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Tribunale - La bestiola è morta dopo due interventi e tre giorni di agonia - Come per la morte di Nuvola, oltre al proprietario, potrebbero costituirsi parte civile gli animalisti

Il cane Willy ucciso a fucilate, al via il processo al sessantenne di Vallerano

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Willy

Willy

La lastra di Willy dopo essere stato preso fucilate

La lastra di Willy dopo essere stato preso fucilate

Cristina Graziotti, la padrona di Willy

Cristina Graziotti, la padrona di Willy

Il proiettile estratto dal torace di Willy

Il proiettile estratto dal torace di Willy

Willy subito dopo l'operazione

Willy subito dopo l’operazione

Vallerano – Cane Willy ammazzato a fucilate, a processo il sessantenne di Vallerano denunciato a piede libero l’estate di due anni fa per uccisione di animali e detenzione abusiva di armi.

L’uomo, un 63enne originario di Vignanello ma residente nel vicino centro dei Cimini, è accusato di avere sparato alla bestiola con un fucile ad aria compressa sequestrato nella sua abitazione e sottoposto a perizia balistica, così come il proiettile conficcato nell’animale. 

Il processo prenderà il via questo venerdì davanti al giudice Silvia Mattei del tribunale di Viterbo.

La padroncina di Willy era Cristina Graziotti, una studentessa poco più che ventenne. Parte offesa, ai fini del processo, il proprietario dell’animale, un 55enne di Vallerano che, nell’udienza prevista il 17 aprile, potrà costituirsi parte civile, così come eventuali altri parte interessate. 

Non sarebbe la prima volta che in un processo in cui vittime sono gli animali si costituiscono parti civile anche associazioni animaliste, come è successo per Nuvola, il pastore maremmano ucciso con una balestra a Fabrica di Roma della cui morte è imputato un  militare. 

La barbara uccisione di Willy, un cagnolino meticcio di quattro anni, fece scalpore. Colpito da una fucilata la mattina del 4 luglio 2017, mentre faceva una passeggiata nel centro storico di Vallerano, fu operato due volte e la sua agonia durò tre giorni. Tre anni prima era sopravvissuto a un’altra fucilata.

Al dottor Filippo Francesini bastò una lastra per vedere che Willy, sulla sesta vertebra, tra il polmone e il cuore, aveva conficcato un proiettile, della lunghezza di 7,5 millimetri. L’animale fu quindi trasferito alla clinica veterinaria della Tuscia di Montefiascone, dove il dottor Francesini, con il collega Stephan Ziegler, hanno operato Willy per ore.

Pochi giorni dopo, il 13 luglio, fu identificato il presunto sparatore, il sessantenne, denunciato a piede libero dai carabinieri di Vignanello, che gli contestarono i reati di uccisione di animali e detenzione abusiva di armi. 

Silvana Cortignani


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17 aprile, 2019

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