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Tribunale - Smarrito un bassorilievo dell'artista sorianese Giorgio Aquilanti del valore di diecimila euro

Assolto Diprè, accusato da uno scultore di essersi appropriato di un’opera

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Andrea Diprè

Andrea Diprè

Viterbo – Non fu truffa, assolto Andrea Diprè accusato anche di appropriazione indebita da uno scultore viterbese che ha dovuto dire addio a una sua opera valutata diecimila euro.

Difeso dall’avvocato Michele Ranucci, in sostituzione di Marika Piccoli, l’imputato, originario della provincia di Trento, è stato assolto il 18 aprile dal giudice Giovanni Pintimalli. La stessa accusa ha chiesto l’assoluzione.

Presunta vittima del controverso youtuber 45enne, ex fidanzato di Sara Tommasi e pornoattore, all’epoca in cui il “re del trash” spopolava facendo il critico d’arte in televisione, un artista di Soriano nel Cimino, Giorgio Aquilanti, cui l’avvocato Diprè nel 2012 avrebbe promesso una fantasmagorica promozione che secondo la parte offesa non sarebbe stata fatta nei termini previsti dal contratto.

Allo scultore sorianese, noto per le sue sculture di pietra lavica, Diprè avrebbe garantito il passaggio delle sue opere, per un totale di 1460 puntate, sul suo canale tematico nonché la promozione dei suoi lavori attraverso gallerie d’arte, in cambio di 15mila euro. Soldi versati tramite quattro assegni: due, da 3mila e 2mila euro, incassati, mentre un terzo, da 5mila euro, è stato bloccato dalla banca in seguito alla denuncia e il quarto, da 5mila euro, Diprè non ha neanche provato a cambiarlo. 

L’artista viterbese, inoltre, contando sulla vendita, gli avrebbe affidato un bassorilievo, intitolato “Carrozza”, in polvere di marmo e ossidi, stimato attorno ai diecimila euro, secondo la valutazione dell’autore.

“Non solo l’opera non fu restituita, nonostante le ripetute richieste da parte del legittimo proprietario – ha spiegato in aula nel corso del processo il comandante della stazione dei carabinieri di Soriano nel Cimino, maresciallo Paolo Lonero – ma non si è mai saputo che fine abbia fatto. Non è stata mai recuperata e noi non abbiamo potuto fare altro che segnalarla alla banca dati Tpc, la banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”. 

L’artista, sentito in aula dal giudice, ha detto che, dal canto suo, l’unica cosa che gli interessava veramente era la restituzione dell’opera. Ma, sempre che esista ancora, della collocazione del bassorilievo non è emersa traccia. 

“La valutazione dell’opera è unilaterale, non c’è prova che valesse davvero diecimila euro, poteva anche essere una crosta – ha detto il difensore Ranucci chiedendo l’assoluzione di Diprè – mentre i 15mila euro, parte dei quali restituiti, sono serviti davvero alla promozione. E’ stato fatto il video previsto e sono andati in onda i 15mila passaggi previsti dal contratto. Semmai, il presunto valore del quadro smarrito andrebbe a compensare i diecimila euro che il mio assistito, a causa della denuncia, non ha incassato”. 

La stessa accusa, come detto,ha chiesto l’assoluzione, accordata dal giudice Pintimalli del tribunale di Viterbo.

Silvana Cortignani


Articoli: “Io vittima di Diprè, rivoglio solo la mia opera” – “Scomparsa l’opera affidata da un artista sorianese a Andrea Dipré” – Denunciato da un pittore, Andrea Diprè sotto processo a Viterbo

 


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20 aprile, 2019

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