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Roma - L'incontro il 5 aprile con il cardinale Edwin Frederick O'Brien - Presente anche il vescovo Lino Fumagalli

Cavalieri e dame del Santo sepolcro di Gerusalemme nei luoghi simbolo dell’Ordine

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Roma - Cavalieri e dame del Santo Sepolcro di Gerusalemme nei luoghi simbolo dell'ordine

Roma – Cavalieri e dame del Santo Sepolcro di Gerusalemme nei luoghi simbolo dell’ordine

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Roma - Cavalieri e dame del Santo Sepolcro di Gerusalemme nei luoghi simbolo dell'ordine

Roma – Cavalieri e dame del Santo Sepolcro di Gerusalemme nei luoghi simbolo dell’ordine

Roma – Riceviamo e pubblichiamo – La delegazione viterbese dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme ha effettuato, venerdì 5 aprile, un approfondimento culturale a Roma nei luoghi simbolo e di vertice dell’ordine stesso.

La prima parte della visita istituzionale si è svolta presso la sede di rappresentanza del gran magistero, nel quattrocentesco palazzo della Rovere. Un palazzo che trova le sue origini nel cardinale Domenico della Rovere, piemontese, dell’entourage di Papa Sisto IV. Opera dell’architetto fiorentino Baccio Pontelli, ospitò l’imperatore Carlo VIII durante la sua visita a Roma nel 1495.

Il Palazzo, oggi sede dell’ordine cavalleresco vaticano, i cui uffici sono ospitati nei cinque saloni del piano nobile, è impreziosito da opere del Pinturicchio e di Francesco Salviati. La struttura, dopo un utilizzo che sul finire dell’ottocento ne danneggiò alcuni ambienti, riprese il suo massimo splendore con i lavori eseguiti nel primo novecento in occasione della realizzazione dell’attuale via della Conciliazione.

Giunti nella sede del gran magistero, i cavalieri e le dame di Viterbo accompagnati dal loro delegato, grande ufficiale colonnello Antonio Cianchi, dal priore della delegazione e della sezione Lazio, Lino Fumagalli, e raggiunti dalla preside della stessa sezione Lazio, dama di commenda con Placca Anna Maria Iacoboni Munzi, sono stati ricevuti dal gran maestro dell’ordine, il cardinale Edwin Frederick O’Brien, dal governatore generale, cavaliere di collare ambasciatore Conte Leonardo Visconti di Modrone e dal Cerimoniere, Fortunato Frezza, sacerdote viterbese incardinato nella nostra diocesi, da sempre legato ai suoi luoghi in quel di Montecalvello dove ritorna con piacere quando gli impegni lo consentono.

Il cardinale O’Brien ha accolto i visitatori con il solito calore e affetto paterno che gli vengono riconosciuti. Egli è portato nel cuore dai membri della delegazione, poiché ha riservato a Viterbo una particolare attenzione di benevolenza. E’ stato, infatti, il primo gran maestro dell’ordine a presenziare ad alcune cerimonie organizzate sul territorio viterbese dalla nascita della delegazione stessa.

Era il 2015 quando, in occasione dell’8500esimo anniversario del miracolo della Madonna del Fiore, il cardinale O’Brien onorava con la sua presenza la cerimonia religiosa avvenuta nella concattedrale del Santo Sepolcro di Acquapendente, ponendo la delegazione di Viterbo sotto la protezione di Maria Santisima Immacolata Concezione.

Nel maggio del 2017 fu poi la volta dell’investitura dei nuovi cavalieri e dame della luogotenenza per l’Italia centrale, avvenuta proprio a Viterbo presso la cattedrale di San Lorenzo.

Andando ancora più a ritroso nel tempo, inoltre, abbiamo notizia che a inizio dell’anno 1996, l’allora O’Brien, ricevette la comunicazione della sua nomina a vescovo proprio mentre si trovava in visita nella nostra città dei Papi.

Quando la provvidenza si manifesta!

Terminata la prima parte della visita, i membri della delegazione viterbese si sono portati presso la chiesa di San Onofrio al Gianicolo, centro mondiale dell’attività spirituale dell’ordine, accolti calorosamente dal titolare della sede, il cavaliere di gran croce Luigi Giulianelli, luogotenente per l’Italia centrale.

San Onofrio al Gianicolo, sorto inizialmente come eremo nel XV secolo, situato in posizione panoramica sul Gianicolo, dominante sulla cupola di San Pietro, presenta opere pittoriche di pregevole fattura già dall’esterno della chiesa, attribuite al Domenichino e a Sebastiano Strada.

La chiesa è a pianta rettangolare con volte a crociera, abside poligonale e cinque cappelle laterali dedicate a San Onofrio, alla Madonna di Loreto, al Crocifisso, a San Pio X e a San Gerolamo. Nella prima cappella si trova il monumento funebre a Torquato Tasso. Anche qui il Pinturicchio ha affrescato l’abside mentre altri lavori sono attribuiti al Peruzzi. Nel chiostro, nelle lunette lungo il perimetro coperto, sono raffigurate le scene della vita e della leggenda di San Onofrio, commissionate in occasione del giubileo del 1600 a Giuseppe Cesari, Sebastiano Strada e Claudio Ridolfi.

Il complesso di San Onofrio al Gianicolo rappresenta un ulteriore valore aggiunto per l’intero ordine nel quale, alla sontuosità architettonico-artistica del complesso, si leghi un particolare momento storico tra i più importanti mutamenti istituzionali che hanno consegnato l’ordine così come è strutturato nel tempo presente. Tale provvedimento è contenuto nel Motu proprio del 15 agosto 1945 promulgato da Papa Pio XII, ove il pontefice stabilisce che la sede dell’ordine fosse trasferita da Gerusalemme a Roma, appunto nel suddetto complesso di San Onofrio, e che il gran maestro sarebbe stato, da allora, un cardinale nominato direttamente dal Papa.

Ma non è tutto. Un ulteriore valore aggiunto aumenta ancor di più l’interesse dei nostri confratelli per questa sede istituzionale. Nel complesso di San Onofrio, infatti, per una particolare benevolenza dell’allora pontefice, fu data ospitalità a Torquato Tasso, autore della Gerusalemme liberata, opera che narra lo scontro tra cristiani e musulmani. Questo avvenne negli ultimi anni della sua vita, dopo aver vagabondato per l’Italia, prima di chiedere ospitalità al convento. Qui è presente, sia a testimonianza del suo passaggio, sia per la sintonia con l’istituzione cavalleresca, un piccolo museo che conserva alcuni manoscritti del poeta, filosofo e scrittore.

Come il pellegrinaggio in Terra Santa rappresenta un dovere per un migliore accrescimento e consolidamento della spiritualità dei cavalieri e delle dame che hanno ottenuto l’investitura, così la visita della sede di rappresentanza del gran magistero e della sede spirituale di San Onofrio al Gianicolo diventano, per gli stessi, fonte di ulteriore e insostituibile arricchimento per meglio operare nei confronti dei cristiani di quelle terre oggi martoriate da guerre sanguinarie fratricide.

Delegazione di Viterbo dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme


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7 aprile, 2019

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