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Per una cultura del rispetto contro ogni forma di violenza - Antonio Tabacchi, padre di Silvia "vittima di una follia insensata che le ha sottratto la vita", presenta la nuova rubrica di Tusciaweb

Va superata la concezione maschilista dell’amore come diritto di proprietà sulla donna…

di Antonio Tabacchi

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Viterbo - Antonio Tabacchi al concorso "A Silvia", intitolato alla memoria della figlia

Viterbo – Antonio Tabacchi al concorso “A Silvia”, intitolato alla memoria della figlia

Viterbo – La professoressa Maria Elena Piferi ci ha proposto di aprire su Tusciaweb uno spazio contro la violenza sulle donne. Abbiamo accolto, ovviamente, la proposta immediatamente. Consapevoli che questa è una delle questioni più importanti, più significative del vivere sociale. Qui e ora.

Crediamo che la questione della violenza sulle donne sia una di quelle cartine al tornasole rivelatrici del livello di civiltà che si sta attraversando. Rivelatrice dell’esistenza o meno di uno stato di diritto reale. Di una cultura della nonviolenza. Che, come ci ha spiegato Immanuel Kant, non si può non basare sul fatto che ogni persona non può che essere considerata come “fine e mai come mezzo”. Un imperativo categorico della civiltà. Un imperativo categorico di ogni cittadino. Di ogni cittadina. Un imperativo categorico di ogni stato che voglia essere uno stato di diritto.

Apre questo spazio contro la violenza sulle donne e per una cultura del rispetto, che speriamo sia utile per tutti, Antonio Tabacchi padre di Silvia “vittima di una follia insensata che le ha sottratto il futuro”. Una persona che nell’immaginabile dramma ha saputo massimizzare la propria umanità. E che ringraziamo. Profondamente. Fraternamente. Lo ringraziamo anche per l’impostazione ampia che ha voluto dare alla rubrica. Una impostazione ampia che ci ha fatto pensare subito alla nonviolenza di Gandhi, di Aldo Capitini. E proprio da questa introduzione di Tabacchi abbiamo ripreso il titolo della rubrica: “Per una cultura del rispetto contro ogni forma di violenza“. Un titolo ampio, proprio come l’impostazione voluta da Tabacchi.

Un grazie infine alla professoressa Maria Elena Piferi che da anni anima il progetto “Un pesce in una biglia” e alle persone che hanno già dato la disponibilità ad arricchire la rubrica: Paola Conti, magistrato; Claudia Corinna Benedetti, presidente dell’Osservatorio Nazionale Permanente sulla Sicurezza (Onps); Maria Grazia Fontana, sociologa; Imma Anzevino, docente dell’Iiss Francesco Orioli di Viterbo; Silvia Somigli, segretario generale Uil Scuola Viterbo. Oltre ovviamente a Antonio Tabacchi. Il loro è un compito delicato e complesso.

Carlo Galeotti


Il progetto “Un pesce in una biglia” curato dall’associazione Culturale Donna Olimpia onlus ha lo scopo di coinvolgere i giovani, le famiglie e le istituzioni nella diffusione di una cultura fondata sul rispetto, arma indispensabile per contrastare la violenza sulle donne, emergenza inaccettabile per la coscienza civile.

Una delle iniziative più importanti del progetto è il concorso letterario rivolto ai ragazzi delle scuole della provincia, quest’anno alla terza edizione e da due anni intitolato a Silvia, mia figlia, vittima di una follia insensata che le ha sottratto il futuro, la vita, e che dal 17 marzo 2017 continua a lacerare il cuore a me, alla madre, al fratello, ai parenti e agli amici. Non ha potuto sottrarre a Silvia l’amore, quello continua a crescere in noi, in compagnia del dolore.

Da oggi, Tusciaweb apre sul quotidiano uno spazio dedicato al progetto “Un pesce in una biglia”. L’intento è continuare, in uno spazio pubblico più ampio, il discorso avviato con i giovani, i professori, le scuole, allargandolo il più possibile, perché riguarda tutti.

Chi porta avanti questo progetto sa che molto c’è da fare e che occorre un “sistema di azioni”, non solo meritevoli iniziative, sa che il problema va affrontato su molti livelli: dalla sfera normativa alla individuazione delle situazioni di pericolo e alla sorveglianza, dall’informazione all’assistenza; dalla comunicazione alla formazione, dalla prevenzione alla sanzione, e che nessun livello può essere tralasciato. Quindi occorre coordinamento e collaborazione tra famiglie, volontari, associazioni, istituzioni e organi, privati e pubblici, che pensano che bisogna fare qualcosa di efficace o già lavorano quotidianamente per farlo.

Il focus di “Un pesce in una biglia”, la sua missione, resta la diffusione della cultura del rispetto, imprescindibile perché ogni forma di violenza ha come retroterra la mancanza di rispetto della dignità umana, e ancor di più lo ha la violenza contro la donna, che è spesso alimentata anche da una concezione maschilistica dell’amore come diritto di proprietà sulla donna stessa.

Cultura del rispetto significa tante cose, ma significa soprattutto valori incentrati sulla dignità di ogni persona, profondi e vitali nella misura in cui radicati nella coscienza, ma anche nella misura in cui sostenuti e irrobustiti dal sistema sociale in cui viviamo, che comprende inevitabilmente anche il sistema simbolico (media, educazione, costumi, trend) e il sistema economico (quindi lavoro, livelli occupazionali per genere, responsabilità sociale delle imprese nel territorio), nei quali siamo immersi e che finiscono per condizionarci.

Questo sarà il focus degli articoli che con cadenza almeno mensile vuole ospitare quest’apposito spazio, grazie a Tusciaweb.

Invitiamo a collaborare tutti coloro che vorranno scrivere qualcosa di utile, che aiuti le persone a riflettere, a discutere, quindi studenti, professori, genitori, privati cittadini, psicologici, pensatori, imprenditori, giornalisti, professionisti, operatori delle istituzioni, a cui chiediamo però un impegno, e cioè appunto il rispetto, delle opinioni altrui anche se diverse dalle proprie, nel comune obiettivo di creare dialogo, vera connessione e vero sviluppo umano.

Ci aspettiamo contributi sui temi sopra evidenziati: dall’informazione sulle normative a tutela della donna e sull’evoluzione legislativa in materia, all’informazione sull’attività degli organi pubblici e delle associazioni private che contrastano il fenomeno della violenza sulle donne e forniscono assistenza, dai consigli di psicologici ed educatori, agli impegni e iniziative delle imprese economiche nel territorio per colmare i gap di genere e nell’esercizio della responsabilità sociale di impresa in generale. Ci aspettiamo contributi in materia di rispetto nei rapporti umani più in generale (a contrasto di ogni forma di discriminazione o di bullismo), in materia di diversità e anche in materia di ambiente, perché sarebbe anomala una cultura del rispetto che ignorasse il rispetto della natura e della Terra, di cui facciamo parte. E infine libri, letteratura, cinema, arte, nella misura in cui siano capaci di segnare i nostri pensieri, le nostre chiavi di lettura del mondo.

I contributi dovranno essere inviati al seguente indirizzo mail culturadelrispetto@tusciaweb.it, indicando i recapiti necessari per contattare l’autore da parte della redazione, che valuterà la pertinenza dei contributi stessi agli obiettivi del progetto e si riserva la facoltà di pubblicarli o meno, nonché di proporre all’autore eventuali modifiche formali per adeguarli agli standard del quotidiano.

Convinto che questa iniziativa avrà successo e ci aiuterà a migliorare, concludo con un caloroso invito a partecipare, rivolto verso chiunque, disponendo di esperienza o solo di idee, sia, si senta o voglia provare a essere, in qualche modo, in qualche misura, responsabile del mondo che ci circonda. Beninteso, ogni attività umana è un esercizio di responsabilità anche nel piccolo, da parte di ciascuno. Questo progetto vuole essere un’opportunità in più per crescere come collettività tramite uno spazio collaborativo, che connetta attori diversi, plurali, e possa produrre perciò fertilizzazione trasversale.

Antonio Tabacchi


Hanno dato al disponibilità a collaborare con la rubrica

– Paola Conti, magistrato

– Antonio Tabacchi, papà di Silvia

– Claudia Corinna Benedetti, presidente dell’Osservatorio Nazionale
Permanente sulla Sicurezza (Onps) e ambasciatrice di Pace Universal
Peace Federation

– Maria Grazia Fontana, sociologa e scrittrice

– Imma Anzevino e Maria Elena Piferi, docenti dell’Iiss Francesco
Orioli di Viterbo

 – Silvia Somigli, segretario generale Uil Scuola Viterbo


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4 marzo, 2019

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