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Tribunale -Vejano - Assolto un uomo accusato di violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia - Una volta durante una lite avrebbe fatto cadere la compagna con la bimba di pochi giorni in braccio

Picchia la moglie davanti alle figlie, ma la vittima e anche la ex lo difendono…

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Viterbo - Tribunale - Carabinieri

Viterbo – Tribunale – Carabinieri

Viterbo – (sil.co.) – “Fino a marzo 2016, quando ci sono stati gli attentati terroristici, vivevamo a Bruxelles, in Belgio. Poi siamo venuti in Italia, a Vejano, un piccolo paese dove non c’era lavoro, con una bimba di tre anni e una appena nata. In più lui beveva. Per questo litigavamo sempre”, ha detto ieri difendendo il marito davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei la presunta vittima di un caso di violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia. 

Fatti avvenuti a Vejano tra agosto e dicembre del 2016 quando la donna finì in ospedale con una prognosi di venti giorni, sporse denuncia ai carabinieri, quindi si dileguò assieme al marito, trasferendosi in Toscana. Secondo l’accusa, era stata picchiata più volte, anche davanti alle figlie, la più piccola delle quali, in un’occasione, le era caduta dalle braccia, rimanendo anch’essa ferita. A soli venti giorni di vita.

Imputato un uomo d’origine marocchina, come la moglie, che indossava un paio di stivaletti, i jeans e un giaccone scuro, come tante coetanee, ma aveva il capo velato da un foulard bianco. Dopo avere già rimesso la querela, ieri ha ritrattato ogni accusa. E in soccorso è giunta anche la rivale, l’ex moglie italiana dell’imputato, che ha accusato la vittima di essere gelosa di lei, madre della figlioletta avuta dal marito durante la loro relazione, definendo “una famiglia d’oro” quella dei suoceri, residenti a Oriolo Romano, con i quali invece la vittima ha ribadito di non andare d’accordo.

La coppia nel frattempo si è trasferita in Toscana. “Da due anni va tutto bene, lui ora lavora presso il distributore di mio fratello a Prato, ho una bella famiglia, lo perdono”, ha detto, negando però perfino l’evidenza dei referti del pronto soccorso. “Soffro di allergia, mi ha dato solo uno schiaffo”, e via dicendo. Nessuna violenza sessuale: “Voleva fare l’amore, ma io gli ho detto no”, ha spiegato al tribunale. 

Il 9 dicembre 2016 l’episodio clou. “La donna ci chiamò dicendo di essere stata percossa dal marito, tornato a casa ubriaco, in seguito al suo rifiuto di fare sesso con lui. Fu portata a Belcolle e medicata con venti giorni di prognosi, quindi sporse denuncia e scattò il piano di protezione, per cui fu trasferita in una località nascosta, in una casa rifugio, con le figlie minori. Ma dopo cinque giorni lei si ripresentò in caserma per ritirare la querela, dopo di che si sono trasferiti in Toscana”, ha spiegato in aula il comandante dei carabinieri di Vejano, Paolo Esposito, il 15 gennaio, alla prima udienza del processo. 

Alla fine la stessa pm Chiara Capezzuto ha chiesto l’assoluzione, così come il difensore Stefania Sensini, non essendosi formata la prova durante il dibattimento e avendo la donna ritirato la querela. 

 – Picchiata dal marito ritira la querela, ma il processo va avanti lo stesso


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20 marzo, 2019

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