--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Celleno - Domenica 24 marzo al Palazzo della Cultura è andato in scena lo spettacolo che ha visto impegnati sul palco il suo autore Gianni Abbate insieme a Ennio Cuccuini e Stefano Belardi

“Storie di terra ha fatto rivivere il mondo contadino di una volta”

Condividi la notizia:

“Storie di terra" a Celleno

“Storie di terra” a Celleno

“Storie di terra" a Celleno

“Storie di terra” a Celleno

Celleno – Riceviamo e pubblichiamo – Domenica 24 marzo al Palazzo della Cultura di Celleno è andato in scena lo spettacolo “Storie di terra”, che ha visto impegnati sul palco il suo autore Gianni Abbate insieme a Ennio Cuccuini e Stefano Belardi.

Lo spettacolo, giunto alla sua terza edizione, arricchito di nuovi racconti e nuove canzoni del musicista de La Tresca Stefano Belardi, è stato accolto calorosamente da un folto pubblico.

“Storie di terra ha fatto rivivere il mondo contadino di una volta – dice il suo autore – “Dove il ritmo naturale era ancora presente e i rapporti sociali erano improntati al massimo rispetto e alla solidarietà.

E’ stato un viaggio poetico, emozionante, ironico, che ha coinvolto gli spettatori, divertendo sì, ma facendoli anche pensare a come abbiamo ridotto in breve tempo la nostra madre terra. Cosa siamo noi oggi? Consumatori.

La terra parla, ci racconta della nostra infanzia, dei nostri padri, dei nostri nonni, le nostre origini, ma noi non la sentiamo più, perché siamo troppo presi dal consumare e così consumiamo, consumiamo e creiamo rifiuti per la terra. Rifiuti fino all’eccesso, fino all’ossessione.

Il superfluo, oramai, fa parte integrante della nostra vita, non ne possiamo fare a meno, ci dona un attimo di felicità per poi farci ripiombare nel desiderio di altro superfluo. Sarà ora di cambiare registro? Con questo spettacolo noi cerchiamo di risvegliare un sentimento sopito da tanto, un sentimento che ci è stato estirpato, perché non può appartenere al perfetto consumatore e cioè che il mio è poca cosa, ma il nostro è grande!” 

Teatro null


Condividi la notizia:
25 marzo, 2019

    • Altri articoli

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR