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Valentano - Partecipazione al progetto “Curarsi con i libri” curato da Gianni Abbate del Teatro Null, per Il SI.BI.LA.BO festival

“Quella della lettura è una terapia antica quanto il mondo”

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Valentano - Il progetto “Curarsi con i libri”

Valentano – Il progetto “Curarsi con i libri”

Valentano - Il progetto “Curarsi con i libri”

Valentano – Il progetto “Curarsi con i libri”

Valentano – Riceviamo e pubblichiamo – Si è svolto con successo alla Biblioteca comunale di Valentano il progetto “Curarsi con i libri” curato da Gianni Abbate del Teatro Null, per Il SI.BI.LA.BO festival e finanziato dal Ministero dei Beni e attività culturali al Sistema Bibliotecario del Lago di Bolsena.

“Quella della lettura è una terapia antica quanto il mondo – dice il suo curatore –. Già Aristotele credeva che la letteratura potesse guarire le persone e gli antichi romani riconobbero l’esistenza di un rapporto tra medicina e lettura.

Nel 1937, lo psichiatra W.C. Menninger iniziò a parlare di libro-terapia utilizzando la tecnica nel trattamento della malattia mentale. Negli Stati Uniti e in Inghilterra, la biblioterapia è più diffusa e sono molti gli studi internazionali che ne attestano la validità nel trattamento di vari disturbi psichici dell’età adulta ma anche evolutiva.

La biblioterapia è intesa in vari modi: come terapia, come strumento per risolvere problemi, come confronto con altre esperienze. Io preferisco pensare ai libri come un’occasione di crescita personale. E’ più che evidente che chi legge acquisisce un maggior numero di parole per esprimersi, affina la capacità di mettersi nei panni degli altri, la sua sensibilità, la capacità di tradurre ciò che sente e potenzia soprattutto l’empatia.

Insomma, leggendo, alla fine ‘si vivono molte più vite’. Questi due giorni di cura alla Biblioteca comunale di Valentano ho visto il folto pubblico che mi ha seguito, crescere e in un certo senso comprendere e forse aggiungere nuova consapevolezza al proprio bagaglio personale.

Le pagine lette e commentate sull’amore, l’amicizia, la solitudine, le paure e il cambiamento, sono state accolte con molta attenzione. Ed è incredibile che tutte e due le volte, dopo le due ore consecutive di letture erano ancora lì, come se il tempo non fosse passato, quasi a chiedere che continuassi. Poi andando via, ognuno con le proprie meditazioni, mi hanno ringraziato per il dono di quelle parole che continueranno a lavorare dentro di loro. Gran bella esperienza, questo è solo l’inizio di una lunga serie!”.

Teatro null


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22 marzo, 2019

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