litorale romano. Diverse Unioni di comuni, dalla Bassa Sabina alla Valle dell’Olio, l’Ama Roma Spa, l’Avr di Roma, l’Azienda Municipalizzata Sabina srl, Diodoro Ecologia di Fiano Romano, l’impresa Angelo Anselmi di Bagnaia, la Gesta, tre cooperative del Viterbese e diverse altre società. 


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