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Viterbo - Sanità - Interviene la Asl

“Pat a Montefiascone e a Ronciglione, nessun declassamento in corso”

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Viterbo - La Cittadella della salute

Viterbo – La Cittadella della salute

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – A seguito di note diffuse agli organi di stampa circa il servizio Pat, Punto di assistenza territoriale, attivo nei presidi di Montefiascone e di Ronciglione, interviene la Asl di Viterbo per ristabilire una corretta informazione con la cittadinanza.

I Pat sono l’evoluzione organizzativa e il potenziamento, non il declassamento, dei precedenti Punti di primo intervento.

Rientrano nelle azioni che la Asl di Viterbo sta intraprendendo per migliorare l’integrazione dei servizi territoriali di continuità assistenziale delle cure primarie, con l’obiettivo prioritario di evitare il ricorso improprio al Pronto soccorso.

Il servizio si rivolge esclusivamente a persone, dal punto di vista clinico assistenziale, con patologie non complesse (codici verdi e bianchi) e con sintomi minori, auto- sufficienti e con un adeguato supporto familiare.

In altri termini, il servizio si rivolge a situazioni cliniche di media e bassa complessità, come già accadeva in precedenza, ma con una capacità di presa in carico più chiara e definita nei percorsi e nelle modalità operative.

Attraverso i Pat, l’azienda intende perseguire una maggiore appropriatezza e un aumento numerico degli accessi rispetto a quelli registrati in precedenza nei Ppi di Ronciglione e di Montefiascone.

In più, rispetto ai Punti di primo intervento, i Punti di assistenza territoriale, una volta raggiunta la piena operatività, garantiranno all’utenza la possibilità da parte del medico in servizio di prenotare direttamente al Cup gli ulteriori accertamenti diagnostici che si renderanno necessari, senza inviare i pazienti, come accadeva in precedenza, presso i loro medici di medicina generale e facilitando, quindi, l’accesso alle prestazioni ambulatoriali e una riduzione dei tempi di attesa.

E, ancora, consentiranno di effettuare nella struttura gli esami radiologici che il medico in servizio nel Pat riterrà opportuni, grazie a due agende dedicate che la Asl di Viterbo ha assegnato ai presidi di Montefiascone di Ronciglione.

Per quanto riguarda l’organizzazione notturna del servizio, anche a seguito di un confronto proficuo e costruttivo con gli amministratori locali, è stato concordato di mantenere la modalità operativa precedente, per un periodo necessario a verificare la sicurezza e l’appropriatezza di eventuali modalità alternative.

Venendo ai Point of care, gli strumenti utilizzati per la rilevazione della curva enzimatica, la decisione di non renderli più operativi nel Pat di Ronciglione è stata presa nell’ambito della rivalutazione e riorganizzazione dei processi e dei percorsi di emergenza aziendali.

Una riorganizzazione che è stata effettuata con la partecipazione dei professionisti dell’area dell’emergenza, in accordo con la dirigenza delle cure primarie e con gli stessi medici di continuità assistenziale che operano presso il Pat.

Tali strumentazioni, infatti, obsolete e datate, non rispondevano pienamente agli attuali criteri di sicurezza, in particolare per quanto riguarda la presa in carico delle patologie tempo dipendenti, con uno specifico riferimento all’infarto e all’ictus, per le quali è previsto il trasferimento diretto presso l’hub provinciale, l’ospedale di Belcolle, per tutti i trattamenti più efficaci del caso.

Per questi pazienti una sosta in strutture intermedie comporterebbe un rischio per la loro salute, laddove, per le patologie come l’ictus e l’infarto, il tempo è un elemento determinante.

A tal riguardo, infine, è doveroso evidenziare, che le riorganizzazioni dei percorsi di emergenza, come di tutti gli altri percorsi sanitari, rispondono istituzionalmente a scelte che l’Azienda sanitaria locale può, e deve, intraprendere, a tutela della salute e della sicurezza dei cittadini. Interpretare e strumentalizzare politicamente soluzioni organizzative tecniche comporta il forte rischio di disinformare e di disorientare la popolazione.

L’Azienda, quindi, confermando la sua disponibilità, auspica un confronto più maturo e sereno su temi così delicati e sentiti dalla cittadinanza.

Asl Viterbo


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30 marzo, 2019

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