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Viterbo - Paragonata al sito della Giordania, è una delle necropoli etrusche più importanti del centro Italia - Ieri, in sala regia, la presentazione del progetto per rilanciare e valorizzare la zona archeologica

Norchia, un progetto per far rinascere la Petra italiana

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Viterbo - La presentazione di Lovely Norchia

Viterbo – La presentazione di Lovely Norchia

Viterbo - Simona Sterpa

Viterbo – Simona Sterpa

Norchia

Norchia

Norchia - L'interno della tomba etrusca a casetta recentemente scoperta

Norchia – L’interno di una tomba etrusca 

Viterbo - La necropoli etrusca di Norchia come era

Viterbo – La necropoli etrusca di Norchia come era

Viterbo - Romeo Stelliferi

Viterbo – Romeo Stelliferi

Viterbo - Maria Letizia Arancio

Viterbo – Maria Letizia Arancio

Viterbo - La presentazione di Lovely Norchia

Viterbo – La presentazione di Lovely Norchia

Viterbo - Franco Coppari

Viterbo – Franco Coppari

Viterbo - Giovanni Arena

Viterbo – Giovanni Arena

Viterbo – (dan.ca.) – E’ la Petra italiana, così la chiamano già in molti. Per le sue tombe doriche. La necropoli di Norchia, probabilmente uno dei siti archeologici più importanti d’Italia. Abbandonato da tempo, rischia di scomparire. per sempre, sommerso dalla vegetazione. Preistoria, etruschi, romani e medioevo. Soffiati via dal tempo e dall’incuria. A cavallo tra i comuni di Vetralla, Viterbo, e sul territorio di quest’ultimo ricade, e il poligono militare dello stato maggiore dell’esercito. A due passi dall’uscita della trasversale, fermata Cinelli.

Un progetto proverà a farla rinascere. Lovely Norchia, così si chiama, ed è dell’associazione Amici di Norchia, ed è stato presentato ieri pomeriggio in sala regia. A Palazzo dei Priori. Piazza del comune, Viterbo.

Protagonisti, un’archeologa, un imprenditore e la soprintendenza ai beni archeologici. In sinergia, per salvare e poi valorizzare. Infine, per proporre un modello di recupero che forse nessuno, nella Tuscia, ha mai tentato e che potrebbe essere esteso agli altri siti archeologici del comune di Viterbo, moltissimi in completa decadenza, e al termalismo. Imprenditori e soprintendenza. Insieme a tutela del territorio. Impensabile fino a pochi anni fa.

L’archeologa si chiama Simona Sterpa, l’imprenditore Romeo Stelliferi e la soprintendenza, ieri, era rappresentata da Maria Letizia Arancio, una sua funzionaria che ha sposato il progetto. Assieme a loro anche i sindaci di Viterbo e Vetralla, rispettivamente Giovanni Arena e Franco Coppari, la guida ambientale Giancarlo Mariotti Bianchi, e il vice presidente dell’associazione che ha promosso il progetto Luigi De Simone, anche lui imprenditore. Romeo Stelliferi è anche presidente dell’Amici di Norchia.

“Lovely Norchia – ha detto Sterpa – nasce 5 anni fa quando abbiamo scavato in zona con Archeotuscia portando alla luce tutta una serie di sepolture che risalgono ai periodi etrusco e romano”.

La necropoli di Norchia è infatti antichissima. Risale al VI-VII secolo a.C.. “Per le sue stupende tombe doriche – ha poi aggiunto Sterpa – molti l’hanno chiamata la Petra italiana. Sicuramente è la necropoli etrusca più importante del centro Italia”.

Petra è invece un sito archeologico della Giordania, a 250 km a sud della capitale Amman.

“Il progetto – rilancia poi l’archeologa – è nato dalla sinergia tra la famiglia proprietaria dei terreni, la famiglia Stelliferi, la soprintendenza archeologica e il polo museale del Lazio. Un progetto che punta al recupero, alla conservazione, alla valorizzazione e alla promozione del sito archeologico di Norchia”. 

Sei i passaggi principali del progetto. “Il primo – prosegue Sterpa – è la ripulitura della vegetazione infestante. verranno poi realizzati dei cammini per passeggiate, bici e archeotrekking, toccando il meno possibile l’area naturale”.

La bellezza di Norchia sta anche in questo, la sua straordinaria vegetazione. Toccarla troppo significherebbe infatti danneggiare uno degli aspetti più importanti del sito. L’intreccio tra archeologia e ambiente.

“Il passaggio successivo – ha evidenziato l’archeologa – sarà mettere in sicurezza il sito. Verranno realizzate recinzioni a protezione dell’area. Per garantire la presenza di un turismo sostenibile”, vale a dire rispettoso dei luoghi. “Infine, verranno realizzati un punto di informazione e una segnaletica adeguati, accompagnati da una campagna di comunicazione permanente”.

Ad oggi il sito archeologico, nonostante gli interventi di ripulitura già avviati, è di difficile accesso. Dopo anni di abbandono, visitare Norchia è come avventurarsi lungo un percorso pieno di ostacoli e pericoli, in mezzo a una vegetazione che col tempo, con le sue radici, ha danneggiato le tombe.

Un progetto, Lovely Norchia, reso possibile dalla disponibilità dei proprietari, la famiglia Stelliferi. “la nostra impresa – ha detto Romeo Stelliferi – ha acquistato i terreni per piantare le nocciole. Ma, oltre a questo, era per noi fondamentale recuperare anche il sito che si estende su un’area di 60 ettari. Abbiamo così iniziato con qualche manutenzione, dando poi poi supporto logistico agli scavi che sono stati realizzati successivamente assieme ad Archeotuscia. Da lì è nata l’idea del progetto Lovely Norchia, che ha anche sviluppi successivi, di lungo periodo, grazie a un protocollo che firmeremo a breve con la soprintendenza per la gestione dell’intera area archeologica. Per poterla sostenere è fondamentale la sinergia tra tutte le istituzioni e l’accesso ai fondi europei”.

Ma non finisce qui. “L’obiettivo – ha fatto sapere Maria Letizia Arancio – è anche quello di poter rendere fruibile una parte della necropoli che si trova nell’area del poligono militare. In tal senso sono già stati presi dei contatti con lo stato maggiore dell’esercito”.

infine i due sindaci. Franco Coppari, Vetralla. “L’ultima volta che ho visitato Norchia è stato vent’anni fa. Importante, per il suo recupero, posizionare segnalazioni turistiche anche lungo la trasversale”. 

Giovanni Arena, Viterbo. “Dalle nostre parti non abbiamo industrie, ma siti archeologici. Il nostro punto di forza”.

Daniele Camilli

 

 


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23 marzo, 2019

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