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Viterbo - Maltrattamenti in famiglia, lesioni e sequestro di persone - I bambini ai poliziotti: "Sì, papà picchia noi e mamma" - Non solo violenze fisiche ma anche umiliazioni e sopraffazioni - L'indagine partita dalla denuncia della donna

Riempiva di botte moglie e figli piccoli da più di dieci anni

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Polizia

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Maltrattamenti

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Viterbo – La casa era diventata il suo inferno. Un inferno dal quale è riuscita a uscire, insieme ai figli, solo dopo aver denunciato in questura quel convivente che per più di dieci anni l’avrebbe riempita di botte. Calci, pugni e schiaffi. Violenze fisiche, ma anche morali. Umiliazioni, sopraffazioni e soprusi a cui sarebbero stati costretti ad assistere pure quei due bimbi di 7 e 11 anni, anche loro vittime del padre.

L’uomo, 39enne viterbese già noto alle forze dell’ordine, è ora rinchiuso nel carcere di Mammagialla su disposizione del gip del tribunale di Viterbo. È accusato di maltrattamenti in famiglia, lesioni e sequestro di persone. L’indagine, condotta dai poliziotti della sezione della squadra mobile specializzata nel contrasto dei reati contro la persona, è partita dalla denuncia della donna che, dopo più di dieci anni di violenze fisiche e morali, ha chiesto aiuto in questura. Dal suo racconto è emerso quello che gli agenti definiscono “uno scenario familiare fatto di soprusi e violenza, sia nei confronti della donna che dei suoi figli, avuti con l’uomo: una bimba di 7 anni e un bambino di 11”.

Per la “gravità della situazione”, madre e figli sono stati portati in una struttura protetta e allontanati dal 39enne e da quella casa che era diventata un inferno. E i poliziotti, guidati dal vicequestore aggiunto Donato Marano, hanno subito avviato le indagini. Un lavoro incessante e serrato. Tra le prime cose ad essere state acquisite, i referti che i medici hanno rilasciato alla donna per quelle botte subite dal convivente. In alcuni le prognosi arrivavano fino a 30 giorni, ma al pronto soccorso la giovane avrebbe sempre giustificato quelle ferite e quelle lesioni come conseguenza di incidenti domestici.

Gli agenti, in audizione protetta e alla presenza di uno psicologo, hanno ascoltato anche i figli della coppia. I bambini avrebbero confermato il racconto della madre e quindi le violenze del 39enne, di cui non sarebbero stati solo spettatori ma pure vittime. L’uomo, sottolineano gli investigatori, “ha soggiogato il proprio nucleo familiare facendolo vivere per anni in una situazione di umiliazioni e sopraffazioni continue”. I piccoli sarebbero stati costretti a subire questa situazione addirittura dalla nascita.

La furia dell’uomo sarebbe sempre scaturita per le incessanti, a suo dire, richieste di soldi della compagna, accusata dal 39enne di sperperare troppo denaro. Diversi gli episodi ricostruiti dai poliziotti. Più volte l’uomo avrebbe legato mani e piedi della vittima con del nastro adesivo, l’avrebbe imbavagliata e rinchiusa per giorni nel cassettone del divano. In un’occasione le avrebbe addirittura infilzato le labbra con delle spille da balia per non farla parlare. Episodi odiosi, che il 39enne avrebbe spesso compiuto sotto gli effetti dell’alcool.

Solo dopo aver denunciato in questura quei maltrattamenti, quelle umiliazioni, quelle sopraffazioni e quei soprusi, gli inquirenti sono riusciti a mettere “la parola fine a una triste e insostenibile situazione di violenza quotidiana tra le mura domestiche”. Per la donna e per i suoi due figli piccoli.


Tusciaweb ha deciso di non rendere pubbliche le generalità e il luogo di residenza dell’uomo arrestato, a tutela della convivente e dei figli minorenni. Ulteriori particolari sull’uomo renderebbero, inevitabilmente, riconoscibili anche la donna e i bambini, già vittime di fatti assolutamente gravi.


– Lega la moglie col nastro adesivo e le infilza le labbra con delle spille davanti ai figli, arrestato


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27 marzo, 2019

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