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Viterbo - Durissima presa di posizione del commissario Ater Ivan Grazini nei confronti dell'amministrazione dopo l'inchiesta di Tusciaweb - Se gli uffici non si muovono subito, dal 31 maggio partiranno le procedure di sfratto e le azioni risarcitorie

“Via dei Pellegrini, il comune non ha fatto i lavori e non ha regolarizzato gli assegnatari”

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Viterbo - Il presidente dell'Ater Ivan Grazini

Viterbo – Il presidente dell’Ater Ivan Grazini

Viterbo - Le condizioni in cui vive Cesare Romano

Viterbo – Le condizioni in cui vive Cesare Romano

Viterbo - Sonia Gardini e Massimo La Rosa

Viterbo – Sonia Gardini e Massimo La Rosa

Viterbo - La casa di Sonia Gardini e Massimo La Rosa

Viterbo – La casa di Sonia Gardini e Massimo La Rosa in via Ridolfi 24

Viterbo - Gli alloggi popolari comunali in via dei Pellegrini

Viterbo – Gli alloggi popolari comunali in via dei Pellegrini

Viterbo - Gli alloggi popolari comunali in via dei Pellegrini

Viterbo – Gli alloggi popolari comunali in via dei Pellegrini

Viterbo - Gli alloggi popolari comunali in via dei Pellegrini

Viterbo – Gli alloggi popolari comunali in via dei Pellegrini

Viterbo - Muffe o condense in via dei Pellegrini

Viterbo – Muffe o condense in via dei Pellegrini

Viterbo - Gli alloggi popolari comunali in via dei Pellegrini

Viterbo – Gli alloggi popolari comunali in via dei Pellegrini

Viterbo - Gli alloggi popolari comunali in via dei Pellegrini

Viterbo – Gli alloggi popolari comunali in via dei Pellegrini

Viterbo - Il "serpentone" di Bagnaia

Viterbo – Il “serpentone” di Bagnaia

Le case popolari a Bagnaia - Serpentone

Le case popolari a Bagnaia – Serpentone

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Quale commissario straordinario dell’Ater della Provincia di Viterbo sento il dovere di precisare la posizione assunta dall’Azienda nei confronti del fenomeno in oggetto. Premetto che è stata la situazione della occupazione dell’alloggio in via Ridolfi nel complesso definito “Il Serpentone” da parte della signora Sonia Gardini e del suo compagno signor Massimo La Rosa, che ha indotto questo commissario a porre la questione: “è lecito legittimare l’illegalità anche se le azioni illegali compiute possono essere supportate da condizioni familiari disagiate?”.

Il punto è questo. La presenza della signora Gardini e del suo nucleo familiare nell’alloggio che l’Ater aveva messo a disposizione del signor Cesare Romano, merita una spiegazione. Su richiesta all’Ater da parte del signor Romano di consentire la permanenza provvisoria nell’alloggio di via Ridolfi della signora Sonia Gardini e della sua famiglia, al fine di ricevere da questa assistenza, versando il Romano in non buone condizioni di salute, l’Ater ha consentito che la signora Gardini trovasse con il suo nucleo familiare ospitalità temporanea nell’appartamento del signor Cesare.

La delibera del D.G. del 24.10.2017 ha sancito e concesso questo e non già l’inserimento della signora Gardini e dei suoi famigliari all’interno del nucleo familiare del signor Cesare Romano. Tant’è che il Comune di Viterbo non ha concesso alla signora Gardini ed alla sua famiglia la residenza in via Cardinal Ridolfi 24, bensì in via della Fantasia. Questo appartamento fa parte di una serie di 5 alloggi che l’Ater ha messo a disposizione dell’Ufficio Patrimonio del Comune di Viterbo, a partire dal dicembre 2016, gennaio 2017, al fine di trasferirvi “provvisoriamente” i loro assegnatari fruitori degli alloggi comunali siti a Viterbo in via dei Pellegrini.

Motivo del trasferimento: le scarse condizioni igienico-sanitarie degli alloggi così sancite da un verbale della Asl del 12.12.2014, verbale peraltro confutato dalla relazione tecnica redatta oltre due anni dopo, il 20.02.17, dall’architetto Annunziata Lanzillotta capo del Servizio tecnico del Comune stesso. In questo verbale l’architetto conclude dicendo che “non si ravvisano profili di emergenza abitativa per cui necessita la programmazione da parte dell’Ente (Comune), di interventi di recupero” e in un passo precedente pone in risalto che le carenze evidenziate dal verbale Asl sono dovute alla cattiva gestione degli alloggi da parte degli assegnatari dicendo testualmente: “disagi e/o inconvenienti massimamente afferenti interventi di manutenzione ordinaria, che giova rammentare, competono all’inquilino le opere di manutenzione ordinaria così come il corretto utilizzo dell’immobile locato e che, in carenza il locatore aveva l’obbligo di adottare tutte le iniziative reputate utili al corretto mantenimento di beni pubblici e a prevenire depauperamenti di cui potrebbe doversi rispondere in termini di responsabilità anche erariale”.

Appena insediato il sottoscritto ha convocato, il giorno 11.04.2018 i dirigenti e i funzionari del settore Patrimonio e dei Servizi Sociali del Comune di Viterbo per arrivare a una regolamentazione delle posizioni degli inquilini di via dei Pellegrini che da circa 16 mesi erano stati trasferiti in via Cardinal Ridolfi 24.

A seguito dell’incontro lo stesso commissario, accompagnato dal responsabile del Settore Patrimonio, ha eseguito un sopralluogo presso lo stabile di via dei Pellegrini, riscontrando da tecnico più che da commissario, la presenza, e neanche molto diffusa di macchie di umidità di condensa sulle pareti di facciata concentrate in vicinanza degli infissi o della gronda del tetto; in sostanza nei cosidetti “ponti termici”. In più era evidente una guarnizione difettosa di un lucernaio che lasciava passare acqua meteorica mentre, in un altro appartamento, mancavano i sanitari perchè divelti dalla loro sede. Il tutto è stato verbalizzato dal funzionario della polizia locale il 19.04.2018. In sostanza si avvalorava la relazione tecnica dell’architetto Lanzillotta e si constatava l’insussistenza dei gravi motivi che avevano giustificato il trasferimento da via dei Pellegrini a via Cardinal Ridolfi degli assegnatari, che peraltro fino a quel momento (ed è così ancora oggi), non pagano alcun canone di affitto né al Comune né all’Ater.

Il Commissario ha già allora richiesto al Settore Patrimonio di sanare al più presto la situazione, anche pregressa, dal punto di vista economico e fiscale, e di provvedere a eseguire i lavori di ripristino degli alloggi per far tornare in via dei Pellegrini i 5 loro assegnatari. A fine 2018 non solo i lavori non erano stati fatti dal Comune, ma neanche regolarizzate le posizioni degli assegnatari. Anzi il dirigente veniva con lettera del 28.12.2018 a richiedere una proroga perché “le pareti devono essere tinteggiate con un prodotto speciale per risolvere il problema della condensa e per la sostituzione di una caldaia” e perché nel bilancio 2018 non erano stati previsti i fondi per i lavori. Il commissario, sempre nelle vesti di tecnico di esperienza trentennale nel settore delle costruzioni, ha ritenuto e ritiene non sufficienti le motivazioni addotte dall’Ufficio e pertanto non ha concesso proroghe ma ha intimato al Settore Patrimonio di regolarizzare la posizione amministrativa e fiscale degli assegnatari di via dei Pellegrini dal 2016-2017 e ad eseguire i lavori di sistemazione degli alloggi entro il 31 Maggio dell’anno in corso.

Scaduto tale termine l’Ater avvierà le procedure di legge nei confronti degli inquilini di via dei Pellegrini che si troveranno ad occupare gli alloggi in via Cardinal Ridolfi 24 e li dichiarerà a tutti gli effetti “Occupanti senza titolo” con tutte le conseguenze del caso a loro carico. In più si avvieranno azioni risarcitorie nei confronti del Settore patrimonio del Comune stesso che si ritiene responsabile della vicenda.

La situazione della signora Gardini si è sovrapposta a questa annosa situazione che ad oggi è irrisolta col Comune. La signora Gardini, per questa Azienda è una occupante senza titolo ed ha ricevuto in data 20.02.2019 una “Diffida” a lasciare l’alloggio entro 30 giorni pena l’avvio delle procedure previste dall’art. 53 L.R. n. 27/2006 e dall’art. 633 del codice penale.

La legge n. 80 del 23.05.2014 all’art 5 (lotta all’occupazione abusiva di immobili) recita: “Chiunque occupa un immobile senza titolo non può richiedere la residenza, né l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge…I soggetti che occupano abusivamente gli alloggi di edilizia residenziale pubblica non possono partecipare alle procedure di assegnazione di alloggi della medesima natura per i cinque anni successivi alla data di accertamento dell’occupazione abusiva”.

Chi occupa abusivamente una casa, più che fare un danno all’ Azienda, lo sta facendo a quei nuclei famigliari in attesa di alloggio che stanno pazientemente e diligentemente in graduatoria comunale e che versano in situazioni anche peggiori di quelle della Sig.ra Gardini.

Ad oggi l’Ater conta circa 150 alloggi occupati abusivamente! La legalità viene prima di tutto. Questa Azienda non disconosce la condizione di necessità della signora, ma applica le leggi. Chiunque creda di poter bussare alla porta di questo ente partendo da principi che non mettano la legalità sopra ogni altra considerazione, troverà la porta chiusa. Tolleranza zero.

Tutto questo non solo per il rispetto assoluto della legalità ma anche per sancire un principio che non è a tutti noto e cioè : “che l’Ater è una Azienda pubblica o meglio un ente pubblico economico dal 03.09.2002 come definito dalla L.R. n. 30 e che deve sopravvivere con le proprie capacità economico-finanziarie”. Vale a dire che, pur mantenendo fede alla sua missione, che è quella di tutelare le fasce più deboli e meno abbienti, tramite le leggi dell’ e.r.p.s. (edilizia residenziale pubblica sovvenzionata), lo fa e lo deve fare cercando di continuare a sopravvivere soltanto attraverso il prodotto del proprio lavoro. E cosa è il prodotto del proprio lavoro? Sono i canoni di affitto. Ma sapete qual è il canone di affitto di un alloggio in e.r.p.? Si va da un canone minimo mensile di € 7,75 e che riguarda 1.180 nuclei familiari, ad un canone mensile medio, valutato su tutto il patrimonio immobiliare di circa 4.000 abitazioni, pari a € 67,78. Si precisa che la media nazionale dei canoni minimi e.r.p. è di € 38,00/mese. Si va dai € 60,00 di Milano ai 50,00 di Bologna, € 45 di Terni e Perugia, € 40 di Firenze a € 23,00 delle Marche. Il Lazio è fermo ad € 7,75/mese dal 1984 quando ancora esisteva lo IACP il cui bilancio veniva ripianato dalla Regione. Oggi non è più cosi! L’Azienda, per sopravvivere deve vendere il proprio patrimonio immobiliare con tutte le difficoltà che la cosa comporta. Comprereste voi un alloggio che si paga anche € 7,75/mese e in cui vi fanno pure la manutenzione?.

E comunque vendere alloggi quando si dovrebbe farne è contro natura e in termini economico-finanziari questa cosa in genere è costretta a farla una Azienda che sta fallendo. Infatti a partire dal 2002 i bilanci delle Ater non sono più ripianati dalla Regione in quanto ente pubblico economico non dipendente da questa. Se il principio della autonomia, sancito dalla L.R. n. 30 non diventa presto realtà anche a livello di possibilità di azione economica, l’edilizia sociale è destinata a scomparire e nel giro di pochissimo tempo. Se muoiono le Ater anche l’edilizia sociale morirà con loro. I Comuni non sono in grado di gestire un patrimonio come quello che gestiscono le Ater. Basta vedere l’esempio di via dei Pellegrini che non è l’unico ma solo l’ultimo in provincia di Viterbo.

E questo sia perché i Comuni non conoscono in modo così approfondito le leggi che regolano l’ERP come invece conoscono le Ater, sia perché i settori Patrimonio dei Comuni non sono strutturati nella loro organizzazione, perché questa comporta un impegno esclusivo e dedicato, personale di ufficio tecnico e amministrativo profondamente preparato nella materia (personale che si forma in anni) associato ad un parco imprese immenso e con interazione e coinvolgimento continuo degli già oberati uffici Tecnici Comunali.

Per capire di cosa vive l’Ater di Viterbo vengo ad esporre poche cifre che possono far comprendere la situazione economica attuale dell’Ente. L’Ater di Viterbo spende ogni anno circa € 550.000 in manutenzione, e compie una media di oltre 120 interventi. Ha costi di personale, che attualmente è sotto organico di ben 8 unità, che si aggirano, con i contributi a circa € 2.250.000, paga circa € 250.000 – 300.000 di tasse e imposte (Imu — Tasi ecc.), ha costi di gestione e di struttura dell’ordine dei 250.000 euro all’anno. Per contro dovrebbe incassare annualmente, dai 4000 alloggi circa 3.320.000 euro e dai 435 locali commerciali € 470.000. Ma la media della morosità, dovuta prevalentemente agli occupanti senza titolo, si aggira intorno ai 950.000 euro. Tralascio qui i costi che l’Azienda deve sopportare per cercare di recuperare tali somme, cosa che accade raramente, e che se succede, accade dopo anni.

Pertanto l’Ater può contare effettivamente su circa € 2.800.000 all’anno. Si comprende che per le spese correnti sopra indicate questa situazione non solo non consentirà più all’Ater di proseguire nella sua missione di realizzare alloggi sociali, ma la porterà ben presto al collasso. Cosciente di questa situazione questo Commissario sta cercando di stimolare la veste “Imprenditoriale” dell’Azienda, attraverso la fornitura di servizi ad altri Enti Pubblici come il supporto tecnico- amministrativo per quanto attiene alla progettazione di interventi edificatori ad uso pubblico, istituendo all’interno dell’Azienda un servizio di amministrazione dei condomini rivolto alla gestione non soltanto dei propri stabili ma offrendo il servizio anche a condomini privati e aprendosi al mondo del credito (istituti bancari) per cercare di tornare a fare alloggi senza gravare le grame risorse dell’Azienda, alloggi di edilizia convenzionata e agevolata, soprattutto indirizzati all’housing sociale ovvero realizzati con operazioni finanziare che consentano a nuclei familiari aventi capacità reddituali medio-basse di poter acquistare nel giro di un cinque-dieci anni l’abitazione nel frattempo a loro assegnata a fronte di un canone che in parte verrà recuperato nel prezzo di vendita al momento dell’acquisto.

Ma si tratta pur sempre di iniziative minori che non possono risolvere i problemi economici dell’Azienda, iniziative e che si sommano all’attività corrente di servizio agli assegnatari svolta dall’Ente. E tutto questo viene portato avanti dal personale in una situazione di sotto-organico, potendo l’Azienda contare sul lavoro encomiabile e di livello professionale anche alto dei dipendenti che si impegnano quotidianamente senza risparmio e a cui va tutto il rispetto e il ringraziamento di questo Commissario. Per tutto quanto sopra enunciato credo che sia arrivato il momento di conferire alle Ater il ruolo di Azienda nel vero senso della parola, certamente sempre sotto la vigilanza della Regione e nel rispetto, e soprattutto per la salvaguardia, della missione che l’Azienda ha: garantire alloggi ai ceti più deboli e disagiati, con equità sociale, ed esigendo il rispetto delle leggi da parte di tutti. E l’Ater di Viterbo lo vuol fare a pareggio di bilancio, ovvero senza avere alcun utile, ma neanche passività.

E chiunque cerchi oggi ottusamente di contrastare questa evoluzione il primo danno non lo fa alle Ater, lo fa agli assegnatari e in generale ai ceti più disagiati perché destinerebbe l’edilizia residenziale pubblica a fine certa in breve tempo.

Il Commissario Straordinario

Ing. Ivan Grazini


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4 marzo, 2019

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