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Montefiascone - L’allarme lanciato dal segretario del Pd Renato Trapè

“Noccioleti, il lago di Bolsena farà la fine di quello di Vico”

di Michele Mari
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Renato Trapè

Renato Trapè

Montefiascone – “Noccioleti, il lago di Bolsena farà la fine di quello di Vico”.

A lanciare l’allarme è il segretario del Partito democratico di Montefiascone Renato Trapè, in merito alla coltivazione estensiva di nocciole che starebbe proliferando nei terreni intorno al bacino del lago di Bolsena.

Il problema della geotermia per il nostro lago – spiega Renato Trapè – sembra per ora fermo. Ma all’orizzonte se ne sta intravedendo un altro, che per certi aspetti, potrebbe essere ancora più pericoloso. Si tratta della coltura intensiva del nocciolo nei terreni intorno al bacino che starebbe proliferando in particolare sull’Alfina“.

L’Italia è attualmente il secondo produttore di nocciole al mondo.

Dopo la crisi della produzione avvenuta in Turchia – continua Trapè – l’Italia è attualmente il secondo produttore al mondo con 110mila tonnellate di cui 20mila provenienti dalla provincia di Viterbo. Nessuno è ostile alla coltivazione delle nocciole, come per esempio quella biologica, ma non quella intensiva che potrebbe portare a ricadute ambientali molto gravi. Infatti nei nostri territori questo tipo di coltivazione porterebbe in primis a un azzeramento della biodiversità agricola che avrebbe sicure ricadute negative nel turismo enogastronomico”.

Ma non solo, secondo il segretario del Pd di Montefiascone il problema più grande sarebbe quello dell’alga rossa, come avvenuto purtroppo nel lago di Vico.

“Questo tipo di produzione necessita – aggiunge Trapè – di una grande quantità di prodotti come diserbanti, pesticidi, concimi, additivi chimici insieme a una media di venti litri di acqua giornalieri per pianta. Così facendo siamo sicuri che il lago di Bolsena farà la fine del lago di Vico. Infatti in quest’ultimo bacino, circondato da ettari ed ettari di noccioleti, si è avuto il problema dell’alga rossa, pianta tossica per la fauna ittica e secondo gli studi anche cancerogena per l’uomo. Questa alga è la conseguenza dell’uso di concimi e degli altri prodotti per la produzione intensiva del nocciolo. Ricordo che Montefiascone, per soddisfare il fabbisogno di acqua, preleva trenta litri al secondo dal lago, come anche altri comuni. Quindi il lago va ulteriormente tutelato in quanto principale fonte idrica per il paese“.

“Nella nostra zona, in particolare sull’Alfina, – conclude Renato Trapè – si stanno piantando colture di noccioleti. E questo andrà ad aggravare la situazione, già in crisi, della salute del nostro lago. La scorsa settimana ho partecipato a un convegno a Orvieto dove si è trattata la problematica della produzione intensiva del nocciolo nel  territorio orvietano, dell’alta Tuscia e parte della Maremma toscana. Da questo incontro è emerso l’intenzione di monitorare la situazione soprattutto con il fine di far prendere coscienza alla Regione Lazio e Regione Umbria di questa problematica”.

Michele Mari


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20 marzo, 2019

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