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Viterbo - Cultura - Matthias Martelli col suo carretto di legno e i suoi personaggi grotteschi al teatro Caffeina, domenica 17 marzo alle 18, col "Mercante di monologhi"

“Uno spettacolo che fa muovere i cervelli con la risata”

di Paola Pierdomenico

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Matthias Martelli

Matthias Martelli

Viterbo – “Uno spettacolo che fa muovere i cervelli con la risata”. Matthias Martelli è un giullare contemporaneo che, in giro col suo carretto di legno, vende monologhi. Si prepara così a farlo anche al teatro Caffeina domenica 17 marzo, alle 18, quando porterà in scena lo spettacolo di prosa contemporanea “Il mercante di monologhi”.

Diplomato alla Performing Arts University di Torino e formatosi con maestri del calibro di Dario Fo ed Eugenio Allegri, Martelli racconta come riesce a mettere in vendita una merce surreale, coinvolgendo gli spettatori in un teatro vivo e vitale.

“Lo spettacolo – dice Martelli – ha come scenografia un carretto di legno, che rappresenta la tradizione dei giullari, in cui sono appesi dei vestiti e ogni vestito è un personaggio che fa un monologo che viene venduto agli spettatori in cambio di applausi che sono la moneta.

Ogni personaggio porta un tema differente, ci sono, per esempio, un politico, un professore di antropologia totalmente squilibrato che fa uno sfrondone dietro l’altro e un prete, don I-Phone, predicatore delle nuove tecnologie e ancora un poeta e un pezzo sulla lentezza e sulla necessità di tornare a vivere con un ritmo più umano”.

Sullo sfondo, le note del maestro Castellan che suona la fisarmonica e il pianoforte. “Accompagna musicalmente lo spettacolo, ma poi si trasforma anche in qualche personaggio di supporto”.

Lo scopo dello spettacolo è “far emergere delle domande, attraverso la risata, la satira e la comicità, su temi di attualità individuati da me come importanti e fondamentali. Muovere i cervelli con la risata e, ovviamente, anche divertire”.

Martelli racconta come gli è venuta in mente questa formula: “All’inizio – dice – ho pensato a uno spettacolo che potesse andare bene sia per il teatro che per le piazze e quindi mi sono venuti in mente i monologhi da fare col simbolo dei giullari che è il carretto su cui io salgo e porto in giro questi temi. Il pubblico è totalmente dentro lo spettacolo, da subito, viene chiamato a partecipare e non sta a a guardare passivo”.

L’attore non svela di più per lasciare la sorpresa. “L’idea è quella di un teatro fisico e insieme vocale. Non fatto solo di parole, ma in cui il gesto e la mimica accompagnino tutti i personaggi, richiamandosi alla tradizione di un teatro completo in cui l’attore è coinvolto con tutto il corpo e non solo con la voce”.

Paola Pierdomenico


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16 marzo, 2019

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