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Tribunale - Viterbo - La sentenza si era persa nel mare magnum dei procedimenti a suo carico

Prosciolto perché era già stato condannato per lo scooter rubato

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Marco Marcelli - Evaso due volte in due giorni dai domiciliari

Marco Marcelli – Evaso due volte in due giorni dai domiciliari

L'avvocato Luigi Mancini

L’avvocato Luigi Mancini

Viterbo – Un processo di troppo per il picconatore del bar Country che, finito per l’ennesima volta davanti al giudice, è stato prosciolto dall’accusa di ricettazione di uno scooter perché era stato già condannato l’8 maggio 2017. La condanna si era persa nel mare magnum dei procedimenti a suo carico. E’ il pregiudicato evaso più volte dai domiciliari per amore. Ora è in carcere.

Una condanna risalente a due anni fa, passata in giudicato, che si era persa nel mare magnum dei procedimenti a carico di Marco Marcelli, il pregiudicato 54enne condannato a tre anni nel settembre 2017 per l’aggressione a sprangate e bottigliate messa a segno il 12 settembre dell’anno prima al gestore dell’ex bar Country di fronte alla stazione di Porta Romana e a un suo operaio. 

Lo scorso dicembre, Marcelli è comparso davanti al giudice Giacomo Autizi per la ricettazione del motorino del titolare di un ristorante del Sacrario, davanti al quale era stato rubato pochi giorni prima, del quale è stato trovato in possesso nel maggio 2013.

“Per la ricettazione di quel motorino ho già scontato una condanna a quattro mesi”, ha detto al giudice lo stesso imputato, difeso dall’avvocato Luigi Mancini, che alla vigilia di Natale ha stoppato il processo per verificare se fosse vero. “Mi ricordo benissimo il processo e che è anche stato sentito un testimone”, aveva spiegato in aula Marcelli, convinto di avere già scontato la sua pena. 

E aveva ragione. Ieri, carte alla mano, il giudice ha rilevato il “ne bis in idem”, locuzione latina che tradotta alla lettera significa “non due volte per la medesima cosa”, per esprimere un principio del diritto in forza del quale un giudice non può esprimersi due volte sulla stessa azione, se si è già formata la cosa giudicata.

Chiuso in poche battute il processo, Marcelli, venuto in tribunale scortato dalla penitenziaria, è tornato in carcere dove sta scontando la sua pena, dopo un periodo di domiciliari a casa del padre a Roma, dai quali continuava a evadere per raggiungere in treno la sua fidanzata, rimasta a Viterbo, facendosi beccare cinque-sei volte non appena sceso alla stazione di Porta Romana. 

Silvana Cortignani


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5 marzo, 2019

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