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Giallo di Ronciglione - Mirella Iezzi, la nonna di Andrea Landolfi, racconta alla Vita in diretta la caduta dalle scale della 25enne

“Ho visto Sestina battere la testa, ma non si era fatta nulla…”

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Andrea Landolfi con la nonna Mirella Iezzi

Andrea Landolfi con la nonna Mirella Iezzi

Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Giallo di Ronciglione - Mirella Iezzi, la nonna di Andrea Landolfi, alla Vita in diretta

Giallo di Ronciglione – Mirella Iezzi, la nonna di Andrea Landolfi, alla Vita in diretta

Ronciglione – “Ho pensato che Andrea e Maria Sestina si stessero baciando sopra le scale, ma all’improvviso li ho visti scivolare giù”. Mirella Iezzi, la nonna di Andrea Landolfi Cudia, il 30enne indagato per omicidio dopo la morte della fidanzata, la 25enne Maria Sestina Arcuri, parla alla Vita in diretta.

Nonna Mirella, 80enne e moglie del pugile Mario Landolfi, da cui Andrea ha ereditato la passione per la boxe, è la proprietaria dell’appartamento al civico 7 di via Papirio Serangeli, a Ronciglione, da cui Maria Sestina sarebbe precipitata dalle scale. Sedici gradini in peperino, stretti e ripidi, che dal salone portano alla zona notte. Sono stati studiati anche dal perito Martino Farneti, incaricato dalla procura di Viterbo, che dovrà poi simulare al computer la caduta della 25enne. E non è escluso che in seguito debba fare anche delle prove dinamiche con un manichino.

Nonna Mirella, che della caduta di Maria Sestina sarebbe stata testimone oculare, durante l’anno farebbe la spola tra Ronciglione, dove risulta residente, e Roma, dove invece vive. Nei primi giorni di febbraio si trovava nel comune viterbese ed è stata raggiunta per il fine settimana da Andrea, Maria Sestina e dal figlio piccolo di lui. Alla Vita in diretta l’80enne ha raccontato: “Quella notte Andrea e Maria Sestina stavano sopra le scale. Li sentivo parlare come sempre e pensavo si stessero baciando. Non ho avvertito né liti né niente. Il bambino dormiva tranquillamente. All’improvviso, li ho visti scivolare giù. Ho aiutato mio nipote, che lamentava dolore alla schiena, a rialzarsi. Anche Sestina era a terra. L’abbiamo ritirata su, ma non aveva niente. Le ho accarezzato il viso e le ho chiesto: ‘Amore mio, che ti sei fatta?’. Mi ha risposto: ‘Mirella, mi fa male un po’ la schiena. Ma non mi sono fatta niente, stai tranquilla’. Le ho visto battere la testa vicino al camino, ma si è rialzata tranquillamente. Non è sembrato un incidente grave. Non è uscito sangue…”.

Secondo il racconto di Landolfi Cudia ai carabinieri, con Maria Sestina sarebbe rincasato intorno alle 2 della notte tra il 3 e il 4 febbraio. Ma mentre salivano le scale sarebbero entrambi scivolati. Nonostante la caduta, la 25enne avrebbe insisto per andare a dormire. Ma avrebbe passato la notte tra dolori lancinanti e giramenti di testa. Finché non avrebbe iniziato a perdere sangue da naso e orecchie. All’alba la chiamata al 118. All’ospedale Belcolle di Viterbo Maria Sestina è arrivata in coma. Sottoposta a un lungo e delicato intervento chirurgico per far riassorbire l’ematoma cerebrale, è morta dopo 24 ore di agonia.

Quello di Ronciglione è un giallo, perché da quelle scale la 25enne potrebbe essere scivolata, come continua a ripetere il suo fidanzato, o potrebbe essere stata spinta, come continua a sostenere la sua famiglia.


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Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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13 marzo, 2019

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