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Ronciglione - Il Pd attacca l'amministrazione

“Acqua e impianto di filtrazione, il sindaco faccia chiarezza”

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Ronciglione

Ronciglione – Comune

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – È degli ultimi giorni la polemica circa l’imminente passaggio a Talete del servizio idrico integrato di Ronciglione nonché i malumori conseguenti alla visita ispettiva che i consiglieri Giovagnoli e Marcucci hanno operato all’impianto di filtrazione in località Abboccatore che sembrerebbe essere stato trovato funzionante a scartamento ridotto così di fatto alimentando dubbi circa il suo corretto funzionamento.

Ebbene, il sindaco, in più occasioni, forse per esonerarsi da responsabilità quale massima autorità sanitaria locale, ha affermato che l’impianto in questione non ha mai funzionato correttamente, peraltro precisando che lo stesso era stato realizzato dalla precedente amministrazione.

Ci permettiamo di replicare alle affermazioni del sindaco in quanto, a nostro parere, assolutamente non corrette.

Ed infatti, l’impianto di filtrazione e potabilizzazione realizzato dall’amministrazione Giovagnoli (nella quale l’attuale sindaco ha ricoperto, per ben quattro anni, la carica di vicesindaco e assessore all’Ambiente oltre che capogruppo consiliare) ha regolarmente funzionato quanto meno fino al 30 giugno del 2017 e cioè almeno fino a circa venti giorni dopo l’insediamento della nuova consiliatura del sindaco Mengoni.

Una breve ricostruzione dei fatti è oggettivamente doverosa.
Nel 2012, la Regione Lazio finanziava la realizzazione dell’impianto a valle di una concertazione avvenuta tra Comune di Ronciglione, Regione Lazio, Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Ato Viterbo ed Asl Viterbo: a tali incontri partecipava sia il sindaco Giovagnoli sia l’allora vicesindaco Mengoni.

Nel marzo 2013, veniva redatto e approvato (anche dall’allora vicesindaco Mengoni) il progetto definitivo a firma “TJT società di ingegneria srl” che prevedeva l’abbattimento dell’arsenico e delle alghe presenti nelle acque.

Più in particolare, l’impianto era stato progettato:
Per abbattere valori di arsenico pari a 14 μg/l in quanto statisticamente le analisi disponibili negli anni precedenti fissavano un valore sostanzialmente costante intorno a 12 μg/l (per legge < 10 μg/l).

con filtrazione a sabbia e a carboni attivi per assicurare l’abbattimento delle microcistine al di sotto del Valore limite di riferimento adottato per acqua potabile dalle Linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità OMS-WHO,204 = 1 μg/l: ed infatti, nel gennaio del 2013 la ASL aveva segnalato la presenza della microcistina demetil-RR in ragione di 2,1 μg/l.

Veniva quindi bandita la gara di appalto integrato in virtù della quale il progetto esecutivo veniva redatto dall’appaltatore e approvato con determinazione del responsabile del procedimento n°170 RG del 04/03/2014.

Dopo aver eseguito i lavori, la prima immissione in rete dell’acqua filtrata dal nuovo impianto avveniva in data 02/04/2015.

Da contratto, era previsto un periodo di manutenzione dell’impianto carico della ditta appaltatrice che ha poi gestito in prima persona l’intero impianto sino al 30/06/2017 facendosi carico delle spese della sua manutenzione.

Fino a tale ultima data l’impianto ha sempre regolarmente funzionato come dimostrato dalle analisi effettuate periodicamente, all’uscita dei filtri, sia dall’Università della Tuscia che dalla stessa Asl di Viterbo.

In buona sostanza, l’arsenico veniva regolarmente abbattuto a seguito della filtrazione e ricondotto entro i parametri di legge al pari delle microcistine costantemente al di sotto del limite di sicurezza stabilito dalla organizzazione mondiale della sanità – Oms.

Purtroppo, però, a fronte delle analisi costantemente positive, la Asl di Viterbo non concedeva il giudizio di potabilità dell’acqua in quanto – non avendo lo Stato Italiano recepito in apposita normativa il limite massimo delle microcistine così come fissato dall’Oms – anche la presenza di una sola microcistina era a suo dire ostativa alla positiva classificazione dell’acqua distribuita al consumo umano (e ciò in contrasto, peraltro, con alcune altre Asl italiane che invece prendevano come parametro di riferimento proprio quello fissato a livello internazionale dall’Oms).

Ebbene, anche al fine di superare la problematica della presenza algale e della carente legislazione italiana, il Comune di Ronciglione, negli ultimi mesi della consiliatura del sindaco Giovagnoli:

sottoscriveva un protocollo di intesa con la Asl di Viterbo, l’Iistituto superiore di sanità e il Comune di Caprarola (anch’esso avente lo stesso problema algale data la comune captazione dal Lago di Vico) prevedente determinate attività volte a garantire l’assoluta sicurezza dell’acqua distribuita al consumo umano;

sottoscriveva una convenzione con l’Istituto Superiore di Sanità (al costo di 80mila euro a carico del Comune) in virtù della quale l’istituto si assumeva l’onere di certificare la potabilità dell’acqua di Ronciglione all’esito di un’attività di verifica che avrebbe avuto una durata di circa un anno;

Iniziava, ad ulteriore garanzia sulla qualità dell’acqua, una sperimentazione con un piccolo impianto pilota con membrane per la microfiltrazione che avrebbe garantito la completa assenza di cellule algali.

In tal senso, fino all’ultimo giorno del proprio mandato il sindaco Giovagnoli e il vicesindaco Bondini seguirono personalmente la questione presiedendo costantemente le decine di riunioni con i tecnici dellistituto superiore di sanità ai quali di volta in volta fornivano indicazioni e pratici riscontri alle richieste dei medesimi tecnici e ciò al fine di avere un monitoraggio costante ed una qualità eccellente dell’intero ciclo dell’acqua in distribuzione.

Ora, per quanto ci è dato conoscere (e quindi rimaniamo disponibili per eventuali smentite e/o notizie contrarie) le riunioni con l’istituto superiore di sanità sono state interrotte durante il mandato del sindaco Mengoni, si mormora a causa dell’assenza di rappresentanti del Comune di Ronciglione alle riunioni via via convocate: chiediamo al sindaco, quindi, di conoscere se ciò corrisponda o meno a verità.

Chiediamo al sindaco, poi, di conoscere se il terzo filtro installato per l’assorbimento di arsenico sia – o meno – mai stato riempito con idrossido ferrico.

Chiediamo, poi, di conoscere le sorti della sperimentazione iniziata con l’impianto pilota per la microfiltrazione.

Ed ancora, vorremmo conoscere quante volte sono stati cambiati i carboni attivi dei filtri a far tempo dal 30/06/2017, cioè la data del termine della gestione da parte della ditta appaltatrice dei lavori.

Ma non basta. Sebbene l’impianto sia dotato di un sistema automatico di acidificazione (riduzione pH) e clorazione, vorremmo conoscere se sempre a far data dal termine della gestione da parte della ditta appaltatrice siamo state più effettuate le necessarie operazioni di acidificazione volte a garantire l’efficienza della clorazione a sua volta indispensabile per ridurre il contenuto algale.

Vorremmo infine conoscere se il flottatore dell’impianto, anch’esso indispensabile per ridurre il contenuto algale, abbia – o meno – regolarmente funzionato nel corso degli ultimi mesi.

Rimaniamo in attesa di una risposta da parte del sindaco al fine di fare chiarezza, una buona volta per tutte, relativamente al problema dell’acqua a Ronciglione.

Pd di Ronciglione


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20 aprile, 2019

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