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Sport - Trekking - L'appuntamento con l'escursione è per sabato, sui sentieri della via Amerina

“Sulle orme dei nostri avi” con l’Amatori rugby

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Il ponte romano della Via Amerina

Il ponte romano della Via Amerina

Viterbo – A un anno dall’scursione al forte Sangallo, l’Amatori rugby Civita Castellana, il 30 marzo organizza il secondo evento “Rugby e cultura” con un’escursione formativa a Civita Castellana lungo la Via Amerina. “Sulle orme dei nostri avi” è il titolo della giornata e sono già più di cento le adesioni raccolte.

Sabato, sui sentieri della via Amerina accompagnati da Massimiliano Cicconi (ex giocatore rossoblu, guida Federtrek e tra i primi valorizzatori di questi luoghi), piccoli e grandi, mamme e papà, ma anche insegnanti che hanno scelto il rugby come sport, con tutto lo staff di allenatori delle giovanili effettueranno un’escursione in una tra le più importanti mete archeologiche della Tuscia.

Il perno di questa passeggiata è il complesso del Cavo degli Zucchi, la grande necropoli sulla Via Amerina dove si conserva ottimamente un lungo tratto dell’antico basolato romano con più di 200 tombe di varie epoche. In seguito i partecipanti scenderanno nella lussureggiante forra scavata dal Rio Maggiore, per poi riemergere tra verdissimi prati, dove si apre la spettacolare tagliata Fantibassi, con pareti alte 15 metri.

Così afferma Antonio Angeletti, presidente della società: “Una squadra di rugby ricorda un po’ una famiglia. La vicinanza umana che si rintraccia nel mondo rugbistico si estende fuori dal campo e coinvolge tutti, parenti, amici e tifosi. Questi eventi hanno il fine di far trascorrere una bella giornata tutti insieme e magari avvicinare i giovanissimi alle proprie radici“.

Luca Fantera, responsabile del rugby di base e delle giovanili, nonché promotore della giornata, aggiunge: “Contentissimo delle adesioni raccolte, è evidente l’interesse per questo tipo di iniziative, pertanto ritengo importante promuovere altri momenti di socializzazione oltre quello sportivo. Il nostro è un territorio splendido, ricco di storia e di bellezze naturali, farlo conoscere e condividerlo mi sembra un ottimo antidoto al divano o al telefonino. Il rugby è più di uno sport, è una piccola comunità dove si socializza e si solidarizza in modo spontaneo, la nostra aspirazione è formare gli uomini del futuro e siamo orgogliosi che iniziative come queste possano affiancare il lavoro sul campo”.

Insomma, in sintesi il rugby è un “modus vivendi” e un punto di riferimento non solo per i giocatori, ma anche per le famiglie e gli amici dei giocatori.


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29 marzo, 2019

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