--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Cronaca - Volantinaggio e presidio degli anarchici del Comitato di Lotta Viterbo di fronte al tribunale

“Il carcere di Mammagialla è un lager”

Condividi la notizia:

Viterbo – “Un lager dove le persone subiscono pestaggi, torture e dove le cure sono negate. Il lager è il carcere di Mammagialla”.

La voce degli anarchici del “Comitato di lotta Viterbo” si è alzata stamattina di fronte al tribunale con un presidio per distribuire volantini sulla situazione del penitenziario. Un gazebo, qualche cartellone esplicativo e uno striscione che recita: “Fine alle galere e alla società che ne ha bisogno”.

Il presidio degli anarchici di fronte al tribunale

Il gruppo di anarchici non è formato solo da viterbesi. Ci sono ragazzi e ragazzi da Montefiascone, da Roma e da altre città d’Italia. Da mesi hanno acceso i riflettori su Mammagialla con volantinaggi anche fuori dal carcere, hanno preso contatti con le associazioni che si occupano della sicurezza nei penitenziari e hanno raccolto dati.

Alcuni sono esposti in tre cartelloni che riportano titoli di giornale, tra i quali quello sulla morte, lo scorso luglio, del detenuto Hassan Sharaf e i numeri dei detenuti stessi: 587 contro una capienza regolamentare di 432 e un tasso di affollamento del 135%. Nel 2017, si legge ancora, ci sono stati 126 casi di autolesionismo, due suicidi e un morto.

Il presidio degli anarchici di fronte al tribunale

“Il carcere – si legge nel volantino distribuito – appare distintamente per quel che è: un contenitore di marginalità sociali create da un contesto di guerra ai poveri, che genera guerra tra poeri, con politiche sociali ridotte all’osso, sfruttamento sul lavoro, decreti sicurezza razzisti”.

Il presidio vuole far luce sulla situazione di Mammagialla, anzi di “Mortegialla”, come viene chiamato il penitenziario nel volantino. “Il carcere non è la soluzione – concludono nel manifesto -, ma parte del problema contro la società galera rompiamo il silenzio per non essere complici”.

Le forze dell'ordine al presidio

Il presidio è andato avanti per tutta la mattinata in maniera del tutto pacifica con l’ascolto di testimonianze, sotto la sorveglianza delle forze dell’ordine: carabinieri, guardia di finanza e polizia, coordinati dal dirigente della Digos Fabio Zampaglione.


Condividi la notizia:
18 aprile, 2019

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR