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Il sole bacia la fiera dell’Annunziata

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Viterbo – Giorno dell’Annunziata, 25 marzo. La fiera, quella che una volta si faceva in tutta la Tuscia, per secoli, e che oggi sta solo nella città dei papi.


Fotogallery: La fiera dell’Annunziata a Viterbo [5]


Blanda la presenza di persone ‘sta mattina. Nonostante il sole e la splendida giornata. Ma è anche lunedì, e dappertutto si lavora. Il grosso è previsto per il pomeriggio. Ma alle prime ore della fiera a Viterbo c’è un’altra umanità al risveglio che si snoda da Porta romana a piazza della Rocca passando per via Marconi, Sacrario e San Faustino. Con donne e uomini di diverse nazionalità e colori che escono dai quartieri a ridosso e attorno alle mura per fare gli acquisti migliori. Quando ancora la concorrenza per strada è poca e magari si può trovare quello che si cercava a poco prezzo.


Viterbo - La fiera dell'Annunziata [6]

Viterbo – La fiera dell’Annunziata


Le bancarelle non sono tante. Al parcheggio che si affaccia su Valle Faul, dove c’è il mercato del sabato, i posti lasciati vuoti dagli ambulanti sono diversi. Soprattutto lungo il versante che guarda verso via Ascenzi e pizza del comune, dove c’è il banco numero uno di Pasqualina, la nonna di Alberto Mezzetti, il Tarzan del Grande fratello di ritorno dal Brasile.


Viterbo - Pasqualina [7]

Viterbo – Il banco di Pasqualina a piazza del comune


Si vende di tutto. A prezzi calmierati rispetto a quelli di tutti i giorni. Toccasana in tempi di crisi permanente. Cinte, porchetta, vestiti, verdura, tappeti, pane e cianfrusaglie. Lungo le vie anche solitari venditori di cucitrici. Migranti, soprattutto. Messi lì a vendere, senza alcuna attrattiva. Ci sono poi gli strilloni del “senza impegno”. Quelli che dietro al banco mostrano come funziona un aggeggio alle signore piazzate davanti. Per le spremute, i cocktail e per lavare i vetri. “Senza impegno” all’acquisto. Solo con l’obiettivo di ammaliare la clientela di passaggio.


Viterbo - La fiera dell'Annunziata [8]

Viterbo – La fiera dell’Annunziata


Non c’è un settore specifico. Sta tutto insieme. Alimentari, abbigliamento. Animali, con le gabbie dei canarini con “soggetti selezionati pronti per covare” scritto in stampatello sulle gabbie. Quelle che attirano i bambini con tanto di “mamma che me lo compri un pappagalletto?”.

In giro anche le suore, vestite di nero e altre di bianco, un pulcinella immobile lungo via Marconi a chiedere qualche spiccio e i tendoni che si stagliano per via Cavour regalando un po’ d’ombra ai passanti. Con i vigili urbani in forze a fare su e giù per le vie a controllare che tutto vada per il verso giusto. Una presenza cordiale, pronta anche a dare informazioni su palazzi e cose da vedere in città.


Viterbo - La fiera dell'Annunziata [9]

Viterbo – La fiera dell’Annunziata


C’è pure un camioncino vicino a Sallupara da dove sbuca fuori una famiglia intera, genitori e figli, indaffarata a montare il banco e sugli sportelli del furgone rosso la scritta Forza, a destra, Napoli, a sinistra, in celeste, come i colori sociali della squadra che un tempo fu di Careca, Giordano e Maradona.

Una fiera senza impegno, chiusa tra le mura, con le porte monumentali a fare da sfondo e la voglia di ritrovarsi tutti quanti insieme in un sol punto almeno per un giorno.

Daniele Camilli


Articoli: E’ il giorno dell’Annunziata col banco numero 1 di Pasqualina [10]


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